Sostenibilità è la parola d'ordine dell'edilizia futura. Aprire gli occhi e guardarsi intorno: c'è un pianeta da rispettare

Nel nuovo millennio eco-coscienza fa rima con eco-edilizia: salvare il pianeta dalle costruzioni incoscienti è un dovere di tutti. Che cosa fare? Come agire? Il settore dell'edilizia deve pensare al futuro del pianeta terra al fine di rendere tutti eco-felici e eco-contenti.


In mille motivi possono essere ricercate le cause dell'impoverimento di risorse naturali nel nostro pianeta, dall'innalzamento della temperatura del globo, agli sbalzi climatici, dall'impoverimento delle risorse minerarie, allo sfruttamento delle aree verdi. Tutti fattori determinanti il disprezzo dell'ambiente ed un disinteresse generale per gli effetti che questo potrebbe causare, come se ad abitare il pianeta terra, un domani, non fossimo noi stessi, o meglio ancora i nostri figli.

Il settore dell'edilizia rientra tra i principali inquinanti del pianeta terra, poiché sia gli impieghi di materiali da costruzione, sia il trasporto, la realizzazione dei cantieri e, in ultimo, la gestione termica degli edifici, incidono sull'ambiente a causa del consumo eccessivo di risorse, per la maggior parte non rinnovabili e per l'emissione di una notevole percentuale di gas serra nell'atmosfera. Attenzionare tutti questi fattori aiuterebbe a mantenere il pianeta più pulito e vivibile.

Ma non è colpa dei costruttori di edilizia tradizionale: essi fanno il loro mestiere. Molto di più incide la poca informazione (generale) su come poter costruire adeguatamente delle abitazioni a costo zero, non per forza prefabbricati, non per forza in legno, non per forza distanti dalle comuni costruzioni edilizie alle quali siamo abituati.

IL PROTOCOLLO KYOTO E LE NORMATIVE PER I CONSUMI ENREGETICI DEGLI EDIFICI

Il protocollo di Kyoto consiste in un trattato internazionale volto alla tutela dell'ambiente, in particolar modo, relativo al riscaldamento globale. Il protocollo è stato sottoscritto nella città giapponese di Kyoto l'11 dicembre 1997 da più di 180 Paesi, ma è entrato in vigore il 16 febbraio 2005. Il dovere comune, imposto dal trattato a tutti i paesi industrializzati facenti parte, è quello della riduzione, almeno del 5%, o comunque non inferiore a questa percentuale, delle emissioni di sostanze inquinanti, come il biossido di carbonio ed altri cinque gas serra, ovvero metano, ossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo.

Inoltre, grazie al ricorso a meccanismi di mercato, quali i meccanismi flessibili [Clean Development Mechanism (CDM), Joint Implementation (JI), Emissions Trading (ET)], il protocollo mira a massimizzare le riduzioni ottenibili a parità di investimento, promuovendo, ad esempio, progetti nei paesi in via di sviluppo che producano benefici ambientali e di sviluppo economico e sociale.

Immagine rappresentativa di bioedilizia

(Immagine rappresentativa di bioedilizia)

Tuttavia, il protocollo di Kyoto è stato importante, ma resta ancora insufficiente per invertire la tendenza di inquinamento ambientale che è purtroppo in atto. In generale, le normative in materia di consumi energetici degli edifici hanno affrontato il problema, solo parzialmente. Strumenti frammentari e inadeguati, controlli metodologici e calcoli diversi da regione a regione non hanno permesso lo sviluppo di rimedi esatti ed efficaci al problema.

VIDEO - IL PROBLEMA DELL'EFFETTO SERRA A PRESCINDERE DALL'EDILIZIA

CHE COSA SI POTREBBE FARE PER RIMEDIARE AL PROBLEMA GIÀ ESISTENTE?

Generalmente, qualsiasi forma di edilizia che sfrutti le risorse non rinnovabili potrebbe risultare nociva per l'ambiente naturale. Dunque sarebbe più sensato riformulare questa frase ed affermare con vigore che i tempi sono cambiati e il pianeta terra ha bisogno di essere salvato dalla furia distruttiva dell'edilizia irresponsabile. Come fare, quindi, per ridare all'ambiente ciò che gli appartiene e vivere tutti felici e contenti? L'elenco potrebbe racchiudersi in poche parole, ovvero, bisogna sfruttare le risorse naturali e non inquinare, ma ciò sarebbe riduttivo e non permetterebbe di fornire tutte le indicazioni per diventare dei cittadini modello e dei costruttori responsabili di un eco-mondo, dunque, si procede con i consigli:

  • sfruttare le risorse rinnovabili, come il solare e le biomasse, per la produzione dei materiali da costruzione (dal prelievo alla lavorazione, sino all'ottenimento del prodotto finito);
  • gli elementi necessari per la costruzione degli edifici dovrebbe essere facilmente reperibile, preferibilmente rintracciabile in loco, al fine di evitare i consumi per il trasporto dal luogo di produzione al cantiere;
  • i materiali edili dovrebbero essere ecologici e naturali, in pratica rinnovabili al 100%, senza l'impiego di sostanze chimiche dannose, come le colle e i solventi inquinanti;
  • gli edifici dovrebbero richiedere un montaggio semplice e veloce, impiegando poca energia e utilizzando materiali leggeri e tecniche a secco;
  • la progettazione dell'architettura degli edifici dovrebbe garantire una massimizzazione del risparmio energetico, in modo da proteggere la costruzione dal surriscaldamento estivo e garantendo una resa passiva
Il possibile rendimento di una costruzione abitativa

(Il possibile rendimento di una costruzione abitativa)

LE CASE IN LEGNO SEMBRANO L'IDEALE

Nella maggior parte dei casi, le case prefabbricate in legno, senza l'aggiunta di particolari accorgimenti, consentono di risparmiare sino al 90% sul prezzo delle bollette, paragonandole ai comuni edifici in muratura. Figuriamoci se esse, rispettando tutti i punti necessari al rispetto ambientale, non diventino i luoghi ideali all'interno dei quali poter vivere con la coscienza eco-pulita.

Costruzione in legno

(Costruzione edilizia in legno)

Infatti, le costruzioni in legno richiedono poca energia per la lavorazione del legname da costruzione, che solitamente viene recuperato in loco e le segherie si trovano quasi sempre vicino; ma qualora non fosse così, il legno è un materiale molto leggero, dunque è facilmente trasportabile, in qualsiasi caso gli alberi vengono ripiantati così da rinnovare i boschi. Del legno non viene buttato nulla, infatti, gli scarti vengono riciclati e impiegati per produrre l'energia termica necessaria, ad esempio, per una stufa a pellet.

Il montaggio delle case in legno avviene a secco e in maniera veloce, dunque l'impiego di energia è limitato. Anche la resa termica delle strutture in legno è eco-compatibile, in quanto un'adeguata coibentazione le rende strutture passive al 100%, se ben progettate, secondo principi bioclimatici; a differenza di quanto avviene per le costruzioni tradizionali, l'energia non è, infatti, ottenuta dalla combustione di petrolio o carbone, ad alto impatto ambientale, o sfruttando l'origine fossile, come il gas metano.
Dunque, costruire una casa in legno rappresenta un piccolo, ma significativo passo avanti verso la salvaguardia del nostro pianeta.

VIDEO - UN ESEMPIO DI COSTRUZIONE ECOLOGICA

L'eco-sostenibilità non è sono ad appannaggio delle case in legno. Il video che segue mostra come, una struttura in pietra possa essere perfettamente funzionante come casa passiva.

Autore

Dott.ssa Sara Tomasello

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