Casa passiva: il miglior connubio tra casa modulare e risparmio energetico
Scopriamo le caratteristiche ed i vantaggi delle abitazioni di nuova generazione.
Il linguaggio, le singole parole con il loro associarsi in frasi lunghe oppure corte, è molto importante. Serve per comunicare, per fare domande, per spiegare argomenti complessi, per creare relazione con gli oggetti e legami con le persone. Per adempiere a questa funzione, il linguaggio scritto o parlato deve risultare per tutti i soggetti coinvolti chiaro, diretto, coerente e immediato. Non sempre, però, oggi è così. In tanti settori lavorativi, per necessità o per sfizio, si utilizzano spesso e volentieri con chiunque - addetti ai lavori o no - termini tecnici, molti dei quali sono mutuati da lingue straniere, in particolar modo dall'inglese. A volte, però, anche espressioni, parole italiane inserite in contesti diversi dall'uso comune possono vedersi attribuire un significato diverso rispetto a quello originale. Questo capita qualora siano lette da persone non preparate rispetto a particolari argomenti. Mi riferisco ad un episodio che mi è capitato qualche giorno fa, quando ho avuto la possibilità di illustrare ad una persona a me vicina il significato di casa passiva. Questa persona, non avendo interesse nella bio-architettura, non riusciva a capire come l'aggettivo "passivo" potesse essere associato prima di tutto ad un'abitazione e alla sua connotazione negativa. La sua perplessità era legata al significato che questo termine ha comunemente in italiano. Nel dizionario della lingua italiana, infatti, alla voce "passivo" si trovano definizioni di questo tipo: <>. Partendo da questa spiegazione, ho cercato di ribaltare l'idea un po' vaga, ma negativa che questa persona aveva sulle case passive.
Il primo passo è stato far capire che definire una casa con questo aggettivo, non ha valore negativo, quanto piuttosto la rende speciale, perché una costruzione così indicata rappresenta un esempio dell'eccellente connubio che si può instaurare tra una casa prefabbricata e il maggior risparmio energetico ipotizzabile.

(Schema funzionamento di una casa passiva)
Infatti se leggiamo la definizione data a questa tipologia di abitazioni da Wikipedia è chiara ed esaustiva in questo senso: <>. Si prosegue dicendo: << la casa è detta passiva perché la somma degli apporti passivi di calore dell'irraggiamento solare, delle finestre e il calore generato internamente all'edificio da elettrodomestici e dagli occupanti stessi sono quasi sufficienti a compensare le perdite dell'involucro durante la stagione fredda>>.
Occorre però fare un passo indietro. Per prima cosa cerchiamo di scoprire le origini di queste abitazioni. Le case passive, come idea e successivo sviluppo, sono un'invenzione europea. La data di nascita esatta è il 1988, quando due università nord europee crearono una partnership per ideare una "nuova generazione" di abitazioni che fosse in grado di ridurre il fabbisogno energetico per il riscaldamento interno dell'edificio.

(Esempio di casa passiva integrata con impianto fotovoltaico)
Conseguenza di questa collaborazione è stato un risultato sorprendente ed assolutamente eccezionale. Il team di studiosi scoprì infatti che <>. C'è da dire che la ricerca non aveva portato alla creazione di dispositivi nuovi, che aiutassero a raggiungere l'obiettivo, ma era partita da quanto già si conosceva ed era stato sperimentato con successo. Sto parlando, infatti, di coibentazione delle pareti, di infissi termici, del posizionamento dell'edificio studiato per garantire la migliore esposizione solare, dell'impianto di ventilazione per recuperare calore.
Infatti coordinando in modo ragionato e utilizzando materiali di qualità eccellente per la costruzione, si ottenevano edifici la cui efficienza energetica era di gran lunga superiore rispetto agli edifici tradizionali, ma cosa più importante anche in confronto alle abitazioni che rispettano le più recenti normative tecniche sull'edilizia. I paesi coinvolti sin dall'inizio in queste ricerche sono stati la Svezia e poi a seguire Germania, Olanda e Austria. In quest'ultima nazione dal 2015, per legge, tutte le abitazioni di nuova costruzione dovranno rispettare le normative stabilite per le case passive.
E', quindi, chiaro che per costruire una casa di questo tipo occorre prestare maggiore attenzione alla qualità del progetto architettonico e dei materiali da costruzione, rispetto a quanto accade per la realizzazione di una casa normale.
La fase di progettazione è, a tutti gli effetti, assolutamente fondamentale perché già in questo primo stadio del lavoro è possibile stabilire la più corretta combinazione della serie di accorgimenti essenziali al raggiungimento del massimo risparmio. Mi riferisco a quanto indicato in precedenza, ovvero l'isolamento termico, la gestione del calore interno, la presenza di finestre termiche, la forma dell'abitazione, la sua esposizione e la ventilazione.
Ma andiamo ad analizzare nel dettaglio questi accorgimenti, per capire cosa significa studiare e trovare la migliore combinazione tra loro.
