La scelta dei materiali per la bioedilizia: riciclabilità e riutilizzo

Se si vogliono utilizzare materiali che rispondano ai criteri della bioedilizia è necessario scegliere valutandone non solo gli impatti energetici del ciclo di vita, ma anche la loro riciclabilità o la possibilità di un loro riutilizzo.


Oltre all'impatto energetico e, quindi, al maggior dispendio di energia necessario per l'estrazione e la lavorazione di un materiale rispetto ad un altro, un materiale è considerato tanto più ecologico quanto maggiore è la sua riciclabilità. Come spiega Uwe Wienke nel suo Manuale di Bioedilizia, «mentre in passato le case erano costruite in pietra, laterizio e legno, e i materiali recuperati dalle demolizioni venivano ampiamente riutilizzati nella costruzione di nuovi edifici, il recupero e il riuso di molti materiali moderni crea dei problemi. Un pavimento sintetico incollato sul sottofondo non è recuperabile e deve quindi essere distrutto. Gli elementi composti da strati di diverso materiale incollati insieme pongono il problema della separazione prima di poter essere riciclati. La demolizione del cemento armato richiede un grande dispendio di energia».[1]

È possibile classificare i materiali in relazione alla propria riciclabilità, suddividendoli in cinque gruppi:

1. Materiali riutilizzabili per lo stesso uso: mattoni pieni, lastre in pietra naturale, tubi di rame, finestre;
2. Materiali riciclabili o biodegradabili: legno, tavolame, fibre di legno, canna palustre, lino, canapa, lana di pecora, paglia, pietre naturali, argilla, mattoni crudi;
3. Materiali riciclabili solo tramite altri processi di trasformazione: laterizio, calcestruzzo, derivati del legno non trattato con sostanze chimiche;
4. Materiali riciclabili solo con processi problematici: materie plastiche, materiali composti e non separabili, cavi elettrici;
5. Materiali non riciclabili che devono essere distrutti: pitture sintetiche, collanti e mastici sintetici, schiume tecniche.


In modo molto schematico, possiamo affermare che, affinché un materiale sia considerato ecologico, dovrebbe presentare alcune caratteristiche:

  • deve essere durevole;
  • è preferibile che sia ottenuto da materie prime rigenerabili;
  • deve essere prodotto in contesti e processi sicuri per i lavoratori;
  • è opportuno che venga prodotto con poco dispendio di energia;
  • deve essere privo di sostanze tossiche o inquinati;
  • deve essere innocuo in caso di incendio;
  • è necessario che sia riutilizzabile, riciclabile o smaltibile con metodi sicuri.

[1] Uwe Wienke, Manuale di bioedilizia, DEI, 2008

Autore

Dott.ssa Serena Casu

A cura della Dott.ssa Serena Casu

Appassionata e attenta conoscitrice di tematiche ambientali, modalità costruttive alternative ed eco-compatibili, sistemi di costruzione ecologica e metodi alternativi per la produzione di energia.

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