Center for Sustainable Landscapes: uno tra gli edifici più green del mondo

Il Center for Sustainable Landscapes, costruito a Pittsburgh, dallo studio Design Alliance Architects, è un esempio straordinario di efficienza energetica e integrazione di sistemi attivi e passivi per lo sfruttamento delle fonti rinnovabili.


Un esempio di bioedilizia moderna, design all'avanguardia ed elevata efficienza energetica, grazie all'ausilio di tecnologie sostenibili attive e passive, è il Center for Sustainable Landscapes (CSL) di Pittsburgh, uno degli edifici più green del mondo.

Commissionato e voluto dalla Phipps Conservatory, un'organizzazione che si dedica da anni alla tutela dell'ambiente, l'edificio, terminato nel 2012, ha ottenuto importanti riconoscimenti, diventando un modello di integrazione tra diversi tipi di fonti rinnovabili. Nello specifico, gli sono state attribuite le certificazioni LEED Platinum, Living Building Challenge (difficile da conseguire in quanto tiene conto di tutta una serie di fattori, compresa la resa energetica del fabbricato nel corso degli anni) e SITES Certification for landscapes.

La struttura, realizzata dal team di professionisti del Design Alliance Architects, soddisfa contemporaneamente i requisiti di net-zero-energy e net-zero-water, in virtù di un complesso di impianti volti allo stoccaggio di fonti pulite e al recupero e riutilizzo delle acque piovane.

Panoramica esterna del centro(Panoramica esterna del centro. Fonte architectism)

Analizziamo, ora, il primo aspetto, ossia, quello relativo al fabbisogno energetico. In tal senso, va detto che il complesso di Pittsburgh consuma una quantità di energia notevolmente inferiore rispetto a quella usata da un qualsiasi altro fabbricato delle stesse dimensioni. Stiamo parlando dell'80% in meno, una percentuale importante, che da sola dà già l'idea dei grandi risultati ottenuti dal centro.

Le strategie passive, importanti per ottenere simili risultati, sono:

  • l'orientamento dell'edificio, studiato per massimizzare l'esposizione a sud delle aree principali, allo scopo di consentire l'utilizzo, in tutta la fase diurna, della luce naturale;
  • le finestre traslucide scelte per diminuire le perdite termiche durante la notte;
  • le schermature utilizzate per attenuare, quando serve, l'irraggiamento solare, evitando il surriscaldamento degli interni. In particolare, questi sistemi di ombreggiatura difendono gli ambienti dai raggi solari in estate e ne permettono l'ingresso in inverno;
  • le aperture (vetrate e lucernari) collocate in diversi punti dell'edificio, spesso strategici, per favorire la ventilazione naturale e tagliare i costi dovuti alla climatizzazione;
  • il rivestimento dell'edificio, composto da una pelle di legno recuperato dai fienili smantellati della Pennsylvania, utile per garantire un ottimo isolamento termico e acustico. Le sue prestazioni sono, poi, ulteriormente migliorate dal tetto verde.

L'ingresso della struttura(L'ingresso della struttura. Fonte world-architects)

Per quanto concerne, invece, i sistemi attivi impiegati nel Center for Sustainable Landscapes, abbiamo:

  • impianti solari termici e fotovoltaici posizionati sul tetto della struttura, dai quali dipende l'intero fabbisogno energetico di essa. Dunque, il centro risulta autosufficiente;
  • impianti geotermici, responsabili del raffrescamento e del raffreddamento del fabbricato;
  • un impianto eolico verticale, sempre montato sul tetto, che fornisce all'edificio un surplus di energia elettrica.

La vasca per il raccoglimento delle acque piovane(La vasca per il raccoglimento delle acque piovane. Fonte archidose)

Importante è anche il sistema di recupero delle acque piovane, la vera novità del complesso. Esso si compone di due vasche dalla capienza notevole. Sono in grado di immagazzinare 6.400 litri di acqua destinata ai servizi igienici e all'irrigazione del giardino. Altre sette vasche sono preposte a conservare l'acqua in eccesso, che sarà impiegata in seguito.

Un discorso a parte merita il processo di fitodepurazione. Tale procedimento avviene attraverso le piante e comporta un primo filtraggio dell'acqua. In seguito, quest'ultima sarà sottoposta ad altre operazioni di depurazione che la renderanno pronta all'uso sanitario. Grazie a questo complesso meccanismo di recupero delle acque piovane, il risparmio idrico si aggira sui 25 litri all'anno.

Una delle sale del centro(Una delle sale del centro. Fonte styleofdesign)

Altro elemento non trascurabile sono i materiali utilizzati nella costruzione. Tutti, infatti, sono a chilometro zero e atossici, ovvero liberi da sostanze dannose per la salute dell'uomo, come la formaldeide. Alcuni di essi, inoltre, sono riciclati e provengono dalla demolizione di edifici locali.

Cuore della struttura, infine, è il giardino botanico, ricco di specie autoctone e di altri numerosi tipi di vegetali.

Fonti
Rinnovabili.it
archrecord
phipps

Autore

Dott.ssa Elisabetta Rossi

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