Bioedilizia - Focus sulle specie legnose eco-sostenibili
Informazioni sulle caratteristiche tecniche e sulla provenienza dei tipi di legno utilizzati per realizzare le nuove costruzioni in Bioedilizia. Quali sono i criteri giusti per orientarsi nella scelta? La biocompatibilità, la sostenibilità all'ambiente e il rispetto della natura.
Il legno è un elemento naturale e rinnovabile usato fin dai tempi più antichi nel settore edile, per la costruzione di edifici e strutture di vario genere, è un materiale poliedrico con notevoli caratteristiche tecniche, una di queste è la capacità impressionante di assorbire il carbonio presente nell'aria, permettendo di ottenere un'elevata efficienza energetica. In Bioedilizia il suo impiego non ha limiti, ma diventa fondamentale la scelta della specie legnosa da utilizzare, soprattutto nell'ottica di selezionare legni ecosostenibili, che garantiscano prestazioni ottimali e cicli produttivi che rispettano l'habitat di appartenenza. Per decenni è stato sostituito con prodotti di provenienza industriale quali l'acciaio e il cemento armato, ma negli ultimi anni, soprattutto con l'accertamento dei danni all'ambiente provocati dal consumo spropositato delle risorse globali destinate al settore dell'edilizia, gli esperti hanno sviluppato la tendenza eco-friendly di preferire materiali che hanno una filiera produttiva sostenibile ed ecologica, con un impatto ambientale ridotto ai minimi termini.
In Italia il fenomeno dell'uso del legno nel campo dell'edilizia si scontra fortemente con la tradizionale cultura in materia di costruzioni che si è sempre orientata sulla scelta del calcestruzzo come materiale di preferenza, supportata soprattutto dall'imponente presenza delle industrie del settore, che per motivi puramente economici ed assolutamente antiecologici, ostacola una possibile trasformazione culturale nell'ambito dell'utilizzo di prodotti sostenibili all'ambiente per la realizzazione delle costruzioni in genere.
Un dato molto importante sull'argomento è fornito dall'esito di uno studio condotto dalla Promo_Legno, un'associazione italiana no profit che si occupa della promozione della cultura del legno in Edilizia, la statistica dice che un edificio su 12 nel nostro Paese è stato costruito impiegando questo ecomateriale, meno del 10 % di tutti i prodotti del settore edile, ma per quanto riguarda la tendenza in questo campo per i prossimi anni, è stato stabilito che l'uso dei materiali legnosi nelle nuove costruzioni, soprattutto relativamente alle parti strutturali è in continua crescita , in base al trend attuale si prospetta infatti un aumento del 50 % entro il 2015.
Dati incoraggianti sotto l'aspetto dell'eco-sostenibilità, considerando anche un'altra statistica, effettuata dall' Aitec, l'Associazione Italiana Tecnico Economica del Cemento, che dal 1959 rappresenta l'industria cementiera nazionale, secondo la quale l'80% delle costruzioni dell'edilizia residenziale e il 60% di quelle dell'edilizia non residenziale, sono state realizzate con l'utilizzo primario del calcestruzzo armato. L'auspicio che ci si propone per il futuro, sperando che sia il più immediato possibile, è quello che prevalga l'eco-cultura nella Bioedilizia e nell'Architettura sostenibile e che la volontà umana scelga con conosenza e consapevolezza.
In questo articolo approfondiremo l'argomento " Specie legnose ecosostenibili ", con lo scopo di orientare chi si approccia alla scelta dei materiali legnosi, partendo dai criteri che ci conducono alla preferenza di una tipologia di legno rispetto a un'altra, che non devono essere prettamente estetici o economici, ma prima di tutto ecologici e rispettosi nei riguardi di tutte le foreste e i boschi del nostro Pianeta. Il legno ha un legame fondamentale con il fenomeno del disboscamento e della deforestazione ed è proprio questo il motivo base per cui con il trascorrere del tempo le organizzazioni ambientaliste e naturaliste hanno condotto numerose battaglie per cercare di gestire e garantire i prelievi delle specie legnose in modo corretto e responsabile, nel rispetto dell'ambiente e della natura.
Una delle più importanti e autorevoli certificazioni sulla qualità e sulla provenienza nel settore del commercio dei materiali legnosi, è quella rilasciata dal " Forest Stewardship Council " ( FSC ) , si tratta di un 'organizzazione internazionale e indipendente attiva in tutto il mondo per promuovere la gestione responsabile delle foreste.
Il marchio FSC presente sul prodotto finito, ne identifica la qualità e comprova la legalità della filiera produttiva.
Per maggiori informazioni consultate il sito ufficiale italiano al seguente link: it.fsc.org
In base ai criteri di ecologia utilizzati per concedere questa certificazione, faremo di seguito una descrizione di alcune specie legnose da considerare biocompatibili, e quindi sostenibili all'ambiente.
" Percorso di informazione su alcune specie legnose "
Legno di Abete

