L'abitazione tra Rinascimento e Settecento

Se l'epoca Rinascimentale è caratterizzata dagli splendidi e lussuosi palazzi signorili, nei due secoli successivi, tra Seicento e Settecento, si assiste ad una netta contrapposizione tra palazzi della nobiltà, quartieri residenziali borghesi e quartieri popolari.


Il Rinascimento - In epoca rinascimentale in quasi tutte le città europee cominciano a sorgere eleganti palazzi che richiamavano la concezione architettonica classica. I signori rinascimentali si fanno spesso mecenati di poeti, letterati, pittori, scultori e architetti che vivono alla loro corte e contribuiscono alla realizzazione di sontuosi palazzi cittadini. Il tipico palazzo rinascimentale di solito è un blocco unitario realizzato in muratura e strutturato su tre piani che si affacciano sia sulla strada che sul cortile interno: al pianterreno si trovano i locali di servizio; al primo piano vi sono i locali di rappresentanza utilizzati in occasione di feste e ricevimenti; il secondo piano è abitato dai componenti della famiglia, mentre il sottotetto è utilizzato come alloggio per la servitù. Le sale interne sono decorate con affreschi, stucchi, quadri, arazzi e sontuose scalinate, e sono arredate con mobili pregiati. Contemporaneamente si sviluppa il ceto borghese e con esso viene in parte modificata la struttura dell'abitazione. I locali si differenziano in base alla destinazione d'uso: ai piani superiori si trovano le stanze dei componenti della famiglia, mentre al primo piano (o al piano ammezzato) i locali sono utilizzati per il lavoro e gli uffici. Il pianterreno, che in origine era utilizzato come laboratorio artigiano, diventa bottega e generalmente viene dato in affitto.

Palazzo Strozzi

(Palazzo Strozzi, Firenze - da  Tuscaning.com)

Seicento e Settecento – Così come avviene in tutti gli altri ambiti, anche sul piano abitativo tra Seicento e Settecento si assiste ad una netta separazione tra gli strati sociali. Se da un lato gli edifici della nobiltà e i palazzi dei sovrani si fanno sempre più sfarzosi, diventando talvolta delle vere e proprie città (Versailles ne è un esempio), parallelamente cominciano a sorgere interi quartieri destinati all'alta borghesia e alla classe dirigente. Vengono costruiti grandi palazzi unifamiliari che sorgono lungo i corsi e attorno alle piazze residenziali, abbellite con alberi, giardini e monumenti. Per contro, nascono anche i quartieri popolari: si tratta di quartieri abitati per lo più da persone che svolgono lo stesso mestiere e composti da case a più piani realizzate con materiali scadenti. Le condizioni sanitarie dei quartieri popolari sono disastrose: le strade sono vicoli di fango e sporcizia, non esistono spazi verdi e di frequente divampano incendi ed epidemie.[1]

Palazzo Saluzzo di Paesana

(palazzo Saluzzo di Paesana, Torino - da Classvenues.com)

(nella foto in alto: particolare della Reggia di Versailles)

[1] Giuliana Bandinelli, Piccola storia dell'abitazione in Europa, in La Ricerca. Enciclopedia monografica Loescher, Loescher Editore, Torino, 1965

Autore

Dott.ssa Serena Casu

A cura della Dott.ssa Serena Casu

Appassionata e attenta conoscitrice di tematiche ambientali, modalità costruttive alternative ed eco-compatibili, sistemi di costruzione ecologica e metodi alternativi per la produzione di energia.

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