Bio-architettura: l'idea del giardino verticale è solo una moda?

Moda o necessità, i giardini verticali presentano tanti vantaggi.


Nel 1986 sono successi molti avvenimenti: il disastro di Chernobyl, è uscito il primo numero di Dylan Dog, sono nati Lady Gaga, Robert Patterson e Claudio Marchisio. Il 1986 è anche l'anno in cui un botanico visionario, Patrick Blanc, ha un'idea - da tutti definita nel migliore dei modi strampalata - di ricoprire di verde la parete di un museo nella Cité de Sciences a Parigi.  

 Blanc

(Patrick Blanck in una delle sue installazioni)

 Era il primo passo di un percorso lavorativo che nel 2001, con il rivestimento di un muro alto 30 metri in un hotel nei pressi delle Champs Elysée fatto solo ed esclusivamente con le piante, gli ha garantito la consacrazione a livello mondiale: la sua fama era giunta alla stregua delle grandi archistar. Quello che 25 anni fa era stato solo uno spettacolare allestimento, è diventato l'inizio di una nuova area di sviluppo per la bio-architettura: i giardini verticali.  

 Giardino Verticale

(Esempio di giardino verticale)

 La strada tracciata da Blanc, infatti, è attualmente seguita da molti architetti e progettisti in tutto il mondo, interessati alle tematiche ambientali e alla sperimentazione per trovare soluzioni belle, funzionali e rispettose dell'ambiente. 

Si può affermare che Blanc ha creato una moda o ci sono delle ragioni ben più importanti che hanno stimolato lo sviluppo in bio - architettura dei giardini verticali? Non è semplice dare una risposta che non risulti ovvia o molto superficiale. Quindi la soluzione migliore, prima di rispondere alla domanda, è recuperare il maggior numero di informazioni per farci un'idea chiara sull'origine, sulle caratteristiche principali di queste installazioni e sul fenomeno di costume creatosi e sui vantaggi concreti che si possono avere.

ORIGINE DI UN'IDEA

Anche in questo caso, come molte volte accade, è stata l'osservazione attenta della natura a rivelare questa fantastica opportunità a Patrick Blanck. Essendo di formazione botanico, le piante ed in particolare alcuni meravigliosi esempi di piante capaci di crescere sulla roccia, viste in uno dei suoi viaggi in Malesia e Thailandia, sono state la sua fonte d'ispirazione. 

 Ispirazione

(La fonte d'ispirazione di Blanc)

In queste regioni ci sono circa 2.500 specie di piante che per vivere non hanno bisogno della terra, ma solo di acqua, ossigeno e anidride carbonica elementi fondamentali per l'avvio del processo di fotosintesi clorofilliana. In un'intervista ad un noto quotidiano italiano, Patrick Blanc affermò candidamente che era rimasto talmente affascinato che provò a riprodurre quel tipo di vegetazione sui muri di casa sua, mettendo a punto, in assenza di terra supporti speciali e sistemi di irrigazione appropriati. Da quel primo esperimento casalingo, Blanc ha portato un po' ovunque nel mondo la rivoluzione vegetale che ha fatto spuntare in tanti centri storici di città metropolitane, come Madrid, Milano, Sidney per citarne alcune, immense pareti ricoperte di piante di tante specie. Per lui, infatti, prati e giardini dovrebbero essere un tutt'uno con l'architettura, circondandola e se non c'è spazio tra strade, parcheggi e alti palazzi, allora il verde lo si può e deve mettere in verticale, rivoluzionando quindi l'idea limitata di verticalità che abbiamo, legata ai fiori sui balconi.

