La casa MATEMATICA! D*Haus - Il progetto di una casa che cambia forma in base al clima

Una casa che si adatta nella sua forma alle condizioni climatiche, un'idea concepita e progettata da due architetti inglesi: alta tecnologia e efficienza energetica per le case del futuro realizzate in bioedilizia.


" D*Haus  la casa-origami che modifica la sua configurazione in rapporto alle variazioni climatiche"

Il progetto ambizioso è stato realizzato dai due architetti britannici David Ben Grunberg e Daniel Woolfson che hanno studiato tra l'Università di Architettura di Londra e quella di Manchester; l'idea è stata quella di sviluppare un concetto molto avanzato basato sul modello " Haberdasher's Puzzle " del matematico Henry Ernest Dudeney,  con l'intento di coniugare comfort abitativo e risparmio energetico nella creazione di un prototipo rivoluzionario di struttura abitativa.

"L'haberdasher's puzzle è un enigma matematico che espone il problema di tagliare un triangolo equilatero in quattro parti che possono essere ricomposte per costruire un quadrato e il suo relativo diagramma di soluzione proposto dal matematico Dudeney; una delle prime pubblicazioni fu fatta nel 1907 dalla rivista inglese " The Canterbury Puzzle ".


Fotografico prospettiva D*Haus

E' proprio dal concept di questo gioco geometrico che è nato il progetto brillante e innovativo dei due designer inglesi , una " casa dinamica " che si scompone e si ricompone assumendo otto differenti configurazioni con l'evolversi delle stagioni e , proprio come citano i suoi progettisti " La D*Haus è il prodotto di una realizzazione di matematica applicata. Ogni abitazione è in grado di adattarsi all'evoluzione dei modelli di vita del futuro ". Architettura, arte, design e tecnologie avanzate si fondono con l'obiettivo principale di ottimizzare i consumi energetici in ogni periodo dell'anno.

D*Haus - Immagine

( Immagine in Rendering della casa D*Haus )

Nel progetto originale gli spazi abitativi della " Dynamic Haus " si dividono in due camere da letto, un bagno e un soggiorno a pianta aperta che comprende anche la zona cucina, tutte le pareti interne ed esterne sono intercambiabili, questo è possibile grazie al fatto che sono installate su binari organizzati in modo tale da consentire lo spostamento di porte, finestre e muri in base all'esposizione del soleUn edificio flessibile, in grado di coordinare i moduli che la compongono per adattarsi alle temperature, alla luce, alle configurazioni astrali, al giorno o alla notte, alle stagioni, insomma a tutti i fenomeni relativi alle variazioni climatiche dell'ambiente. Una concezione avvenieristica degli standard abitativi conosciuti fino ad oggi, un esempio futuristico di " Green-building " dove il design e le tecniche avanzate di questo sistema costruttivo si basano sulle richieste ecologiche del nostro Pianeta. 

Dynamic Haus

( Spettacolare immagine progettuale della Dynamic House )

 

Per maggiori informazioni e dati originali è consigliato visionare il seguente link:       www.thedhaus.com

 

" Dynamic Haus: una proporzione perfetta tra estetica, arte, matematica e scienza ".

I due progettisti inglesi hanno applicato una formula matematica ai princìpi dell'architettura, progettando quattro moduli costruttivi distinti, i quali sulla planimetria compongono un quadrato, in cui ciascun blocco è in grado di muoversi su dei binari ma anche di aprirsi o chiudersi rispetto alle condizioni climatiche; i muri esterni sono stati realizzati con spessori notevoli e all'occorrenza si ripiegano trasformandosi in pareti interne, le quali a loro volta permettono alle grandi vetrate di diventare le facciate della casa: insomma le porte divengono finestre e viceversa.

Con l'arrivo della stagione estiva, quando le giornate iniziano prima e finiscono più tardi, uno dei vantaggi della casa dinamica è quello di poter rivolgere le camere da letto verso est, permettendo alle prime luci dell'alba di illuminarle, oppure possiamo decidere di ruotare totalmente la struttura per sfruttare i raggi del sole dal sorgere al tramonto. Nella fase di pianificazione i due progettisti non hanno lasciato nulla al caso, infatto è stato ideato anche l'archetipo di arredamento idoneo e funzionale da inserire negli spazi abitativi della D*Haus, studiato mantenendo i criteri matematici applicati a tutto il progetto. Il risparmio energetico della D*haus è amplificato dall'installazione di pannelli solari, che grazie alla mobilità della struttura, si possono sempre rivolgere verso il sole, permettendo un maggiore assorbimento di energia pulita, e quindi riducendo drasticamenti i consumi energetici.

La conformità e l'integrità strutturale sono garantiti dalla geometria dell'edificio che basandosi su principi statici basilari riduce ai minimi termini le forze che si sovrappongono sulle combinazioni meccaniche e sui binari, assicurando a tutti gli elementi di mantenere una rigidità ottimale per evitare il rischio di deformazioni soprattutto durante le fasi di movimento. Queste note tecniche sono state inserite sul suo sito ufficiale da Isaac Hudson, Ingegnere strutturale e  Associate Director di MA Engineers, autorevole società di servizi di ingegneria meccanica.

Per comprendere meglio le caratteristiche progettuali ed estetiche della D*Haus, guardate le immagini suggestive del seguente video:

 

" Nacque tutto da un'idea di Ben Grunber avuta nel periodo della sua tesi di laurea, infatti il progetto originale era stato concepito per essere realizzato in Lapponia e resistere a temperature molto basse ", commenta Daniel Woolfson; in seguito il lavoro dei due architetti li ha portati ad ottenere una soluzione che può essere applicata in tutto il mondo.

Ancora oggi rimane un progetto, da molti considerato originale ma eccessivamente rivoluzionario per essere applicato nel settore edile, infatti nessun investitore all'orizzonte per realizzare questa staordinaria concezione dello spazio abitativo; comunque la ricerca nel settore della bioedilizia continua il suo percorso per creare armonia tra le opere costruite dall'uomo e l'incantevole natura che ci circonda, per garantire la sostenibilità all'ambiente delle nuove tecniche costruttive e la biocompatibilità dei materiali utilizzati, e se si continueranno ad applicare alla scienza tutti i buoni propositi dell'ecologia, forse un giorno le nostre città saranno abbellite dalle costruzioni Green.

Maria Abbate

pubblicato il 12 Giugno 2013

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