Tutti insieme vivendo una casa sostenibile

Couhousing: successo a Torino ed a Milano. Sono queste le città dove è maggiormente compresa la nuova filosofia di vita dal carattere eco-sostenibile.


E' soprattutto di recente che è entrato a far parte nel nostro vocabolario corrente la parola "Cohousing".

A cosa allude questo termine?  Ci riferiamo ad una nuova tendenza, che si sta facendo via via sempre più strada e cioè quella di condividere gli spazi, ed i servizi. Il motivo? Per partecipare ad una esistenza eco-sostenibile che si rifà anche alla efficienza energetica ed al conseguente risparmio. Ovviamente si tratta di una "mentalità" che nel nostro paese è ancora abbastanza "difficile" da fare accettare. Eppure alcune città già si stanno "modernizzando" sotto questo aspetto. 

Il cohousing è vista ultimamente per molti proprio una valida alternativa sostenibile e soprattutto di basso impatto. Ma quali sono le città che possiamo in un certo senso definire più all'avanguardia e più portati a sperimentare concretamente questa filosofia della condivisione? Si attestano ai primi posti Torino e Milano. E' qui che si dà vita ad un "condominio basato sulla condivisione". Il cohousing è una idea nata, negli anni '60, in Danimarca. Si condividono spazi esterni come giardini, e spazi interni come cucine, ciò porta non solo al risparmio, ma anche alla promozione di rapporti sociali.

vita eco-sostenibile

(Sempre più persone scelgono il "co-housing" per condurre una vita "eco-sostenibile").

Nella metropoli londinese il "cohousing" è stato realizzato nel progetto residenziale Copper Lane, strutturato in una corte interna circondata da edifici Vittoriani. Ad idearlo è stato lo studio di architettura Henley Halebrown Rorrison. Alla base il desiderio, suddetto, di ridurre l'impatto ambientale del collettivo di nuclei familiari. Nella progettazione si è tenuto in gran conto l'ottimo isolamento termico. Tra gli strumenti utilizzati in questo caso si parla del legno di larice che rimanda agli alberi del quartiere. Ottima la creazione di roof garden. Occhio al grande utilizzo dello spazio esterno condiviso. L'intero progetto si dice che sia costato circa 1,8 milioni di sterline.

A sperimentare il cohousing risulta da vari sondaggi effettuati che, nel 38% dei casi, siano persone che non hanno più di 32 anni. Per la maggior parte dei casi sono cittadini con redditi non alti, o single, o ancora extracomunitari. Gli edifici destinati al cohousing nel nostro paese, sono quelli su cui è portato di solito avanti un progetto di riqualificazione.  Nella città di Milano, vicino all'abbazia di Chiaravalle, si è pensato di dare vita a questo stile di vista sostenibile che prevede mutuo soccorso tra vicini con orti e frutteti in comune. Il piano edilizio dovrebbe essere operativo entro la primavera del 2016. Sono previsti cinquanta appartamenti, con spazi comuni, spazi riservati ai bambini. Le strutture saranno fornite di geotermia e pannelli fotovoltaici.

"Qui la qualità della vita - dichiarano i progettisti - sarà rappresentata dalla sostenibilità totale, quella sintesi di sostenibilità economica (la propria casa al giusto prezzo, spazi e servizi comuni che aumentano il valore e la qualità dell'abitare), sostenibilità sociale (attraverso la progettazione partecipata, la creazione di una microcomunità collaborativa e produttiva di valore aggiunto per chi vi abita ma anche per il quartiere e la città) e la sostenibilità ambientale (recupero e rigenerazione del territorio, impatto zero, produzione del proprio cibo, autogenerazione di energia, best practices per il rispetto dell'ambiente) che solo questo progetto poteva esprimere così bene".

Autore

Dott.ssa Mariagrazia Poggiagliolmi

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