Lino e canapa per l'isolamento naturale degli edifici

L'utilizzo della fibra di canapa e della fibra di lino nell'isolamento termoacustico degli edifici.


Sempre più di frequente per la costruzione di nuovi edifici o per la ristrutturazione di edifici già esistenti si preferisce scegliere materiali naturali di origine vegetale. Tra i più indicati per l'isolamento degli edifici vi sono certamente la fibra di canapa e la fibra di lino, provenienti da piante la cui coltivazione in Italia era in passato particolarmente diffusa. Entrambi si caratterizzano per le ottime prestazioni sia termiche che acustiche, per il processo di produzione scarsamente energivoro, per la semplicità di installazione dei pannelli isolanti anche in fai-da-te, nonché per la facilità di riciclo e smaltimento del materiale. Vediamoli entrambi in dettaglio.

Fibra di canapa

Come noto, in passato l'Italia è stata una grande produttrice di canapa e di prodotti (soprattutto tessili) derivati da questa pianta. Solo negli ultimi anni, però, complice una riscoperta di questo materiale anche in sede europea, si è ricominciato a promuovere l'utilizzo della canapa sia nel settore tessile che nel settore edilizio, considerata la sua grande sostenibilità ambientale, la sua resistenza, l'elevata resa dei raccolti e le ottime prestazioni dei prodotti in fibra di canapa. Basti pensare che i campi coltivati a canapa non subiscono attacchi di parassiti o erbe infestanti, motivo per il quale la sua coltivazione non ha alcun bisogno di antiparassitari, diserbanti o erbicidi, risultando naturale, ecologica e salubre. 

Fibra di canapa

L'utilizzo della fibra di canapa nel settore edilizio avviene sotto forma di pannelli, fiocchi, feltri o materassini, impiegati per l'isolamento termo-acustico di pareti, coperture, solai, cappotti, controsoffitti e sottopavimenti, sia nelle strutture in legno che in quelle in muratura. Si tratta di un materiale che possiede elevate proprietà isolanti sia termiche che acustiche, ed è inoltre un naturale regolatore di umidità grazie alla sua traspirabilità e igroscopicità. Essendo priva di proteine, non subisce l'attacco di insetti e roditori. Per aumentare le prestazioni al fuoco, durante il processo di lavorazione le fibre di canapa sono trattate con sali di boro e, talvolta, mescolate a fibra di poliestere e sottoposte a termofissaggio. In quest'ultimo caso, al termine del ciclo di vita il materiale non è compostabile. Se non presenta aggiunte di materiali sintetici, invece, oltre a poter essere riciclato e utilizzato come bio-combustibile, è anche compostabile.

Di recente, oltre alla fibra di canapa, è stato sperimentato l'utilizzo nel settore edilizio anche del canapulo (cioè la parte legnosa del fusto) mischiato a calce, per la ristrutturazione dei trulli pugliesi.

Fibra di lino

Così come per la canapa, anche le coltivazioni di lino erano molto diffuse. Attualmente ne rimangono poche soprattutto in Puglia e in Sicilia, destinate principalmente alla coltivazione di lino da semi, la cui pianta è più piccola rispetto a quella destinata alla produzione di fibra. Per il settore edilizio, così come per quello tessile, si utilizzano prodotti ricavati dalle piante da fibra provenienti soprattutto da coltivazioni in Austria e in Germania. Le fibre di lino ricavate dalla lavorazione del fusto e delle radici della pianta, sono utilizzate nel settore edilizio per l'isolamento termo-acustico di pareti, cappotti, coperture, solai, controsoffitti e sottopavimenti. Possono essere utilizzate sotto forma di pannelli, strisce, feltri o fiocchi, a seconda della destinazione d'uso. I pannelli si utilizzano per lo più nelle intercapedini di pareti, coperture, cappotti, solai e controsoffitti; le strisce per l'isolamento di pavimenti e tramezze; i feltri sono utilizzati soprattutto per l'isolamento dei pavimenti galleggianti; i fiocchi per il riempimento di fessure di piccola dimensione, soprattutto tra muratura e infissi. 

Feltro in fibra di lino

(Feltro in fibra di lino prodotto da Flachshaus)

Le fibre di lino presentano elevate prestazioni termiche e acustiche, con ottima traspirabilità e igroscopicità. Anche in questo caso, per incrementare le prestazioni al fuoco, durante il processo di lavorazione possono essere aggiunti sali borici e una sostanza legante, poliestere o colla a base di amido di patate. Nel caso di utilizzo di collanti sintetici non è possibile compostare il materiale al termine del proprio ciclo di vita. 

Per saperne di più sii consiglia la lettura di:

-Eleonora Oleotto, Guida agli isolanti naturali. Prodotti, caratteristiche, tipologie d'impiego, EdicomEdizioni, 2011
-Alessandro Fassi, Laura Maina, L'isolamento ecoefficiente. Guida all'uso dei materiali natuarali, Edizioni Ambiente, 2006 
-Materiali isolanti. Appunti per la progettazione e la posa in opera. Le guide pratiche del Master CasaClima, Bolzano University Press, 2012 

Autore

Dott.ssa Serena Casu

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