Casa attiva e casa passiva: somiglianze e differenze
Un altro passo avanti per l'edilizia residenziale rispettosa dell'ambiente.
Un proverbio che abbiamo spesso sentito dai nostri nonni recita così: << casa mia, casa mia per pur piccola tu sia, tu somigli a una badia >>, vale a dire sei comunque bella e accogliente. Questo detto popolare, negli ultimi anni soprattutto con lo sviluppo di nuove tecniche di costruzione, di nuovi materiali e tecnologie da utilizzare per migliorare le nostre abitazioni, è sempre molto attuale.
Già da qualche anno, la bioedilizia si è fatta interprete di questa massima, perché con lo sviluppo e l'applicazione di particolari metodi costruttivi e progettuali, con la scelta di materiali speciali e impiantistica all'avanguardia, consente sia di realizzare edifici ben integrati e rispettosi dell'ambiente, sia di aiutare a trasformare una vecchia costruzione in un edificio quasi green.
Oggi questo filone di architettura rispettosa dell'ambiente sta portando avanti una nuova e importante sfida, in cui il momento della progettazione diventa fondamentale per ottenere dei risultati sorprendenti in termini di modernità e comfort. La sfida è realizzare costruzioni attive a costi contenuti, ovvero abitazioni, che oltre ad essere rispettose e in armonia con l'ambiente, fanno loro stesse qualcosa per migliorarlo. Vediamo come.

CASA ATTIVA E CASA PASSIVA
Tutti siamo a conoscenza, o abbiamo sentito parlare, dell'esistenza delle case passive, cioè di quelle costruzioni in cui il benessere termico è ottenuto senza avere una fonte energetica di riscaldamento interna all'edificio stesso, o con un minimo impiego, si tratta cioè di strutture che non prevedono un impianto di riscaldamento "convenzionale", come caldaia o termosifoni. Questo tipo di abitazioni sono definite passive perché il bilancio tra l'energia consumata e quella prodotta (tramite l'irraggiamento solare attraverso le finestre, i pannelli solari e il calore generato internamente all'edificio da elettrodomestici e dagli occupanti stessi…) è nullo o pari a zero. In questo caso si può affermare che la casa consuma l'energia che produce.
Oggi, invece, è stato un individuato un modo per cambiare il risultato di questa equazione, vale a dire che, in alcune costruzioni con ben precise caratteristiche, il bilancio tra energia consumata e quella prodotta è positivo. In questo caso, ci troviamo di fronte ad una casa detta attiva, perché in grado di produrre energia.

(Casa passiva Vs Casa attiva, due realtà a confronto)
Un'abitazione di questo tipo permette di raggiungere quattro obiettivi:
- risparmiare sui costi di gas ed elettricità;
- migliorare le condizioni di benessere e il comfort abitativo;
- trasformare la casa in una fonte di reddito;
- fare effettivamente qualcosa per l'ambiente.
Il primo punto è sicuramente quello che sempre risulta essere più interessante e determinante per spingere, soprattutto un privato, ad effettuare certe scelte. In questo caso, però, non fa la differenza perché una quantificazione precisa del risparmio non può essere fatta a priori, ma solamente fissando un livello di consumo base come riferimento, che a sua volta dipende da alcune variabili: il volume dell'abitazione e il numero dei suoi occupanti, oltre che lo stile di vita che essi conducono. Si può dire, comunque, che una casa attiva di fatto risparmia tutta l'energia, perché l'energia la produce anziché consumarla. Ci troviamo di fronte all'inizio di una nuova era, si aprono le porte di una nuova frontiera che va oltre l'efficienza energetica.
Secondo gli studiosi questo tipo di abitazione è molto più conveniente delle "case passive". Infatti, queste ultime riescono ad ottenere il benessere termico grazie alla particolare forma dell'edificio che consente di risparmiare circa l'80 per cento dell'energia rispetto a una casa normale, grazie all'ottima coibentazione… Mentre, le case attive, grazie alla loro innovativa tecnologia riescono a ottenere risultati migliori perché producono un eccesso di energia che può essere rivenduto per l'immissione nella rete pubblica e sono completamente ecologiche.
DETTAGLI
Questo nuovo filone di avanguardia progettuale per l'edilizia sostenibile residenziale si è sviluppato e si sta consolidando soprattutto nei paesi scandinavi, dove già il concetto di casa passiva è fortemente radicato e sviluppato. In questi paesi la casa attiva non è considerata una vera novità, quanto piuttosto un'evoluzione naturale del concetto di casa passiva.
Dall'esperienza maturata in questi paesi si possono individuare 3 tematiche energetiche importanti alla base dei progetti di queste abitazioni: la produzione, la conservazione e il recupero dell'energia. Ciascuno di questi argomenti è all'avanguardia perché viene continuamente approfondito, migliorato in modo da raggiungere risultati sempre migliori, grazie soprattutto all'impiego di tecnologie ad alta efficienza energetica, o all'utilizzo di nuovi e più efficienti materiali da impiegare per tecniche di costruzione già consolidate riguardanti i rivestimenti e l'isolamento delle fondazione, all'utilizzo di finestre a triplo vetro … Inoltre questo tipo di abitazioni presentano anche cambiamenti e novità di tipo progettuale: le finestre, ad esempio, non sono concentrate solo a sud come nel caso delle abitazioni passive, ma sono distribuite su tutti i lati. Il tetto è coperto sia da pannelli solari che da cellule fotovoltaiche. In questo modo l'energia assorbita dai primi sarà utilizzata per riscaldare la casa, mentre le seconde convertiranno l'energia dei raggi del sole in elettricità.
Se vogliamo fare un ulteriore passo avanti, dobbiamo spostarci in Danimarca dove possiamo trovare case attive di ultima generazione: in queste abitazioni viene utilizzato un computer per seguire in modo autonomo alcune funzioni, come ad esempio controllare le temperature interne ed esterne all'abitazione, così che quando risulta necessario automaticamente aprirà o chiuderà le finestre.
INVESTIMENTO
Questo tipo di residenza rappresenta sicuramente un enorme passo avanti in termini di design e architettura sostenibile, ma presenta, purtroppo, ancora ha dei costi piuttosto elevati, se teniamo conto di tutte le tecnologie e accorgimenti necessari per conquistare la definizione e certificazione di casa attiva.

(Risparmio)
Nel nostro paese lo Stato prevedeva - fino a giugno 2014 - aiuti solo per interventi da effettuare su volumetrie esistenti, quindi ristrutturazioni (Testo Unico dell'edilizia -DPR 380/2001) e non per nuove costruzioni.
E adeguare una struttura esistente non sempre conviene o è possibile farlo. Infatti, gli aiuti dello Stato consistevano essenzialmente in sgravi fiscali.
Sicuramente casa passiva e casa attiva rappresentano un'importante progresso per il settore dell'edilizia residenziale progettata per essere in armonia con l'ambiente, e per il rispetto stesso dell'ambiente, purtroppo però siamo quantomai lontani dal poter affermare di << abitare un futuro economicamente sostenibile>>.
Autore
Dott.ssa Laura Giovannetti