Cominciamo dall'isolamento termico, che garantisce l'assenza di perdite di calore verso l'esterno. Questo è possibilegrazie all'aumento dello spessore del materiale isolante. In queste abitazioni lo spessore arriva, infatti, a 30 cm contro i 10 cm di una casa tradizionale. La vera novità sta però nel posizionamento dell'isolante: è inserito nello strato più esterno della parete e tale operazione coinvolge anche il tetto.
In questo modo si raggiunge un perfetto isolamento termico che consente all'edificio di scaldarsi internamente grazie a quelle fonti di calore che tutti abbiamo in casa, ma di cui ignoriamo questa loro possibile funzione. Mi riferisco agli elettrodomestici attivi, all'illuminazione del sole che entra dalle finestre, alla cucina, all'acqua calda che scorre in bagno e agli stessi abitanti della casa. Seppur minima la quantità di calore prodotta da tutti questi fattori, assume una dimensione non trascurabile se ben conservata.
La conservazione di tale energia è possibile anche grazie alle finestre termiche. Questi infissi sono studiati per non avere perdite di calore. I profilati moderni contengono al loro interno camere d'aria stratificate che isolano la casa dalle temperature esterne. Soprattutto materiali come il PVC e l'alluminio permettono la realizzazione di infissi altamente isolanti, oltre che del tutto resistenti alle intemperie e agli agenti atmosferici. Inoltre per aumentare la loro capacità coibente il loro vetro è addirittura triplo.

(Sezione di finestra termica a triplo vetro)
In questo modo il vetro stesso diventa più isolante dell'infisso, e in più si evitano appannamenti e infiltrazioni d'aria e di umidità. Non dimentichiamo poi l'impiego di guarnizioni realizzate in gomme speciali. Queste sono in grado di riempire qualsiasi intercapedine e spazio esistente tra vetro e profilati e tra telai e battenti degli infissi stessi. Ogni infiltrazione di acqua, vento e umidità è assolutamente scongiurata. Tali caratteristiche permettono, quindi, di inserire a progetto poche ma grandi finestre, aumentando così sia la luminosità, sia il calore prodotto dai raggi del sole.
Abbiamo detto che anche la forma dell'edificio è molto importante. Può sembrare strano, ma è proprio così. Questa caratteristica, infatti, è considerata un parametro fondamentale per valutare l'efficienza energetica di un edificio. Si può affermare con sicurezza che abitazioni dal volume compatto trattengono meglio il calore di edifici dal volume distribuito. Un edificio si considera compatto quando ha una quantità minima di superficie esposta all'esterno. La figura geometrica che presenta queste caratteristiche è la sfera, ma è ovvio che una forma del genere non è utilizzabile in edilizia. Le altre figure che le si avvicinano in termini di compattezza sono il cubo o il parallelepipedo. Anche se entrambe presentano problematiche che vanno poi risolte con la combinazione migliore degli accorgimenti che stiamo analizzando.
Da non dimenticare l'importanza anche della corretta esposizione rispetto al sole, che va pensata in modo che le pareti più soleggiate siano in grado di assorbire il calore del sole, mentre le pareti più fredde devono essere perfettamente coibentate. Questo significa che è molto importante il corretto orientamento dell'abitazione rispetto ai punti cardinali. Le ampie vetrate saranno posizionate a sud e devono evitare qualsiasi forma di ombreggiatura per catturare tutto il sole possibile. L'orientamento verso sud delle finestre offre il massimo rendimento nell'utilizzo dei raggi del sole invernali, ma d'estate blocca il surriscaldamento dell'ambiente proveniente dalle finestre esposte ad ovest dal sole pomeridiano.
Non ultima per importanza è la ventilazione, cioè lo scambio tra aria interna ed esterna. Si tratta di un processo che va controllato. Questo avviene tramite l'inserimento di un impianto che permette all'aria in entrata di assorbire fino all'80-90% del calore prima di uscire. E' importante precisare che una corretta ventilazione permette di mantenere uniforme la temperatura delle diverse stanze della casa: si recupera il calore nelle stanze che ne producono di più come ad esempio bagno o cucina per cederlo alle stanze più fredde.

(Scambio tra aria interna ed esterna)
In questo tipo di abitazioni bisogna evitare, quindi, lo scambio incontrollato di aria tra interno e esterno. Le strutture esterne devono formare una tenuta unica come fossero un cappotto della casa. Questo significa che tutti i ponti termici di costruzione e le tubature devono essere realizzate in modo da raggiungere il livello di impermeabilità al vento. Una struttura così ben realizzata evita l'apparizione di correnti d'aria e quindi spreco di energia, ma a causa della diminuzione dell'umidità nella struttura, riduce anche notevolmente la possibilità di danneggiamento degli elementi costruttivi dell'edificio.