EVOLUZIONE DI UN'IDEA

Blanc non ha lavorato subito su progetti grandiosi di livello mondiale, ha cominciato invece studiando e attingendo da altre discipline scientifiche, soprattutto per cercare di eliminare le più ovvie criticità del progetto. Prima fra tutti la forza della natura stessa delle piante che si concentra nelle radici. Queste possiedono una potenza tale da distruggere le mura contro le quali sono attaccate e frantumarle. Per evitare questo problema, assolutamente non banale, Blanc ha analizzato per lungo tempo il comportamento delle piante giungendo alla conclusione che, approntando un sistema di irrigazione frequente e regolare, le radici riescono a distribuirsi in orizzontale, rimanendo in superficie ed evitando così di infiltrarsi in profondità. Ma praticamente cosa ha fatto Patrick? Non prevedendo la terra, ha ideato un vero e proprio impianto leggero (30kg al metro quadro) costituito da 4 elementi: una base metallica portante, un telo in PVC, uno strato in cartonfeltro che consente di distribuire l'acqua su tutta la superficie e ovviamente le piante.   

Struttura 

(Schema struttura)

Questa struttura è adattabile a supporti di qualsiasi dimensione ed altezza. Il numero delle piante previste, in una struttura base, corrisponde all'incirca a 30 per metro quadro, quindi un numero elevato e per questa ragione è previsto un sistema automatico di innaffiatura e fertilizzazione che provvederà nei periodi in cui si renderà necessario, al sostentamento delle piante.

QUALI PIANTE UTILIZZARE?

Le piante rappresentano lo strato visibile verso l'esterno, ricoprono quindi un ruolo cruciale, creano un'atmosfera, danno personalità ad una struttura. Per la loro scelta, se non ci si vuole affidare ad un esperto, è necessario tenere in considerazioni alcuni aspetti.

Per prima cosa nella preparazione di un giardino verticale si deve pensare ad identificare un elemento che accomuni tutte le piante impiegate, ovvero la bassa manutenzione. Infatti risulta abbastanza complicato e soprattutto costoso potare, annaffiare, concimare, ripulire, tante piccole  e differenti piante posizionate lungo una grande parete. Oltre a questo elemento, la gran parte delle piante utilizzate in questi progetti sono resistenti alle intemperie, all'inquinamento, sono belle e spesso appartengono alla famiglia delle sempreverdi, in modo che il giardino possa rimanere bello e rigoglioso per tutto l'arco dell'anno. Quindi sono privilegiate le piante tipiche della vegetazione del luogo dell'installazione del giardino, in modo che non ci siano dubbi sulla loro resistenza al clima in tutti i mesi dell'anno.

Anche in questo caso esiste, comunque, l'eccezione alla regola, cioè è possibile stilare un elenco delle piante da utilizzare chiarendo a priori gli obiettivi per cui sarà realizzato il giardino verticale. Che vuol dire? Significa semplicemente che vengono utilizzate specie di piante dalle caratteristiche molto diverse se l'intento del giardino è puramente ornamentale, o se invece si tratta di un progetto per migliorare l'isolamento di un palazzo. 

Quindi nel caso del giardino verticale funzionale si utilizzano prevalentemente felci, edere, graminacee sempreverdi, rampicanti, in alcuni casi varietà di muschio, e in generale piante di piccole dimensioni, considerate tappezzanti. Molto utilizzate sono anche le piante caratterizzate da un fogliame dalla texture o dal colore particolare, che aiutano a rendere il giardino verticale una vera e propria opera d'arte, come fosse un dipinto.

Nei giardini verticali ornamentali, invece, si utilizzano piante di ogni tipo, da quelle da fiore o da foglia, fino a piante più decorative o addirittura esotiche. In questi giardini si tiene conto anche del fatto che le piante possono venire sostituite, potate, spostate, a piacere, a seconda della stagione o del clima. È chiaro che le due realtà presenteranno costi differenti dovuti non solo alle piante, ma legati soprattutto ai trattamenti di mantenimento che esse richiedono e se le piante sono poste spargendo i semi oppure piantando essenze già cresciute.

