Dal tessuto high-tech al sughero ed al bambù, ecco i nuovi rifugi naturali

L'energia solare riscalda questi straordinari rifugi realizzati con materiali sostenibili altamente termici. Dalla BYGG Shelter alla Hide Away fino alla Nomad Yurt, tanti comfort e tanta privacy.


Tanti nuovi modi per rilassarsi in rifugi essenziali eco-friendly. In giro ce ne sono davvero numerosi e dall'aspetto singolare, ma ciò che colpisce maggiormente è la ricerca sempre più "affinata" da parte degli ideatori, di scoprire nuovi ed interessanti materiali da utilizzare. Una sperimentazione continua che porta a scoperte impensabili.

Come non notare allora la casa modulare, di transizione, "BYGG Shelter" progettata dalla artista e designer Gabriela Gomes. Di cosa si tratta? Di una unità particolarissima, da alcuni accostata a delle nuvole rosse, composta da due camere con bagno funzionale. Si presenta altamente funzionale ed innocua da un punto di vista di impatto ambientale. I materiali utilizzati sono sostenibili, organici, riciclati. I pannelli fotovoltaici immessi sul tetto catturano l'energia solare. Vi è un totale isolamento termico dovuto all'uso di sughero per le pareti. L'ambiente interno è provvisto anche da luci a LED.  L'opera è stata presentata con successo nel 2012 al festival di Guimaraes 2012. Oggi la soluzione è tenuta in considerazione anche per viaggi, spostamenti fuori porta.

nuvole rosse ricche di comfort

(Ecco un esempio di opera "BYGG Shelter" progettata dalla designer Gabriela Gomes).

Un altro singolare rifugio è quello realizzato da Michael Jantzen che per il suo "shelter" ha utilizzato tessuti high- tech durevoli nel tempo. La costruzione si chiama l' "Hide Away House". Scrive sul suo sito ufficiale: "Questa opera è stata sviluppata in seguito ad una serie di più osservazioni riguardanti alcuni avanzamenti di tessuto provenienti dalle strutture di alta tecnologia. Tali tessuti sono stati adoperati per creare molte di queste soluzioni che saranno capaci di durare a lungo anche se si trovano in ambienti difficili". Il punto è che tali tessuti  high - tech  si presentano come molto resistenti anche al fuoco, sono "duri", regalano e mantengono il calore.

"Ho pensato - continua il designer Michael Jantzen - che una opera così fatta sarebbe utile per la progettazione di una piccola casa di vacanza, facilmente collocabile in quasi ogni tipo di ambiente".

Queste sorte di "conchiglie" "antivandalo" (in quanto anche la lama di un coltello ha difficoltà a squarciare il tessuto dell' "Hide Away House") contengono  tutti i sistemi di raccolta e di stoccaggio di energia necessari per far sì che l'abitazione sia totalmente autosufficiente. Sui tetti di queste strutture possono essere inclusi pannelli solari , o anche sistemi di energia eolica, ed ancora dispositivi di depurazione, di stoccaggio, di gas propano, impianti per la raccolta di acqua piovana. Queste conchiglie possono essere trasportate facilmente dai camion. Una particolarità del tessuto? Può essere ripiegato con facilità a mo' di "fisarmonica".

novità nel tessuto

(Ecco la "Hide Away", realizzata da Michael Jantzen. Novità nel tessuto utilizzato).

Si chiamano "Yurta" ("Yurt" in inglese), e sono riconosciute forse come tra le prime costruzioni prefabbricate della storia adoperate da popoli nomadi dell'Asia. L'ispirazione per il laboratorio sperimentale Ecoshack, con sede in California, è sorta dall'osservazione di tali costruzioni di nomadi. E' così nata la struttura eco friendly "Nomad Yurt":  una simpatica e confortevole soluzione da utilizzare fuori casa, in viaggio, come pacifico rifugio. La soluzione presenta una forma circolare con soffitto a cupola ed è composta da materiali eco-sostenibili, tra i quali il bambù robusto. La luce naturale viene tutta dall'apertura posta in alto. La "Nomad Yurt", misura 120 metri quadrati, e può tranquillamente ospitare fino a 8-10 persone se queste sono sedute; fino a 6 persone se invece decidono di coricarsi.  I disegni della "Ecoshack" si ispirano a tipologie archetipiche. Ed ancora: all'interno della "Nomad Yurt", grazie alla presenza di una sorta di camino, vi è una importante ventilazione che crea un necessario ricambio di aria. La struttura  è portatile e può essere posizionata in qualsiasi location. Per montare o smontare la soluzione non si impiega più di una mezz'ora di lavoro.

shelter rifugio nomade

(Ecco un esempio del comodo rifugio "Nomad Yurt", progettato dalla "Ecoshack").

Autore

Dott.ssa Mariagrazia Poggiagliolmi

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