Una casetta in legno per salvare il paesaggio. Il caso di Lyset Paa Lista
Una palafitta composta da una passerella e da una casetta in legno. E' Lyset Paa Lista, struttura in legno costruita in sole tre settimane con lo scopo di salvaguardare il paesaggio naturale della cittadina di Lista.
Può una casetta in legno salvaguardare un affascinante paesaggio contribuendo a renderlo un'attrazione turistica? Quando hanno interpellato i progettisti del TYIN Tegnestue, gli abitanti di Lista, una piccola cittadina rurale della Norvegia meridionale, avevano in mente proprio questo scopo: far conoscere ai turisti il bellissimo contesto paesaggistico in cui vivono salvaguardandone le bellezze naturali dalla minaccia di un incremento incontrollato della popolazione, che potrebbe mettere a repentaglio gli spazi naturali ancora incontaminati.

(Lyset Paa Lista. Foto di Pasi Aalto. Da www.tyinarchitects.com)
Per cercare di raggiungere questo obiettivo, un gruppo formato da cinquanta proprietari terrieri locali si è rivolto allo studio TYIN Tegnestue, chiedendo aiuto per la realizzazione di una struttura che consentisse di mettere in risalto le caratteristiche naturali del paesaggio di Lista e di attirare potenziali investitori e finanziamenti per lo sviluppo turistico della zona. Il risultato è Lyset Paa Lista, "Luce di Lista" in norvegese, una vera e propria palafitta composta da una passerella e da una casetta in legno dotata su ogni lato di ampie finestre riciclate dalle quali poter ammirare in tutte le direzioni lo splendido paesaggio di questa cittadina situata nella punta più a sud della Norvegia.

(La passerella soprelevata che conduce alla casetta di Lyset Paa Lista. Foto di Pasi Aalto. Da www.tyinarchitects.com)
Visto che le normative locali vietano la costruzione di strutture permanenti nella zona, consentendo solo la realizzazione di strutture che possono essere facilmente eliminate permettendo un ritorno del paesaggio alle condizioni originarie, per l'edificazione di Lyset Paa Lista è stato escluso l'uso del cemento. Per questo motivo le fondazioni di questa casetta-rifugio sono state realizzate mediante l'uso di pali interrati in profondità nel terreno sabbioso, in grado di reggere l'intera struttura e di garantirne la stabilità nonostante la forte irregolarità del terreno.

(Lyset Paa Lista. Gli interni della casetta-rifugio. Foto di Pasi Aalto. Da www.tyinarchitects.com)
L'accesso alla struttura avviene mediante una passerella in legno soprelevata lunga 60 metri, che conduce direttamente alla casetta-rifugio, anch'essa di legno, dalla quale si ha una vista completa del panorama circostante grazie all'utilizzo su ogni lato della struttura di ampie finestre vetrate che consentono una completa penetrazione della luce naturale all'interno del rifugio (da questa caratteristica deriva il nome scelto dagli abitanti per la struttura). La costruzione si presenta, dunque, come un vero e proprio osservatorio dal quale poter ammirare l'intero paesaggio sia all'aperto che al chiuso, dalla passerella o dalla casetta in legno. Lo scopo dichiarato dai progettisti era quello di creare una struttura che potesse attirare turisti e investitori semplicemente mettendoli in grado di osservare con i propri occhi le potenzialità del luogo dovute proprio alla sua natura selvaggia. A questo scopo contribuisce anche la scelta di costruire una struttura rigida dalle forme rette e lineari in grado di evidenziare, per contrasto, la naturalezza delle forme irregolari e complesse del terreno, composto per lo più da dune sabbiose.
(La costruzione di Lyset Paa Lista. Video realizzato da TYIN Tegnestue)
Per la realizzazione dell'intera struttura sono bastate tre settimane, durante le quali si è lavorato contemporaneamente alla sua progettazione e alla vera e propria edificazione, adattando la costruzione in base alle necessità del momento, al reperimento dei materiali e degli attrezzi sul posto. Oltre ai progettisti dello studio TYIN Tegnestue la costruzione dell'osservatorio è stata resa possibile dall'aiuto di un gruppo di studenti di architettura provenienti dal Messico e dalla Norvegia. Al successo dell'iniziativa ha contribuito l'intera comunità di Lista, i cui abitanti hanno lavorato a stretto contatto con il gruppo di progettisti e studenti, aiutandoli concretamente non solo attraverso il reperimento dei contributi finanziari per la costruzione, ma anche fornendo materiali, cibo, alloggi, attrezzi e macchinari al gruppo di lavoro. In questo modo non solo si è creata una perfetta sinergia tra il gruppo di lavoro e la popolazione locale, che ha potuto contribuire in prima persona alla salvaguardia del luogo in cui vive, ma si è potuto operare con un budget molto limitato, circa 36 mila euro in totale.
Autore
Dott.ssa Serena Casu





















