
Brick House: la casa che vive e respira
Lo studio danese Leth&Gori ha realizzato, per l'iniziativa Case Mini-CO2, la Brick House, un'abitazione composta da argilla e mattoni, resistente nel tempo e libera da interventi di manutenzione per almeno cinquant'anni. La nuova frontiera del sostenibile.
Reinventare la storia e tradurla in chiave contemporanea e sostenibile. È stato questo lo scopo degli architetti dello studio di Copenhagen Leth&Gori, incaricati di realizzare una casa, a Nyborg.
Il progetto fa parte dell'iniziativa "Case Mini-CO2", lanciato dall'associazione filantropica Realdiana intenzionata a costruire sei abitazioni a costi contenuti ed ecologiche, ognuna delle quali affidata a uno studio architettonico differente e con una propria idea e un proprio approccio al tema della tutela ambientale. In questo modo, si avranno esempi concreti delle più svariate tipologie di edifici non inquinanti.
La villetta, ideata e costruita da Leth&Gori, si sviluppa su un solo piano e parte dal presupposto di rivisitare materiali e soluzioni edili impiegate in costruzioni storiche, che hanno dimostrato di essere robuste e sicure. Il risultato di tale studio è un'abitazione sostenibile moderna.
La Brick House, così è stata denominata la struttura, ha due obiettivi principali:
- unadurata di almeno 150 anni;
- un'assenza di manutenzione per un periodo minino di 50 anni.
Scopi ambiziosi ma perseguibili e raggiunti in virtù della scelta di un complesso di materie prime naturali, che non richiedono di essere pitturate per risultare complete, e resistenti al corso dei giorni e alle intemperie. Nello specifico, sono queste ultime a rendere la casa simile a un "organismo vivente".
Scendendo nel dettaglio, le pareti esterne sono composte da mattoni, mentre quelle interne sono costituite da blocchi di argilla, lasciati a vista in alcuni punti strategici. La sovrapposizione di questi due elementi crea mura solide ed omogenee, consentendo all'edificio di avere una buona traspirazione, grazie alla quale le stanze mantengono un ottimo microclima e adeguati livelli di umidità.
La costruzione è semplificata al massimo. I giunti sono ridotti al minimo indispensabile per evitare problemi strutturali, di isolamento e di manutenzione, garantendo così una lunga durata alla casa. Il soffitto è stato tirato su con il compensato e trattato con un sigillante a protezione UV per preservarne il colore.
Il tetto spiovente, acuto, ricorda quello delle tipiche abitazioni danesi e dà l'idea, quando si entra nella casa, di accedere in uno spazio piccolo e raccolto. Una sensazione smentita subito dopo, in quanto l'ambiente si apre in un open space ampio e dalla notevole altezza. Pannelli fonoassorbenti in carta e legno disposti sulla copertura contribuiscono, in maniera efficace, a diminuire l'effetto dell'eco all'interno. Anche i blocchi di argilla e malta aiutano ad isolare acusticamente l'abitazione.
Le dimensioni effettive della casa sono di ben 136 metri quadrati. L'edificio si snoda intorno alla zona living, centrale, dove abbiamo il soggiorno e la cucina. Qui sono state inserite vetrate a tutta altezza esposte a sud ovest, attraverso le quali la luce naturale penetra nelle varie zone, permettendo agli occupanti di sfruttarla al massimo e di ricorrere solo di sera all'illuminazione artificiale. Procedendo più all'interno si incontrano tre camere da letto e il bagno.

(L'ingresso dell'abitazione)
L'arredamento è naturale e minimalista, studiato per lasciare le stanze libere e arieggiate. All'ingresso si trovano una panchina e una scarpiera. Più avanti, nella cucina, un armadio a muro contiene e nasconde il frigorifero. Un tavolo in legno con sedie del medesimo materiale è collocato quasi in mezzo al soggiorno, dove una scrivania è stata incassata in una parete per consentire ai proprietari di utilizzare lo spazio anche come studio.

(La scrivania incassata nel muro)
La Brick House, dunque, riscopre le tradizionali tecniche costruttive della Danimarca, in particolare quelle impiegate nelle case della National Association for Better Building Traditions (Bedre Byggeskik) all'inizio del ventesimo secolo. In tal modo, si ha la fusione di passato e modernità, in una soluzione edilizia sostenibile, con poche emissioni di anidride carbonica e duratura nel tempo. Una casa che richiama in sé l'architettura e un certo gusto artistico contemporaneo.
Fonti
Dezeen magazine
Architettura ecosostenibile
Foto
Dezeen magazine
Autore
Dott.ssa Elisabetta Rossi


