L'isolamento delle coperture in legno
La soluzione migliore per l'isolamento delle coperture in legno è la messa in opera di una posa continua dell'isolante. Tuttavia, ciò non è sempre possibile e talvolta è necessario adottare una posa discontinua del materiale isolante. Sarà, pertanto, opportuno prevedere qualche accorgimento.
Abbiamo già affrontato nella sezione specifica le tecniche di isolamento relative alla copertura dell'edificio. In questo articolo, quindi, aggiungiamo qualche informazione in merito a due diverse soluzioni isolanti nel caso in cui si preveda isolamento continuo o discontinuo.
La posa dello strato isolante sulle coperture può prevedere due diverse soluzioni: una posa di tipo continuo e una posa discontinua. La posa continua dell'isolante è, ovviamente, la soluzione migliore poiché consente di eliminare tutte quelle criticità che si manifestano nei punti di discontinuità, tra le quali le più fastidiose sono il rischio di infiltrazioni d'aria e il rischio di condensa. La realizzazione di una posa continua prevede l'utilizzo di materiali isolanti caratterizzati da buone prestazioni meccaniche. In genere, i più frequenti sono la fibra di legno e i pannelli di sughero. Nel caso in cui vi siano carichi eccessivamente elevati, oppure quando si hanno coperture piane per le quali non è possibile utilizzare il tetto ventilato, è possibile utilizzare pannelli in vetro cellulare.
Può, tuttavia, capitare che il costruttore sia indotto a dover rinunciare allo strato di continuità, in genere in presenza di carichi permanenti e accidentali molto elevati, a causa dei quali è preferibile adottare una tecnica che prevede alternanza tra isolante ed elementi strutturali sui quali andrà a gravare il carico. In questo caso, però, si incorre in problemi analoghi a quelli relativi alle pareti a telaio: carenza di inerzia termica, presenza di ponti termici, scarsa tenuta all'aria ecc., per cui sarà necessario adottare accorgimenti particolari, il più comune dei quali prevede l'adozione di una doppia orditura del distanziere. Lo spessore dell'isolante viene diviso in due strati, in ognuno dei quali si provvede a posare due strati di pari spessore: isolante e distanziere. Se il primo strato è posato con distanzieri orientati secondo la pendenza della falda, il secondo è posato sopra di esso con orientamento dei distanzieri in senso ortogonale al primo, parallelamente alla gronda. In tal modo la discontinuità risulta limitata al solo punto di sovrapposizione dei distanzieri e pertanto si assiste a una drastica riduzione del ponte termico legato alla presenza dell'elemento in legno e soprattutto a una diminuzione dei rischi connessi alla discontinuità dello strato di isolamento.
Autore
Dott.ssa Serena Casu



















