Storia dell'abitazione - Dalla Preistoria alle Civiltà Mesopotamiche

Un breve viaggio nella storia dell'abitazione dell'uomo. Dalle prime capanne preistoriche, fino alle costruzioni architettoniche delle prime civiltà stanziali: l'Egitto e la Mesopotamia.


Per molti secoli la casa non ha avuto la funzione che oggi siamo soliti attribuirle. La vita si svolgeva prevalentemente all'aperto, quindi l'abitazione aveva la duplice funzione di rifugio per la notte e riparo dalla pioggia. Il suo scopo quindi, era duplice: garantire impermeabilità e proteggere dal freddo notturno. Se escludiamo dalla nostra narrazione i rifugi naturali (grotte, caverne, alberi frondosi e così via) utilizzati come riparo temporaneo, le prime forme architettoniche nate in età preistorica sono le capanne.

Preistoria - Diverse per forma e dimensione a seconda del luogo e delle modalità di utilizzo, le capanne fecero la loro comparsa quando l'uomo imparò ad impiegare la pietra scheggiata come attrezzo da lavoro. Nel Paleolitico, infatti, i rifugi per l'uomo, cacciatore e nomade, erano prevalentemente capanne di tronchi (se abitava nelle foreste), tende di pelli o ricoveri scavati sotto terra (se abitava nelle steppe con bassa vegetazione), oppure grotte e capanne di frasche (se abitava in zone di pianura).[1] In età Neolitica, con lo sviluppo dell'agricoltura e dell'allevamento, e quindi con la conseguente trasformazione della vita dell'uomo in senso stanziale, cominciano a formarsi i primi clan, le prime tribù e, infine, i primi agglomerati di capanne realizzate con fango, canne, tronchi, vimini intrecciati e argilla: i villaggi. È in età Calcolitica [età del rame], in particolar modo tra i popoli orientali, che si assiste alla prima trasformazione dei villaggi in città. Le capanne cominciano ad essere realizzate o in pietra – laddove c'è ampia disponibilità di questo materiale – oppure in mattoni di argilla, cotta prima al sole, poi nelle fornaci.

Egizi - Con la costituzione delle antiche civiltà, le modalità costruttive delle abitazioni si modificarono e presero a differenziarsi in relazione alla classe sociale. Gli Egizi «davano più importanza alle città dei morti che a quelle dei vivi. Le città dei morti sono grandiosi complessi costruiti per durare secoli e secoli, e per questo si usa un materiale resistente, la pietra (granito, calcare ecc)»[2]. Per i vivi, invece, il materiale predominante è il mattone, ma vengono utilizzati anche canne, papiro, legno e – per le abitazioni più umili, il fango impastato. In Egitto la struttura urbanistica prevedeva una divisione per quartieri differenziati in base al censo. Vi erano, quindi, case per gli operai, case per il ceto medio e case per i più abbienti. La maggior parte degli edifici era realizzata utilizzando mattoni crudi fatti con il limo proveniente dal Nilo. Le abitazioni avevano in genere tetti piani a terrazza, sui quali si svolgeva la gran parte della vita degli abitanti. Le stanze sottostanti, invece, erano utilizzate per dormire. Le case della classe operaia erano composte da un unico piano, quelle della classe media potevano avere anche un secondo piano. Per i ceti più elevati, a causa della necessità di farvi alloggiare un gran numero di persone, le case – spesso ville – erano molto più ampie e, in genere, venivano organizzate secondo criteri di funzionalità: vi erano luoghi riservati alla vita intima, luoghi di rappresentanza e luoghi accessori.

Mesopotamia - Le civiltà mesopotamiche, una volta abbandonate le capanne, cominciarono ad utilizzare come materiale costruttivo il fango, che prese ad avere quindi una nuova funzione: non più utilizzato solo come collante per legno e paglia, ma impiegato come materiale principale per la formazione delle strutture, sotto forma di blocchi essiccati al sole e uniti tra loro da calcina argillosa.

(in foto: ricostruzione di una capanna preistorica realizzata nel Parco Preistorico del Monte Corgnon)

[1] Giuliana Bandinelli, Piccola storia dell'abitazione in Europa, in La Ricerca. Enciclopedia monografica Loescher, Loescher Editore, Torino, 1965

[2] G. Bandinelli, pp.4-5

Autore

Dott.ssa Serena Casu

A cura della Dott.ssa Serena Casu

Appassionata e attenta conoscitrice di tematiche ambientali, modalità costruttive alternative ed eco-compatibili, sistemi di costruzione ecologica e metodi alternativi per la produzione di energia.

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