Recuperare le abitazioni tradizionali per favorire il turismo. I Dammusi di Pantelleria

Ristrutturare le antiche abitazioni tradizionali offre notevoli opportunità al settore turistico, nel rispetto e nella valorizzazione della cultura e del paesaggio locale. Il caso dei Dammusi di Pantelleria ne è un esempio. Le tradizionali case contadine in pietra sono spesso diventate bellissime case-vacanza nella splendida cornice dell'isola al centro del Mediterraneo.


Rinnovare il settore edilizio secondo criteri bioecologici non può limitarsi solo alla costruzione di nuove abitazioni ecologicamente sostenibili. Uno dei principali problemi ambientali risiede, com'è noto, nel consumo di suolo, cioè nello sfruttamento eccessivo del suolo disponibile per la costruzione di edifici e infrastrutture, a danno degli equilibri ambientali. 

Se, dunque, ci accingiamo a costruire una nuova abitazione, la realizzazione di strutture ecologiche è quasi un imperativo morale. Ma prima di costruire ex novo, possiamo valutare anche l'ipotesi di usufruire di un patrimonio edilizio già ampiamente diffuso sul territorio e disponibile per vari utilizzi. Il settore turistico, in particolare, può essere particolarmente incentivato al recupero della miriade di case tradizionali e strutture rurali presenti in ogni angolo del paese, da ristrutturare ed eventualmente ri-utilizzare come case-vacanza, bungalow, B&B, villette o agriturismi, offrendo in questo modo sia agli operatori del settore sia ai turisti la possibilità di valorizzare la spesso millenaria tradizione costruttiva locale facendola rivivere e mettendola a disposizione delle esigenze contemporanee, nel rispetto dei luoghi e dei contesti culturali e paesaggistici. 

Il recupero delle case tradizionali per le esigenze contemporanee

Il recupero delle strutture tradizionali in chiave moderna non è certo una novità. Abbiamo già parlato di quanto sia importante per la bioedilizia e per l'architettura bioecologica l'utilizzo di materiali locali e di tecniche costruttive derivanti dai saperi tradizionali, riletti in chiave moderna per venire incontro alle esigenze dell'uomo contemporaneo. Nella medesima ottica sono numerosi gli esempi di recupero di intere strutture tradizionali, ristrutturate e restaurate mantenendo le tipiche caratteristiche costruttive, ma con l'intento di far rivivere una tradizione abitativa altrimenti destinata alla scomparsa o, nel migliore dei casi, alla museificazione. 

Un caso interessante di recupero delle tipiche abitazioni tradizionali locali, recuperate e valorizzate anche per scopi legati all'incentivo del turismo, è riscontrabile nell'isola di Pantelleria, le cui case tipiche – i Dammusi – negli ultimi anni sono state ristrutturate e riportate nuovamente in vita, diventando una vera e propria attrattiva turistica della splendida isola del Mediterraneo. Sempre di recente, oltre ai recuperi dei Dammusi già esistenti, ne sono stati costruiti altri di nuova edificazione, che mantengono inalterata la struttura tipica delle case tradizionali isolane.

Un antico dammuso ristrutturato è diventato un bellissimo Hotel con vista mare

(La ristrutturazione di alcuni antichi Dammusi ha permesso di ottenere bellissime strutture turistiche. In foto l'Hotel Dammusi di Pantelleria)

Pantelleria

Al centro del Mediterraneo, a metà strada tra la costa siciliana e quella tunisina, sorge l'isola di Pantelleria, una montagna di origine vulcanica emersa dal mare circa trecentomila anni fa, di circa 80 chilometri quadrati di superficie e che raggiunge nel suo punto più alto (la vetta della Montagna Grande) gli 863 metri sul livello del mare. L'isola oggi ospita poco meno di ottomila residenti e si presenta con pochi centri urbani e un paesaggio dominato dagli splendidi terrazzamenti sorretti da muri a secco, imponente opera dell'uomo che nei secoli ha saputo plasmare la montagna lavica per le proprie esigenze di sopravvivenza in un territorio altrimenti non particolarmente ospitale. L'uomo è presente sull'isola fin dal neolitico. Si ritiene che i primi insediamenti risalgano a circa cinquemila anni fa, con l'arrivo sulle coste pantesche del popolo dei Sesi. Nel corso dei secoli, grazie alla sua particolare collocazione al centro del Mediterraneo, Pantelleria ha svolto un importante ruolo come scalo commerciale e come roccaforte militare, vedendo il passaggio di numerosi popoli, dai Fenici ai Romani, fino a Vandali, Bizantini, Arabi, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Savoia, Austriaci e Borboni, seguendo in genere le sorti della vicina Sicilia, fino all'Unità d'Italia e, infine, alla formazione della Repubblica. 

