Abitazioni di montagna: la baita

Piccole costruzioni in legno tipiche della zona alpina, il recupero delle vecchie baite di montagna è uno dei modi per valorizzare il patrimonio paesaggistico e abitativo locale.


«Piccola costruzione con pareti in pietra o legname, che serve come dimora permanente o, più spesso, come ricovero stagionale nelle zone alpine più elevate». [1] È questa la definizione che dà del termine baita il Dizionario Enciclopedico per la Progettazione. Si tratta, quindi, di una struttura caratteristica delle zone di montagna, in modo particolare del territorio alpino, che veniva spesso utilizzata come dimora temporanea nel periodo dell'anno tra aprile e novembre, cioè quello dell'alpeggio. Le sue dimensioni sono in genere molto ridotte e corrispondono, per lo più, alla presenza di una piccola area abitabile con cucina e stanza da letto, unite ad un fienile e ad una piccola stalla.

Naturalmente ogni zona alpina presenta caratteristiche specifiche anche per quanto concerne le strutture abitative fisse o temporanee, con prevalenza di costruzioni in legno o in pietra, con stanze più o meno grandi, con aperture in numero, dimensioni e posizioni diverse a seconda del luogo in cui si trovano e dell'epoca nella quale sono state realizzate. Non è, quindi, possibile distinguere un "tipo" predominante di baita, né è questa la sede per un'analisi paesaggistica del territorio alpino. Da qualche anno, tuttavia, proprio nei territori alpini è sempre più diffusa la consapevolezza dell'importanza della valorizzazione del patrimonio paesaggistico locale, e, con esso, anche del patrimonio abitativo. Il che significa anche una sempre più frequente volontà di recuperare vecchi edifici già esistenti per dare loro una nuova vita, rendendoli nuovamente funzionali nel rispetto del paesaggio all'interno del quale sono inseriti.

Il recupero di questi edifici, baite e fienili per lo più, può comportare due tipi di interventi di ristrutturazione: una ristrutturazione mirata alla conservazione della funzione originaria dell'edificio da un lato, e una ristrutturazione volta a modificare la destinazione d'utilizzo dall'altro. [2]

In entrambi i casi, sia che si tratti di recupero di vecchie strutture, sia che si preveda un loro riutilizzo con funzioni diverse da quelle originarie, il patrimonio strutturale tradizionale delle zone montane può avere una nuova vita nel rispetto dell'ambiente e al fine di tutelare la natura e il paesaggio nel loro insieme. Il recupero delle vecchie strutture in legno, caratteristiche dei luoghi di montagna, come baite e vecchi fienili un tempo utilizzati solo nella stagione estiva per motivi legati all'attività di alpeggio, offre ovviamente notevoli opportunità nel settore turistico, ma non solo.

Da qualche anno molti enti locali e comunità montane si sono posti il problema della stessa vita in montagna. La presenza dell'abitazione stabile o temporanea nei luoghi di montagna, con tutte le attività ad essa connesse – contadine, artigianali, turistiche e così via – è fortemente connessa alla valorizzazione del territorio. Il recupero del patrimonio edilizio tradizionale e, quindi, delle vecchie abitazioni, comprese quelle in legno, è una misura imprescindibile affinché la montagna torni ad essere luogo nel quale poter vivere.

(fonte immagine)

[1]  Stefano Manca, Dizionario Enciclopedico per la progettazione. Opere edili e di ingegneria civile, EPC Libri, Roma, 2007

[2] La Dimora rurale alpina: le baite. Atti del convegno tenutosi a Bormio il 12 e 13 giugno 1992

Autore

Dott.ssa Serena Casu

A cura della Dott.ssa Serena Casu

Appassionata e attenta conoscitrice di tematiche ambientali, modalità costruttive alternative ed eco-compatibili, sistemi di costruzione ecologica e metodi alternativi per la produzione di energia.

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