Negli ultimi tempi c'è un'altra pianta, molto comune che comincia a trovare ampio spazio nella realizzazione di giardini verticali: l'erba. I tappeti erbosi verticali hanno un forte impatto estetico e sono in grado di soddisfare qualsiasi esigenza di gusto: ogni specie dà luogo a tonalità di verde differenti da modificare ulteriormente creando texture e disegni personalizzati. Il prato verticale si realizza con dell'erba collocata in appositi pannelli di polipropilene riciclato. Se l'erba cresce troppo viene tagliata a mano, mentre tutti gli altri trattamenti necessari al suo mantenimento sono automatizzati grazie all'uso di un sistema di telecamere che monitorizza costantemente l'erba.

I VANTAGGI DEL GIARDINO VERTICALE

Sebbene siano serviti venticinque anni, e innumerevoli minacciose notizie sul futuro del pianeta, l'opinione pubblica si è finalmente convinta che l'idea di sfruttare i muri dei grandi palazzi per farne dei giardini non è poi così assurda. È bastato capirne gli effetti positivi.

Infatti, la presenza di piante sulla parete di grandi edifici collocati soprattutto in realtà metropolitane, presentano davvero numerosi vantaggi:

 

  • Assorbimento di anidride carbonica: consente all'atmosfera di alleggerirsene e al sistema di riscaldamento e raffreddamento di consumare di meno;
  • Stabilizzazione delle polveri: migliorano la qualità dell'aria, perché tra i fili d'erba intrappolano le polveri ed i fumi con cui vengono in contatto;
  • Filtraggio e depurazione: le sostanze inquinanti contenute nelle acque meteoriche, vengono filtrate e depurate dall'erba;
  • Resistenza al fuoco: il tappeto erboso essendo costituito all'80% da acqua, se correttamente mantenuto, risulta non infiammabile;
  • Regolazione della temperatura urbana ed interna: i prati verticali assorbono calore raffreddando in tal modo la superficie dell'edificio e, di conseguenza, l'aria circostante. L'uso degli impianti di condizionamento è pertanto ridotto;
  • Riduzione dei rumori;
  • Valorizzazione degli edifici: il valore di un immobile rivestito da un tappeto erboso può essere fino al 15% superiore di uno rivestito in modo tradizionale;
  • Vantaggi psicologici: la presenza di vegetazione, soprattutto nelle città dove è carente, dà sensazioni positive, riduce lo stress e fa rilassare;
  • Semplicità di posa in opera: il pannello viene fornito già pronto per essere installato in facciata;
  • Consente di rimettere in circolo l'acqua piovana e le acque grigie dei palazzi;
  • Vantaggioso strumento di marketing: la pubblicità diventa molto evidente e d'impatto, se disegnata su un tappeto erboso e si realizza molto semplicemente, basta un inserimento ragionato dell'erba negli alveoli dei pannelli, per dar luogo a scritte pubblicitarie.

Sicuramente non va trascurato l'effetto sorpresa, che la presenza di una superficie completamente verde, in un contesto inaspettato, può provocare.

UN PROGETTO TUTTO ITALIANO

Anche nel nostro paese gli architetti cercano di contrastare l'avanzata del cemento e la carenza di spazi verdi soprattutto nelle grandi città. I nostri architetti sono andati oltre ai giardini verticali o ad un'altra tendenza emersa in questi anni, delle cosiddette Vertical Farm vere è proprie strutture per la coltivazione di prodotti agricoli. Mi riferisco all'idea di Bosco Verticale che sta prendendo vita a Milano Porta Nuova, grazie ad un italianissimo progetto di riforestazione urbana che si sviluppa in altezza, ideato da Stefano Boeri Architetti

Bosco Verticale 

  (Bosco Verticale a Milano Porta Nuova)

Per la prima volta in assoluto, un grattacielo ospiterà querce, cedri e pini pronti a far da filtro antismog e a offrire ombra d'estate e luce d'inverno, quando i rami si spoglieranno dalle loro foglie. L'idea del Bosco Verticale, nasce per contribuire a rigenerare l'ambiente e la biodiversità urbana senza implicare un'espansione del territorio della città. 