Mappa dell'isola di Pantelleria

(L'isola di Pantelleria, a metà strada tra la Sicilia e la Tunisia. Foto da en.wikipedia.org )

Nonostante sia circondata dal mare, la pesca non è mai stata un'attività particolarmente sviluppata. Ciò si spiega proprio con la particolare collocazione dell'isola, che la rendeva particolarmente vulnerabile agli attacchi via mare. Per questo motivo la popolazione ha sempre preferito stabilirsi nelle parti più interne dell'isola, maggiormente protette dalle incursioni via mare. Fino al secondo dopoguerra e oltre, l'attività principale è stata l'agricoltura, in particolare la coltivazione della vite, i cui filari possono essere ammirati nei bellissimi terrazzamenti presenti in tutta l'isola, e dalla produzione di uva passa e vino per scopi commerciali. Tutt'ora l'isola è produttrice di vini di qualità come lo Zibibbo, il Passito e il Moscato, commercializzati fin dall'epoca della dominazione romana.

La società pantesca era dunque una società contadina. E, com'è ovvio, le strutture edilizie tradizionali sono abitazioni rurali, realizzate con i materiali disponibili sul posto e con una conformazione tale da poter agevolare la vita delle famiglie contadine che le abitavano. 

I Dammusi

La tipica casa rurale di Pantelleria, come si accennava, è il Dammuso (o ddammusu, secondo il dialetto locale), una casa in pietra di forma cubica sovrastata da tetti a cupola dipinti di bianco. In origine i dammusi più piccoli erano delle piccole abitazioni rurali presenti nei numerosissimi appezzamenti di terreno dell'isola. Secondo le ricerche effettuate negli anni Sessanta da Giorgio Valussi sulle case rurali della Sicilia Occidentale per la collana "Ricerche sulle dimore rurali in Italia" [Si veda la Bibliografia a fondo pagina], ancora negli anni Sessanta si contavano più di cinquemila dammusi sparsi nei vari appezzamenti di terreno. In genere, ogni appezzamento di terra aveva un proprio piccolo dammuso, utilizzato come dimora temporanea, come ricovero per gli attrezzi e i prodotti agricoli, o come ricovero per gli animali. Le strutture più grandi, invece, erano le vere e proprie abitazioni rurali, realizzate con la medesima tecnica costruttiva dei dammusi più piccoli.

Struttura

Nella sua forma-base il dammuso è un piccolo cubo di circa 4 o 5 metri per lato, i cui muri portanti larghi fino a due metri sono realizzati con pietre laviche ricavate sul posto dalla dissodazione dei terreni, tagliate a mano dai mastri muratori mediante grandi asce metalliche e posizionate l'una sull'altra a incastro fino a formare il muro portante. La tecnica di costruzione prevede la disposizione di due file di pietre una accanto all'altra, e riempite da colate di pietrisco e terra per favorirne la compattezza e per rendere i muri più resistenti sia al caldo che alle intemperie. 

Un antico dammuso immerso nel verde della campagna pantesca

(Un antico dammuso rurale, immerso nella campagna pantesca)

La struttura è sovrastata da caratteristici tetti a cupola su volte a botte impermeabilizzati con impasto di pomice vulcanica e battuto di latte di calce bianca, che presentano sui lati dei rialzamenti a canalette che consentono di raccogliere l'acqua piovana e di farla defluire su un lato della struttura, dove è presente una cisterna, spesso scavata nel terreno e anch'essa intonacata e impermeabilizzata o con sabbia pozzolanica e calce, oppure oggi anche con cemento liquido. La forma-base presenta un'unica stanza centrale dalla quale si diramano due piccole stanzette utilizzate come camerino e come alcova. Alla struttura-base in genere si affianca un altro piccolo dammuso utilizzato come cucina e, separato dalla struttura principale, un magazzino per il ricovero degli attrezzi. 