L'abete bianco cresce nelle zone montuose dell'Europa Occidentale e Meridionale, in Italia è presente soprattutto sulle Alpi Orientali e sugli Appennini. Raggiunge un'altezza massima di 50 metri e il tronco può arrivare ai due metri di circonferenza. Da questi alberi si ricava una specie legnosa denominata " tenera " per la facilità dei processi di lavorazione e di essiccazione; il legno di abete è definito " stabile ", poichè non assorbe l'umidità ed ha un'elevata resistenza all'usura. Viene utilizzato moltissimo nella bioedilizia e quindi nella costruzione delle case bioecologiche, sia nella parte strutturale che in quella dell'arredo, innanzitutto perchè è una specie usata per il rimboschimento, cresce facilmente e il suo utilizzo non danneggia il sistema boschivo; inoltre trattiene e conduce bene il calore, ha un'ottima capacità di resistenza alla compressione, è un materiale leggero ed è ottimo relativamente all'insonorizzazione degli ambienti. Studi recenti lo considerano un materiale antisismico.
Legno di Faggio

Cresce in Europa, in America, in Giappone e in Cina; in Italia è diffuso sulle Alpi e sugli Appennini tra i 500 e i 900 metri di altitudine; può raggiungere i 35 metri di altezza. E' un legno duro, robusto e resistente alle sollecitazioni; ha una lieve venatura e una tonalità chiara che dopo il processo di essiccazione tende al rosa. Prodotto molto usato nel campo della bioedilizia, sempre in base al principio della biocompatibilità, infatti il faggio, è un albero che cresce facilmente, ed è per questo che viene utilizzato per il rimboschimento e prelevato dal suo ambiente naturale senza creare nessun pericolo per la natura. Non resiste bene negli ambienti esterni ed è sensibile all'umidità.
Legno di Bamboo

Il Bamboo è una specie originaria dell'Asia e dell'America, in modo non omogeneo è presente naturalmente in alcune zone dell'Africa e dell'Oceania, mentre in Europa non cresce spontaneamente. E' un legno leggero, ma estremamente duro, resistente, solido e durevole nel tempo, trova il suo impiego nella realizzazione di arredi e pavimenti in legno, ed è molto amato da architetti e designer. La sua biocompatibilità è intrinseca, considerando che è una specie che si rigenera senza bisogno dell'intervento umano nè dell'uso di fertilizzanti o antiparassitari. Diverse sono le finiture disponibili sul mercato e dipendono dalle modalità della fase di essiccazione e dai trattamenti successivi.
ROVERE

Il rovere è un tipo di Quercia che appartiene alla famiglia delle Fagacee, è tipico dell'Europa occidentale e centro-meridionale; in Italia vive fino a un massimo di 1800 metri di altitudine. Da questi alberi si ricava un legno molto pregiato e notevolmente resistente, anche se presenta lievi variazioni di dimensioni causate dai cambiamenti di umidità negli ambienti. Notevole resistenza alla compressione, alla flessione, all'invecchiamento e agli attacchi di funghi e muffe. La tonalità naturale è bruno-giallastra, ma essendo un legno che si presta molto bene alla tinteggiatura, in commercio sono disponibili svariate finiture. Si riproduce facilmente e rientra nei vari progetti di rimboschimento, per questo è considerato ecologico e biocompatibile.
Legno di Ciliegio
Il ciliegio è originario dell'Europa, del Nord Africa, dell'America e di alcune zone dell'Asia minore, in Italia è presente spontaneamente nelle aree alto-collinari e in quelle montuose. Appartiene alla famiglia delle Rosacee e se ne ricava un legno dal colore bruno-rosato con tonalità che variano dal chiaro al giallastro. E' una specie legnosa di media durezza, caratterizzata da una buona resistenza alla compressione e alla flessione, da questa specie si ricavano prodotti robusti e durevoli. Da anni viene incrementata la presenza di questo albero, anche se principalmente i prelievi vengono effettuati dalle foreste spontanee.
Legno di noce

