A Pavia una struttura sanitaria interamente in legno

L'ex centrale del latte ha lasciato il posto ad un innovativo edificio multipiano destinato alla sanità pubblica. La sua particolarità, dal punto di vista della bio-architettura, risiede nel fatto che la struttura è fatta di legno.


Un tempo era la Centrale del Latte, oggi, grazie a un intervento di recupero, un innovativo, dal punto di vista della bioedilizia, edificio multipiano che ospita uffici, poliambulatori e parcheggi. E' successo in piazza Gaffurio, nel centro di Pavia.

Un'esterna dell'edificio di piazza Gaffurio a Pavia

(L'edificio sorge nel centro di Pavia, dove era situata l'ex Centrale del Latte)

L'innovazione risiede nei materiali utilizzati nella sua costruzione. Infatti, la struttura del palazzo, composta da quattro piani fuori terra, è di legno. Ad occuparsene, a livello progettuale, l'ingegner Gianalberto Vecchi. Per realizzare l'edificio, che in totale misura 4800 metri quadrati, sono stati utilizzati ben 1000 metri cubi di legno, forniti da La Edilegno srl, azienda di San Martino di Colle Umberto (provincia di Treviso). I piani interrati, adibiti a parcheggi, sono invece in cemento armato.

Una visuale interna della struttura

(In totale, per realizzare i quattro piani fuori terra, sono stati usati 110 metri quadrati di legno forniti dall'azienda La Edilegno)

Le pareti sono in compensato ed in particolare si tratta di tavole di legno incrociate unite tramite incollaggio. I solai, invece, sono stati realizzati utilizzando il cosiddetto sistema intelaiato a piattaforma o platform-frame, che consente di ottimizzare gli spessori degli elementi attraverso l'inserimento del materiale isolante all'interno delle strutture. Il sistema, proveniente dal Nord Europa, fa sì che ogni piano che si costituisce funga da piattaforma per i piani superiori. In questo caso specifico, ogni piano ha un volume di circa 1100 metri quadrati per un totale di 4400 m2; fuori terra, invece, l'edificio supera i 16000 metri quadrati. Anche per la copertura della struttura, inserita in classe energetica B, è stato utilizzato il sistema intelaiato a piattaforma di cui si parlava poc'anzi.

 Interno della struttura

(Una visuale interna della struttura in fase di cantiere)

Per garantire poi l'efficienza energetica, è stato realizzato anche un cappotto, che riveste le pareti portanti esterne. Queste ultime, inoltre, sono realizzate con il sistema x-lam o Clt (Cross Laminated Timber): si tratta di pannelli autoportanti, sempre in legno massiccio, che vengono costruiti con tavole di conifere a strati incrociati. E' una soluzione innovativa tra le più riuscite in Bioarchiettura che permette costruzioni a più piani, come in questo caso, garantendo velocità di costruzione, isolamento acustico, resistenza ai sismi, protezione dal fuoco, ma anche un ottimo comportamento termoigrometrico. Inoltre, i pannelli Xlam garantiscono una durata più lunga dell'edificio.

Un'altra esterna dell'edificio 

(Le pareti dell'edificio multipiano sono in legno compensato e in particolare tavole di legno incrociate unite tramite incollaggio.)

Ma il legno non è l'unico materiale naturale utilizzato per la nuova struttura sanitaria: la lana minerale, detta anche lana di roccia o lana di vetro, riempe, infatti, le intercapedini degli impianti. Essa è un prodotto naturale realizzato tramite processi di fusione e solidificazione di roccia, sabbia e vetro che permette un ottimo assorbimento acustico.

Lana minerale

(Oltre al legno per la costruzione dell'edificio è stato usato anche un altro materiale naturale: la lana minerale)

La scelta del legno per la costruzione di questo edificio multipiano, che risulta tra i più grandi in tutta Italia tra le strutture destinate alla sanità statale, è emersa in fase di progettazione e garantisce il rispetto dell'ambiente. E' un'ottima dimostrazione come ormai nel Bel Paese, l'eco-sostenibilità edilizia è ricercata non soltanto in campo privato, ma anche nel pubblico.

Autore

Dott.ssa Giulia Scatolero

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