Bamboo Shelter, un rifugio in bambù per le persone bisognose

Nel Bamboo Pavillion, il bambù copre l?intero fabbisogno struttura dell?intero complesso. Il Bamboo Pavillion, si configura come un organismo integrato ed incentrato su se stesso, grazie alla sua pianta centrale. La distribuzione degli spazi interni è molto razionale.


Il Bamboo Pavillion è un rifugio per persone bisognose completamente realizzato in bambù.

Grazie al materiale che ne compone la struttura, il Bamboo Pavillion è considerato uno dei migliori esempi di architettura sostenibile. Il progetto va attribuito all'architetto australiano Esan Rahmani che ha lavorato in collaborazione con Mukul Damle, con lo scopo di cercare di ospitare i rifugiati e parte della popolazione che ha bisogno di un riparo in tutta l'area dell'Oceano Indiano.

Bamboo Pavillion_Architetti Esan Rahmani e Mukul Damle_Vista centrale dell'interno

(Bamboo Pavillion_Architetti Esan Rahmani e Mukul Damle_Vista centrale dell'interno)

Le motivazioni che hanno portato i progettisti a scegliere un materiale come il bambù naturalmente sono molteplici. Il bambù, essendo un arbusto naturale, è una fonte inesauribile per l'architettura come materiale da costruzione e ha un impatto sulla natura pari a zero. Nelle zone in cui è presente, elimina la fase del trasporto, dispendiosa dal punto di vista economico. La maggiore concentrazione delle varie specie appartenenti alla famiglia delle Bambuseae si trova in Asia e in America, in modo particolare in Cile e anche in alta quota, sulle pendici dell'Himalaya. Alcune specie spontanee si possono trovare anche nell'Africa Sud-sahariana, in Madagascar e in Oceania ma non in Europa.

Il bambù, inoltre, è un materiale completamente biodegradabile e riciclabile e, come il legno, riduce le emissioni tossiche e l'inquinamento nell'atmosfera rispetto ai classici materiali utilizzati in edilizia. Inoltre, è una tipologia molto particolare di legno leggera e resistente che ha secoli viene utilizzata per i più svariati usi.

Nella fattispecie del Bamboo Pavillion, il bambù copre l'intero fabbisogno struttura dell'intero complesso.

Bamboo Pavillion_Architetti Esan Rahmani e Mukul Damle_Sezione centrale

(Bamboo Pavillion_Architetti Esan Rahmani e Mukul Damle_Sezione centrale)

Il Bamboo Pavillion, si configura come un organismo integrato ed incentrato su se stesso, grazie alla sua pianta centrale. La distribuzione degli spazi interni è molto razionale, perché nella parte interna centrale è disposta una grande zona comune mentre lungo il perimetro si affacciano le camere da letto, servizi igienici e varie stanze per lavaggio e stoccaggio.

Bamboo Pavillion_Architetti Esan Rahmani e Mukul Damle_Pianta

(Bamboo Pavillion_Architetti Esan Rahmani e Mukul Damle_Pianta)

La struttura segue, quindi, un andamento radiale. La parte più interessante del Bamboo Pavillion è il centro. Questa zona è costituita da una grande colonna centrale a forma di imbuto. L'imbuto ha due funzioni: la prima è quella di raccogliere l'acqua piovana e convogliarla verso un contenitore che funge anche da basamento e di renderla sempre pronta per l'uso, la seconda è quella di raccordare tutta la copertura.

Bamboo Pavillion_Architetti Esan Rahmani e Mukul Damle_Esploso assonometrico

(Bamboo Pavillion_Architetti Esan Rahmani e Mukul Damle_Esploso assonometrico)

La raccolta dell'acqua piovana può avvenire grazie alla cavità predisposta all'interno dell'imbuto e al sistema di drenaggio che ne fa parte. Per come è strutturato questo importante elemento, è assicurata anche l'illuminazione nella zona immediatamente sottostante. La luce penetra, quindi, grazie alla configurazione radiale di tutta la struttura superiore.

La copertura, infatti, ha come fulcro l'imbuto centrale e va a svilupparsi radialmente fino al perimetro, per mezzo di costoloni in bambù collegati fra loro da pannelli mobili.

Il Bamboo Pavillion è, quindi, uno degli esempi meglio riusciti della cosiddetta Bioarchitettura. Questa struttura, inoltre, è socialmente utile sia alla società che all'ambiente.

Autore

Dott.ssa Chiarina Tagliaferri

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