Case modulari danno nuova abitabilità ai cortili dei quartieri storici di Pechino
Alla settimana del design di Pechino è stato presentato un nuovo sistema di prefabbricati leggeri e di immediato assemblaggio. Il progetto mira alla riqualificazione dei quartieri storici della città, proponendo un interessante connubio tra tradizione e innovazione.
Dalla settimana del design di Pechino giunge una soluzione innovativa per la riqualificazione dei quartieri storici, le cui abitazioni tradizionali versano ormai in condizioni fatiscenti. Il People's Architecture Office ha infatti progettato e realizzato un sistema di moduli prefabbricati estremamente semplici da assemblare e li ha collocati all'interno dei locali in rovina, garantendone nuovamente l'abitabilità. Il progetto coniuga da un lato la volontà di non rinunciare alle testimonianze del passato, e quindi allo stile architettonico tipico del quartiere, con un intento pragmatico: garantire la fruibilità degli spazi.

Il prefabbricato in alluminio rende nuovamente agibile il cortile. Il contrasto tra forme tradizionali e l'aspetto funzionale dell'installazione rientra nella nuova concezione di restauro proposta dallo studio pechinese che ha realizzato il lavoro.
Lo studio pechinese People's Architecture Office propone una progettualità rivolta alle masse, concettualmente accessibile e culturalmente pragmatica, adottando un design funzionale applicato alle necessità contingenti in maniera razionale. La soluzione realizzata ha previsto lo sviluppo di pannelli prefabbricati che riuniscono in un pezzo unico struttura, isolamento, superfici interne ed esterne, mantenendo al contempo un peso ridotto per facilitarne il trasporto. Questi pannelli possono essere tagliati e organizzati in modo tale da essere inseriti nelle strutture preesistenti e poter esse smantellati e rimossi quando non più necessari. Per assemblare la struttura è sufficiente una chiave a brugola: i pannelli si congiungono infatti mediante ganci di metallo incorporati negli spigoli, che ruotando aderiscono ai pezzi adiacenti. Porte e finestre possono essere installate con lo stesso sistema, che non prevede l'uso di viti o chiodi, permettendo davvero a chiunque di assemblare il prefabbricato.

I moduli sono assemblati per riprendere le forme dell'edificio in cui si collocano, garantendo gli standard abitativi senza alterare l'esterno della facciata.
La soluzione realizzata scaturisce dalla necessità pragmatica di fornire gli standard abitativi ed efficienza energetica richiesti, potendo procedere senza danneggiare le strutture divenute ormai troppo fragili per sopportare una metodologia di ricondizionamento invasiva. Questo significa che l'approccio conservativo non mira a preservare il quartiere come fosse un museo a cielo aperto, ma a riaprirlo alla comunità; renderlo un elemento dinamico della città. Al momento sono stati realizzati un ufficio temporaneo e un piccolo appartamento studio, entrambi hanno richiesto solo due giorni per essere trasportati ed assemblati.

Una panoramica degli interni. I rivestimenti, come l'impianto elettrico, sono parte integrante dei pannelli e non richiedono un ulteriore lavoro in fase di allestimento.
Questa è la prima applicazione del sistema proposto dal People's Architecture Office e rientra in una serie di progetti pilota volti alla riqualificazione di Dashilar, un hutong di Pechino, ovvero un quartiere formato da vicoli stretti tra file di abitazioni con corte, nel quale è estremamente difficile muoversi e trasportare materiali da costruzione. Quartieri simili sono già stati rasi al suolo per lasciare spazio ad edifici moderni in nome del progresso. Per questo motivo le forme severe e l'alluminio scintillante dei prefabbricati incastonati nelle strutture precarie offrono un contrasto visivo che invita alla riflessione sull'importanza di integrare la storia tradizionale alle forme più innovative di progresso tecnologico.
Autore
Dott.ssa Delfina Sangiorgi



