Si chiama Active House la nuova frontiera della bioedilizia
Negli ultimi anni, a partire dall'Europa e dagli Stati Uniti, si sta affermando e diffondendo una nuova tipologia di casa sostenibile, la cosiddetta Active House, studiata per unire in sé alta efficienza energetica, tutela dell'ambiente e comfort per gli occupanti.
La nuova frontiera della bioedilizia si chiama Active House e riguarda la realizzazione di edifici studiati ad hoc per garantire agli inquilini una vita sana e confortevole senza incidere negativamente sul clima. Queste abitazioni fanno convergere approccio olistico ed equilibrato del design e alte prestazioni energetiche.
Dunque, i progettisti interessati ad abbracciare questa nuova filosofia architettonica, garantiscono alle persone un modello di vita all'insegna della salute, del benessere, delle energie rinnovabili e del rispetto della natura. Un'Active House è caratterizzata, nello specifico, dall'interazione tra consumo energetico, ottime condizioni climatiche interne e basso o nullo impatto ambientale.
(L'esterno dell'Active House danese)
Scendendo nel dettaglio, tale tipologia di casa crea per i suoi occupanti spazi con temperature costanti e ideali, la circolazione e il ricambio dell'aria e una buona illuminazione, consentendo loro di sfruttare la luce naturale.
La scelta dei materiali, sia per la struttura che per i complementi di arredo, avviene con molta attenzione e predilige quelli neutri, a zero effetti sulle persone.
(L'esterno della Great Gulf Active House)
Un altro elemento da prendere in considerazione è l'utilizzo delle energie pulite. L'intero fabbisogno energetico delle case proviene da fonti rinnovabili integrate all'edificio. I fabbricati, quindi, risultano autosufficienti energeticamente e la quantità di energia prodotta in eccesso può essere rivenduta agli enti pubblici, ammortizzando così, nel corso degli anni, le spese affrontate per i lavori.
Il progetto, avviato in Europa e negli Stati Uniti, ha conosciuto una notevole diffusione. In particolare in Danimarca, dove una costruzione simile è stata studiata da Rikke Lildholdt, per una famiglia e in Canada, dove ha visto la luce la Great Gulf Active House, il primo modello pensato per adeguarsi perfettamente all'ambiente e alle tradizioni del paese.
(Una panoramica dell'Active House danese)
Active House in Danimarca
La "casa attiva" verrà edificata a Lystrup e ancora prima di iniziare i lavori ha già destato molto interesse nella nazione. Infatti, se da una parte un'abitazione passiva, a zero impatto ambientale, ideata per non rilasciare nell'atmosfera anidride carbonica, è un qualcosa di già visto e conosciuto, un edificio in grado di produrre da sé tutta l'energia necessaria, in unione alle peculiarità sopraddette, costituisce una novità assoluta.
(Il portico dell'Active House danese)
L'architetto Rikke Lildholdt, sostiene in proposito, che la quantità di energia utile a coprire i bisogni dei futuri occupanti sarà prodotta nel giro di soli 4 mesi. Parliamo di 4000 kWh/annui, ottenuti in toto da fonti pulite. I kilowatt in surplus, venduti e immessi nella rete comune, permetteranno alla famiglia di ammortizzare, nel giro di circa trent'anni, il costo della casa pari a 570 mila euro.
(La cucina dell'Active House danese)
Il funzionamento interno dell'abitazione è affidato a un computer, che ad esempio regola il tempo di apertura delle finestre, mai troppo lungo per evitare dispersioni termiche e un consumo eccessivo di energia. Sul tetto sono stati installati 50 metri quadri di pannelli fotovoltaici, dai quali deriva l'energia per il riscaldamento, il raffrescamento, per gli elettrodomestici e la produzione di acqua sanitaria.
Questa Active House, come tutte le abitazioni simili, migliorerà la vita delle persone e aprirà la strada a una bioedilizia all'avanguardia e al massimo dell'efficienza.
(La zona giorno dell'Active House)
Great Gulf Active House
La Active House canadese è stata edificata nella città di Thorold, in Ontario, nelle vicinanze della Niagara Region ed è opera dello studio di architettura di Toronto superkül e del costruttore Great Gulf.
Come ogni "casa attiva" che si rispetti, anche questa riunisce in sé i tre principi base: energie rinnovabili, rispetto dell'ambiente e comfort per gli occupanti. Il design, però, è un elemento di novità, in quanto richiama la tradizione locale, conformando l'aspetto della struttura agli edifici tipici della zona.
(La parte frontale della Great Gulf Active House)
Sono ben 14 i lucernari dell'abitazione, fondamentali per permettere l'ingresso della luce naturale e l'utilizzo della stessa in tutte le zone della casa, limitando il consumo di quella artificiale, in ogni caso a LED, solo durante la fase notturna. L'installazione di un insieme di sistemi attivi migliora ulteriormente le prestazioni energetiche della casa. Tra di essi ricordiamo la pompa di calore collegata ai collettori solari e lo stoccaggio e il trattamento delle acque piovane.
(Il soggiorno della Great Gulf Active House)
Importante è l'impianto domotico "Smart House", al quale è affidata la regolazione della temperatura, della ventilazione e dell'umidità. In particolare, stabilisce il tempo di apertura delle finestre e il ricorso alle schermature solari. Ad esempio, se la casa raggiunge i 23° C, apre i lucernari consentendo la circolazione dell'aria e la riduzione della temperatura.
(La zona giorno della Great Gulf Active House)
Per sfruttare al massimo le energie pulite, soprattutto l'irraggiamento solare, e per offrire agli inquilini un ambiente salutare, l'edificio è orientato a sud. In questo modo, durante le stagioni fredde, l'abitazione può avere la giusta fornitura di sole.
Il bilancio positivo di questa Active House contribuirà a favorire l'arrivo del progetto anche in quelle parti del mondo dove non è stato ancora sperimentato.
Fonti
Rinnovabili.it
Architettura Ecosostenibile
Activehouse
Foto
Activehouse
Autore
Dott.ssa Elisabetta Rossi