L'albero di noce cresce spontaneamente in varie aree del Pianeta, infatti ne esistono diverse tipologie, il più utilizzato in Italia è quello di provenienza indoeuropea, denominato " noce nazionale ". E' un legno con una notevole consistenza e una buona duttilità che ne garantisce una facile lavorabilità. Colore bruno tendente al grigio, con venature che raggiungono tonalità di nero, è forse una delle specie legnose da cui si ricavano derivati dalle cromie uniche. E' facilmente attaccabile da funghi e tarli, soprattutto se collocato in zone umide, anche se ha una buona capacità igroscopica. I prelievi dalle zone di provenienza, se effettuati con criterio e rispetto dell'ambiente, non provocano alcun danno ambientale e non recano pericolo agli habitat naturali di questa tipologia di albero.
ULIVO

E' una pianta originaria del Vicino Oriente, presente anche in tutto l'Occidente e soprattutto nelle zone del bacino Mediterraneo; appartiene alla famiglia delle Oleacee, in condizioni climatiche favorevoli può vivere anche mille anni; il tronco è contorto e di forma cilindrica, se ne ricava un legno duro e pesante, per questo è difficile la sua lavorazione. La tessitura cromatica è molto variegata, infatti non gli si può attribuire un colore definito. La notevole presenza spontanea di questa specie legnosa lo rende un tipo di legno il cui prelievo dal suo ambiente naturale, se effettuato nel rispetto dei principi ecologici, non reca danni all'ambiente e lo rende un prodotto biocompatibile.
Nel campo dell'architettura sostenibile il legno ha un'importanza fondamentale, il suo fascino è subito da architetti, designer, ma anche da una maggioranza della categoria dei compratori; la " non conoscenza " di alcune caratteristiche sia intrinseche che estrinseche di questo prodotto e dei suoi derivati, può condurre ad effettuare una scelta sbagliata, principalmente sotto il punto di vista ecologico e ambientale. Abbiamo fatto una descrizione di alcuni tipi di legno la cui filiera produttiva ha un impatto ambientale minimo rispetto ad altre tipologie presenti in varie aree del nostro Pianeta; rientrano nella categoria dei legni ecosostenibili tante altre specie legnose, come il castagno, la betulla, l'olmo, l'ontano, il pioppo, l'acero, il frassino etc; il principio fondamentale per scegliere il prodotto da utilizzare è sempre riconducibile alla sfera dell'ecologia e delle sostenibilità all'ambiente. E' molto importante acquisire tutte le informazioni necessarie prima di definire la selezione del legno da utilizzare, usando come criteri principali, sia l'effetto estetico che l'impatto ambientale.
La commercializzazione di legni provenienti da zone distrutte e sfruttate pesantemente dal fenomeno del disboscamento, crea un pericolo costante per l'habitat in cui crescono e per le popolazioni che lo abitano; voglio citarne alcuni per informare coloro che si approcciano ad effettuare la scelta di questo materiale: afrormosia, cabreuva dorata, iroko, doussie, ipè-lapacho, padouk, mogano, teak, wengè, merbau e tanti altri. Alcune delle specie legnose sopracitate, nella stragrande maggioranza non hanno il Marchio FSC di cui vi ho parlato all'inizio, altre sono addirittura bandite dalle organizzazioni ambientaliste e il loro prelievo è disciplinato da norme comunitarie e locali, che in alcuni casi ne vietano la commercializzazione.
Maria Abbate
pubblicato il 15 Luglio 2013





