Oltre a questi elementi ultima "conditio sine qua non" per avere una casa passiva è la progettazione integrata tra architetto e ditta che realizzerà i materiali in modo da ottenere il giusto allineamento dei componenti. Inoltre con investimenti aggiuntivi si può prevedere l'impiego di un sistema per lo sfruttamento della geotermia o l'abbinamento della più recenti tecnologie del fotovoltaico. Ma limitiamoci a riflettere sulle condizioni base per avere una casa passiva.
Dagli approfondimenti delle caratteristiche fondamentali di queste abitazioni, si possono dedurre facilmente i notevoli vantaggi che abitare in una casa passiva garantisce: da un lato un basso impatto ecologico dovuto all'eliminazione o al ridotto uso dell'impianto di riscaldamento, quindi riduzione o assenza delle bollette; e dall'altro il comfort di una illuminazione ottimale, di una temperatura uniforme in tutte le stanze della casa.
E i difetti? Possibile che non ci sia un qualche aspetto un po' anche solo leggermente negativo?
Ovviamente, come in tutte le cose abbiamo un rovescio della medaglia, che in questo caso specifico è riassumibile in due parole chiave: costo e clima. Non si può dire che questi aspetti siano un difetto delle case passive, quanto piuttosto si possono considerare dei limiti per una loro più veloce diffusione in qualsiasi parte del globo.
Come, infatti si può immaginare dalla descrizione di queste abitazioni fatta qualche riga più sopra, ancora oggi i costi per la realizzazione di una casa passiva sono piuttosto elevati anche se confrontato con i successivi risparmi su luce e gas. Un'abitazione che rispetta gli standard base per essere considerata casa passiva, richiede un investimento economico di un certo livello e include diversi aspetti da tenere in considerazione. Per capire meglio l'ordine di grandezza, facciamo l'esempio del costi di una casa passiva di circa 110 mq. Diciamo che comprendendo anche l'acquisto del terreno, i permessi... la spesa si aggira intorno ai 150.000 euro. Senza considerare, però, i costi di progettazione.
Il secondo aspetto, il clima, rappresenta un limite non solo per il nostro paese, ma per tutte le aree della fascia temperata. Voglio dire che il modello di casa passiva studiato ed ideato per i climi freddi, non può essere applicato così come è, nei paesi mediterranei dove l'afa estiva è terribile. Però, con gli opportuni aggiustamenti in fase di progettazione, sarà possibile l'impiego di questi standard abitativi anche nel nostro paese, dove l'attenzione per l'ambiente si sta radicando e diffondendo sempre di più. Esempi di case passive, seppur rari, li troviamo anche qui da noi.
Il prototipo di casa passiva realizzata nel nostro paese, forse una delle prime che mi viene in mente, il cui completamento risale all'estate scorsa è a Scomigo, Conegliano, Veneto. Nelle numerose interviste rilasciate dal proprietario a stampa e televisioni nazionali e straniere, questo signore ha spiegato che la sua scelta è stata dettata, oltre che dal rispetto per l'ambiente, anche dalla volontà di evitare sprechi energetici in un'ottica di responsabilità civile comune. L'iniziativa di questa famiglia composta da quattro persone, ha suscitato molto interesse in zona e soprattutto presso l'amministrazione comunale che guarda a questo "esperimento", come al primo passo per l'impiego di tali standard abitativi anche per le costruzioni pubbliche. Speriamo che qualcosa si muova anche in questa direzione!
Il clamore di questa notizia, l'attenzione sempre più concreta e consapevole della necessità di tutelare l'ambiente hanno diffuso informazioni sempre più dettagliate e chiare di queste abitazioni e delle loro valenze positive. I loro vantaggi ecologici ed economici hanno portato anche in Italia alla nascita di un organismo indipendente e non a scopo di lucro che si chiama PHI Italia, Passive House Institute Italia. Il compito che si è assunto questo istituto è quello <PROGETTAZIONE. In quest'ottica il PHI-Italia intende informare, formare ed essere di supporto ai tecnici e alle aziende che hanno deciso di progettare e costruire passivo>>. Sicuramente una realtà utile per gli addetti ai lavori, che conoscendo le numerose differenze morfologiche del territorio italiano è in grado di dare suggerimenti per progettare la casa passiva più adatta ad ogni zona geografica. Niente male davvero! Significa che sarà più facile trovare professionisti esperti sull'architettura definita bioclimatica.
Quello che mi affascina di queste case non è tanto la possibilità di guadagnare grazie al basso o assente consumo energetico, tutt'altro. E' la possibilità di evitare gli sprechi , di cambiare uno stile di vita con efficacia e senza leggerezza. Ciò che le rende davvero interessanti è l'idea che mi è venuta approfondendo l'argomento, che queste case si possono considerare abitazione progettate per essere "baciate dal sole". E' un'idea forse un po' romantica per descrivere o pensare ad una costruzione, ma la combinazione tra il genio umano, la sua capacità di combinare al meglio le sue scoperte e la natura stessa rende queste case davvero speciali.
Autore
Dott.ssa Laura Giovannetti