In cosa consiste? Si tratta di un complesso composto da due torri residenziali di 110 e 76 metri. La particolarità è che ospiterà circa 900 alberi alti dai 3 ai 9 metri, diverse piante floreali e arbusti, distribuiti in relazione all'esposizione al sole di ogni facciata delle torri. In termini di quantità di alberature il Bosco Verticale di Milano equivale a una superficie boschiva di circa 10.000 mq. << Bosco Verticale è un sistema che ottimizza, recupera e produce energia>> spiega il team di architetti che lo ha pensato. Vediamo quindi in cosa consistono i vantaggi portati dalla realizzazione di questa innovativa soluzione architettonica: la costituzione di un microclima, l'assorbimento di CO2 e polveri sottili, la produzione di umidità e di ossigeno, la riduzione dell'inquinamento acustico e il riparo dal vento

La particolarità e l'importanza di questo progetto, non si limita al verde, ma questi grattacieli sono un  vero e proprio concentrato di bio-architettura e dimostrano come è possibile integrare in un'unica struttura tutte le tecnologie più moderne e più rispettose dell'ambiente, per un risultato davvero unico. Infatti, un sistema di energia fotovoltaica (500 mq di pannelli), eolica e geotermica garantisce, poi, l'autosufficienza delle due torri, mentre l'irrigazione delle piante avverrà per larga parte attraverso un impianto centralizzato di filtrazione dell'acque grigie. E attraverso l'opera di mantenimento di questa struttura si potranno ricavare tutte le informazioni necessarie per migliorare l'impianto e condividere l'esperienza  a livello mondiale.

UNA NUOVA TENDENZA

Il desiderio di verde, la sensibilità per il bello hanno permesso ai giardini verticali di diventare un elemento di arredo irrinunciabile, tanto da arrivare allo sviluppo di giardini verticali in miniatura, ovvero quelli che si possono realizzare in casa, magari quando non si ha un giardino a disposizione.

A differenza di quello di Patrick, a cui abbiamo accennato all'inizio di questo articolo, le persone comuni non in grado di creare sofisticati impianti di irrigazione, utilizzano la terra. I risultati sono, comunque, altrettanti spettacolari, anche grazie all'esistenza di diverse tipologie di "vasi" anche di design e materiali particolari, che possono però essere facilmente appesi alla parete di casa, dentro o fuori. Per essere precisi non sempre si tratta di vasi veri e propri, ma di ampi e resistenti scampoli di tessuto plastico, su cui vengono applicate delle grosse tasche, in cui viene inserito del terriccio per le piante.

Giardini verticali indoor

(Esempi di giardino verticale in miniatura)

 Le dimensioni dei contenitori che si utilizzano per preparare questo tipo di giardini sono spesso inferiori al metro quadrato, e quindi possono venire utilizzati come piccoli quadri viventi, che sono poi coltivati come dei normalissimi vasi, annaffiando quando necessario. Ovviamente la differenza non è tanto data dalla dimensione, quanto piuttosto dalle piante che si possono utilizzare. Le essenze che più spesso trovano spazio in questi piccoli giardini verticali sono le piante da fiore estive, tipiche dei terrazzi, come impatiens, begonie, gerani, sicuramente l'effetto finale è molto d'impatto. Se non desideriamo acquistare niente di esotico o strano, possiamo semplicemente munirci di comuni sostegni per vaso, da appendere alla parete, dove magari crescere le nostre aromatiche da utilizzare in cucina.

Si può finalmente rispondere alla domanda che ci eravamo posti all'inizio: il giardino verticale è diventata una vera e propria tendenza del momento. L'aspetto positivo di questa moda è che non rappresenta qualcosa di futile, in realtà ha tanti vantaggi per tutti noi nel breve e nel lungo periodo. 

 

Autore

Dott.ssa Laura Giovannetti

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