Pianta interna di un classico dammuso di Pantelleria

(Pianta interna del classico dammuso rurale a stanza unica con aperture laterali per l'alcova e il camerino. Foto da www.tuttopantelleria.it/ )

Ma i dammusi possono essere di varie dimensioni, specie quelli utilizzati come vere e proprie abitazioni. Nei dammusi più grandi, al modulo-base si aggiungono sui vari lati della casa altri dammusi collegati al principale, ciascuno di essi sovrastato dalle caratteristiche cupole bianche, con i risultati architettonici più variegati e con l'ottenimento di splendide e originali strutture residenziali. 

L'intera struttura si caratterizza di per sé come un edificio ecologicamente sostenibile ed energeticamente efficiente. Non solo la struttura in pietra è realizzata mediante l'uso di pietra locale, ricavata dal dissodamento dei terreni destinati ad uso agricolo, ma la composizione dei muri portanti intervallati da pietrisco e delle cupole, oltre che la presenza di poche aperture, consentono un'utile protezione dal caldo estivo e dalle intemperie invernali. Inoltre, l'antico uso di raccogliere l'acqua piovana nelle cisterne mediante le canalette che circondano la cupola del tetto, dettato dalla scarsità di acqua potabile sull'isola, rivive oggi alla luce delle moderne esigenze di salvaguardia ambientale, configurando i dammusi come vere e proprie eco-abitazioni, oltre che come splendidi esempi di strutture rurali da riscoprire e valorizzare in chiave contemporanea.

Particolare di un tipico tetto bianco di Pantelleria, con cupola e scanalatura per la raccolta dell'acqua piovana

(Il tipico tetto bianco dei dammusi di Pantelleria, con scanalatura laterale per la raccolta dell'acqua piovana)
 

Come si anticipava, negli ultimi anni, complice una rinnovata scoperta del patrimonio architettonico locale e delle sue potenzialità turistiche, molti antichi dammusi sono stati recuperati e restaurati da abili mastri muratori che hanno fatto rivivere la tradizione edilizia del luogo, fino a diventare delle vere e proprie abitazioni moderne utilizzate come case-vacanza, come bungalow turistici o B&B per i numerosi turisti che ogni anno visitano l'isola.  

Trascorrere le vacanze nei Dammusi di Pantelleria

Sono numerosi i dammusi dell'isola recuperati o costruiti ex novo con le tecniche tradizionali e utilizzati come accoglienti strutture turistiche nelle quali poter godere delle bellezze naturali che Pantelleria offre ai suoi visitatori. Segnaliamo alcune strutture turistiche e i relativi siti internet dai quali poter scegliere la sistemazione che meglio si addice alle proprie esigenze:

Residenza Rukia offre due dammusi di recente ristrutturazione immersi nella campagna dell'isola: il Dammuso Gelsomino per due persone, e il dammuso Giummara per quattro o sei persone. Sito internet: http://www.pantelleria.com/dammusi/

I Jardina offre sette dammusi indipendenti con vista mare, ciascuno dotato di propria piscina privata, due camere da letto doppie, doppi servizi, soggiorno, cucina e patio esterno. Sito internet: http://www.ijardinapantelleria.it/index.html

Casa vacanze Residenza degli Ulivi offre sette dammusi di recente costruzione più un antico dammuso ristrutturato Sito internet http://www.vacanzeapantelleria.com/strutture/dammusi 

Si segnala, inoltre, l'utilissimo portale Pantellerialink, sito internet che offre un'ampia vetrina di dammusi disponibili sia in affitto che in vendita da parte di privati. Trascinando il mouse sulle varie icone è possibile vedere un'anticipazione delle principali caratteristiche del dammuso in vendita o in affitto: grandezza, posti disponibili, servizi offerti e relativi prezzi per il pernottamento o per il soggiorno. Sito internet: http://www.pantellerialink.com/ 

Bibliografia

- G. Valussi, La casa rurale nella Sicilia occidentale, L. Olschki Editore, Firenze, 1968 

- Aldo Volpi, Pantelleria, La Medusa Editrice, 1993

- G. Lo Brutto, I Dammusi: un esempio di architettura spontanea, in M. Corrado, Architettura Bioecologica. Nuove tendenze per la casa del benessere, De Vecchi Editore, 1999

- A. D'Aietti, Il libro dell'isola di Pantelleria, Trevi, Roma, 1978 - Nuova edizione a cura di G. Aietti, Il Pettirosso Editore, 2009

Autore

Dott.ssa Serena Casu

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