Jellyfish Barge: la serra flottante off-grid

Jellyfish Barge è la serra flottante off-grid ideata da Studiomobile in collaborazione con il Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale dell'Università di Firenze. Costruita con materiali di recupero, è alimentata dalle energie rinnovabili.


Si chiama Jellyfish Barge, il progetto di una serra flottante off-grid  ideato e realizzato da un gruppo di studiosi italiani appartenenti alla società Studiomobile, in partnership con il Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale dell'Università di Firenze.

L'idea trae spunto dalla necessità di trovare una soluzione al problema della crescita demografica a cui spesso corrisponde un'insufficienza in termini alimentari e di terreno da coltivare. La serra in questione offre la possibilità di far crescere le piante senza occupare suolo e in maniera sostenibile. Gli stessi materiali impiegati per la costruzione sono rigorosamente ecofriendly.

Il prototipo della serra galleggiante(L'esterno della serra)

Il nome scelto per l'opera, Jellyfish Barge, deriva dalla sua forma e dalla sua trasparenza. Nello specifico, ci troviamo di fronte a un'architettura ottagonale, costituita da una base di legno, di una dimensione di circa 70 metri quadrati, disposta su una serie di fusti di plastica riciclati, dai quali dipende il galleggiamento dell'intero fabbricato. Lo scheletro principale della struttura è dello stesso materiale, ossia di legno, e su di esso sono posizionate le porzioni di vetro che vanno a completare la serra.

Le piante sono coltivate attraverso il metodo idroponico. Esso consiste nel far crescere le specie vegetali su un substrato inerte (che può essere composto da fibra di cocco, lana di roccia, zeolite, argilla espansa, tanto per citare qualche esempio). L'irrigazione non avviene tramite acqua dolce, quindi con un sistema tradizionale, bensì con una soluzione nutritiva contenente acqua e composti inorganici indispensabili per fornire alle coltivazioni gli elementi minerali fondamentali per il loro sviluppo.

L'interno della serra(L'interno della serra)

Una simile tipologia agricola consente di risparmiare il 70% di acqua rispetto a quella adoperata comunemente, in quanto riutilizza le risorse idriche a disposizione. Cosa significa questo? Vuol dire che l'acqua impiegata deriva dal mare o da un fiume e viene purificata dalle varie sostanze nocive con la dissalazione solare, un processo che ricalca la cosiddetta distillazione solare presente in natura. Questa tecnica consiste nell'aumentare la temperatura allo scopo di far evaporare l'acqua. Il sale così resta nella parte liquida mentre quella evaporata sarà condensata e raccolta in un serbatoio di stoccaggio. Il risultato finale è acqua con una concentrazione di sali inferiore.

I dissalatori solari sono collocati lungo il perimetro della serra e possono arrivare a produrre fino a 150 litri al giorno di acqua dissalata. Inoltre, sempre in termini di risparmio idrico, la Jellyfish Barge è dotata di un efficiente sistema per la raccolta dell'acqua piovana.

Dettaglio della coltivazione idroponica(Dettaglio della coltivazione idroponica)

La struttura funziona per mezzo dell'energia proveniente dai pannelli fotovoltaici posizionati sul tetto, da un gruppo di mini turbine eoliche e da un altro impianto che utilizza il moto ondoso per produrre elettricità.

La Jellyfish Barge, il cui prototipo è stato sperimentato sulla Darsena, soddisfa i fabbisogni alimentari di due famiglie. Le sue dimensioni ridotte e il fatto che sia una struttura modulare costituita da elementi singoli, assemblati insieme, fanno sì che la sua costruzione risulti poco complessa e low cost, dunque, adeguata anche a chi non ha una grande disponibilità economica. La forma ottagonale permette, inoltre, di unire insieme più strutture tramite l'ausilio di piattaforme flottanti quadrate. In questo modo, si può dare vita a dei veri e propri mercati galleggianti o creare un complesso di serre destinate ad alimentare intere comunità di persone.

Panoramica della serra(Una suggestiva panoramica della serra)

La Jellyfish Barge è una struttura futuristica, al passo con i tempi e soprattutto studiata per andare incontro all'esigenza di trovare alternative concrete e fattibili alla scarsità di suoli coltivabili in certe aree del mondo. Non solo, essa rappresenta la testimonianza di come si possano impiegare materiali di recupero per ottenere costruzioni funzionali e volte a tutelare l'ambiente.

Il progetto, simbolo della ricerca di Firenze, del suo alto livello, verrà portato all'Expo 2015 di Milano e sarà una delle eccellenze della regione Toscana e del progresso italiano nel settore della sostenibilità.

Fonti
Greenme
Paginaq
archdaily

Foto
Studiomobile 

Autore

Dott.ssa Elisabetta Rossi

Articolo letto 167 volte

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