Edifici religiosi in legno. Le Stavkirker norvegesi

Tra gli esempi più interessanti di edifici religiosi in legno, le Stavkirker norvegesi meritano un posto di primo piano. Delle oltre 1500 stavkirker costruite tra l'XI e il XIV secolo, ne restano oggi trenta esemplari, testimonianza culturale e architettonica della Norvegia medievale.


A partire dall'XI secolo, tardivamente rispetto al resto d'Europa, il cristianesimo si diffonde anche nella penisola scandinava, soprattutto per opera dei sovrani locali, i quali, non senza difficoltà, vollero convertire i propri sudditi al nuovo culto, che andò così a insediarsi anche nei territori dell'estremo nord europeo.

Uno dei frutti della diffusione della nuova religione fu la costruzione delle Stavkirker, chiese in legno costruite in Norvegia tra l'XI e il XIV secolo, alcune delle quali possono essere ammirate anche oggi. Si tratta di costruzioni in legno realizzate secondo la tecnica costruttiva definita stav (letteralmente: colonna), consistente nell'utilizzo di un elemento costruttivo verticale in legno come ossatura portante della struttura a travi e pilastri. In un primo momento probabilmente le travi verticali di legno erano inserite direttamente nel terreno, mentre successivamente si cominciò a posizionare la struttura lignea al di sopra delle fondazioni in pietra, in modo tale da evitare la precoce marcescenza del legno dovuta al contatto diretto con il terreno. Si ipotizza che nell'epoca di massima diffusione ve ne fossero oltre 1500. Oggi ne rimangono 30 esemplari, localizzati soprattutto lungo la fascia costiera occidentale della Norvegia, la gran parte dei quali realizzati in legno di pino oppure, più raramente, in legno di olmo (è il caso, ad esempio, della chiesa di Urnes, certamente la stavkirke più famosa, nonché patrimonio Unesco). 

Stavkirke di Urnes

(Chiesa di Urnes, patrimonio Unesco)

A differenza di quanto accadeva nel resto d'Europa, dove per la realizzazione delle strutture religiose si utilizzava per lo più la pietra, in Norvegia anche per gli edifici di culto il materiale più utilizzato fu sempre il legno, sia per l'ampia disponibilità di materiale sul territorio, sia per l'abilità delle maestranze locali nella lavorazione del legno. Per qualche secolo furono proprio le Stavkirker le tipologie di chiese più diffuse nel paese, sostituite solo a partire dal XV secolo dalle costruzioni a tronchi sovrapposti. È probabile che la tecnica costruttiva e la forma delle stavkirker derivino dagli hov, gli antichi templi pagani a navata singola, di piccole dimensioni e con struttura a palizzata sostituiti poi dagli edifici di culto cristiano in seguito alla diffusione della nuova religione sul territorio norvegese. Tuttavia, si ipotizza che per la realizzazione delle Stavkirker i costruttori si siano avvalsi anche di elementi derivanti dalla tradizione costruttiva navale vichinga, trasposti nelle affascinanti decorazioni che completano queste strutture religiose. È piuttosto comune, infatti, trovare teste di drago molto simili a quelle presenti sulle navi vichinghe sui colmi dei tetti delle stavkirker. Scene derivanti dalla mitologia norvegese sono presenti anche a decorazione degli stipiti dei portali di queste chiese in legno, soprattutto in quelle più antiche, solo parzialmente sostituite in seguito da motivi figurativi tipicamente cristiani, come intrecci di fogliame e tralci di vite. 

Stavkirke di Hoppestad, particolare figurativo

(Particolare figurativo della chiesa di Hopperstad, di probabile derivazione vichinga)

Per alcuni secoli questi affascinanti edifici religiosi furono abbandonati a favore di costruzioni di altro tipo, oppure fortemente modificati dai signori locali che ne erano venuti in possesso, i quali soprattutto in epoca riformistica sostituirono gli elementi decorativi di derivazione medievale con decorazioni e affreschi volti a celebrare la grandezza della propria famiglia. Resti di strutture simili alle stavkirker sono stati ritrovati anche in molte altre località del nord-Europa, ma se si esclude una chiesa in Polonia (l'unica esistente al di fuori della Norvegia), negli altri paesi la diffusione delle strutture religiose in pietra andò a sostituire più velocemente le costruzioni in legno, per cui non rimangono che poche tracce di questi antichi edifici religiosi in legno recuperati da scavi archeologici. In Norvegia, invece, la tradizione costruttiva del legno continuò anche nei secoli successivi, seppure con tecniche costruttive diverse rispetto a quella definita stav. 

La riscoperta del fascino delle stavkirker si deve all'opera di pochi intellettuali ottocenteschi – tra cui il pittore norvegese J.C. Dahl - grazie ai quali cominciò una vera e propria opera di recupero delle stavkirker esistenti, oltre che lo studio di questa antica ed efficiente tecnica costruttiva, al fine di riportare le strutture alla loro forma originaria. Grazie ai lavori di restauro svolti soprattutto nel secondo dopoguerra, in molti casi è stato possibile recuperare gli elementi originari medievali, nascosti sotto secoli di rimaneggiamenti.

Le tipologie di Stavkirker

Lo studio delle trenta strutture attualmente ancora in piedi, oltre che gli scavi archeologici e l'analisi del materiale documentario hanno permesso di classificare le stavkirker in quattro tipologie principali.

Si ritiene che la tipologia originaria di stavkirke presenta un'unica navata, suddivisa in due zone distinte: quella riservata ai fedeli e il coro, accessibile solo al sacerdote. Gli interni delle strutture originarie erano molto scarni, senza particolari decorazioni, a differenza delle facciate esterne, riccamente decorate negli stipiti delle porte con motivi scultorei tratti spesso dalla tradizione pagana: lotte di draghi, saghe, animali e così via.Esempio di stavkirke originaria è la chiesa di Haltdalen.

Stavkirke di Haltdalen

(Chiesa di Haltdalen)

Successivamente al radicamento del cristianesimo in Norvegia, le stavkirker subirono un ampliamento e una modifica nella forma che le avvicinò maggiormente alle classiche basiliche cristiane in pietra. Tale tipologia, diffusa soprattutto nelle zone più ricche, è detta dunque "a basilica", e presenta alcuni corridoi laterali oltre alla navata centrale, su modello delle basiliche in pietra. Esempio di stavkirke a basilica è la chiesa di Borgund.

Stavkirke di Borgund

(Chiesa di Borgund)

Esistono altre due tipologie di Stavkirke, a metà strada tra le chiese originarie e quelle basilicali. La prima è la tipologia "a colonna centrale", caratterizzata dalla presenza della navata unica e di una colonna al centro, la cui funzione è quella di sorreggere un piccolo campanile. Ne è un esempio la chiesa di Uvdal.

Stavkirke di Uvdal

(Chiesa di Uvdal)

L'ultima tipologia di stavkirke è detta "a quattro colonne", derivante dalla tipologia basilicale. Le colonne interne della navata centrale risultano tagliate, mentre solo quattro di esse, quelle angolari, arrivano fino a terra. Appartengono a questa tipologia le "chiese gemelle" di Lomen e di Hurum.

Stavkirke di Lomen

(Chiesa di Lomen)

Per saperne di più si consiglia la lettura di:

Ilaria Garofalo, Le Stavkirker norvegesi. Un'architettura, una tecnica, Arti Grafiche Saturnia, 1992
Gunnar Bugge, Stavkirker. Chiese lignee medievali in Norvegia, Federico Motta Editore, 1993

 

Autore

Dott.ssa Serena Casu

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