Edifici storici e quartieri ecologici. Nascono due nuove certificazioni di sostenibilità

GBC Historic Building e GBC Quartieri, i nuovi protocolli di certificazione per gli edifici storici e i quartieri sviluppati dal Green Building Council Italia.


In un territorio come quello italiano, i necessari interventi di riqualificazione energetica devono tenere conto dell'enorme portata di edifici che presentano un elevato valore storico-artistico. È a questo tipo di edifici di cui il nostro paese è ricco che si rivolge una recente ideazione del Green Building Council Italia, sezione italiana della rete internazionale Green Building Council, promotrice dell'edilizia sostenibile e del sistema di certificazione LEED per la realizzazione di edifici ecologicamente sostenibili ed energeticamente efficienti. 

Stiamo parlando del GBC Historic Building, una delle due novità presentate il 6 giugno presso l'auditorium Testori di Palazzo Lombardia a Milano dall'associazione dedita alla promozione della sostenibilità nel settore edilizio. Per la prima volta nel mondo viene ideato un apposito protocollo per la certificazione edilizia destinato agli edifici che presentano valenza storica. Questa importante novità si affianca a un altro nuovo protocollo sviluppato dal Green Building Council Italia, il GBQ Quartieri, riservato non alla certificazione di singoli edifici ma di interi quartieri. Entrambi i protocolli erano stati presentati nella loro versione breve nel marzo 2013 durante l'Expoedilizia di Roma. A distanza di un anno da quella prima presentazione, i due protocolli sono stati presentati pochi giorni fa a Milano nella loro versione definitiva. 

Protocolli Historic Building e Quartieri

Parola d'ordine per entrambi i protocolli è "riqualificazione". Nel caso degli edifici storici è ovviamente inevitabile che la certificazione riguardi interventi di manutenzione, ristrutturazione o restauro conservativo degli edifici già esistenti. Per quanto concerne, invece, il protocollo destinato alla certificazione degli interi quartieri, la decisione di prediligere gli interventi di riqualificazione non è così scontata. Il protocollo, infatti, accanto alla certificazione delle nuove zone, promuove la ristrutturazione e la riqualificazione dei quartieri già esistenti, con lo scopo di porre un freno al continuo consumo di suolo

Il GBC Historic Building

È il primo caso al mondo di certificazione pensata appositamente per gli edifici dal valore storico, intendendo con questa definizione quei manufatti edilizi che costituiscono "testimonianza materiale avente valore di civiltà", secondo la definizione di "bene culturale" fornita dalla Commissione Franceschini nel 1967. Si tratta di un protocollo di certificazione volontaria ideato per attestare il livello di sostenibilità degli interventi di conservazione, riqualificazione, recupero e integrazione degli edifici storici, che andrà a integrare le tradizionali certificazioni Leed. Accanto a queste ultime, il protocollo per la riqualificazione degli edifici storici tiene conto anche del valore storico della struttura, fornendo sia alcuni prerequisiti da rispettare obbligatoriamente per ottenere la certificazione, sia alcuni parametri facoltativi, il cui rispetto consente l'accumulo dei crediti grazie ai quali si stabilisce il livello di certificazione. Rientrano tra gli edifici certificabili con il protocollo GBC Historic Building quelle strutture che presentano processi di costruzione pre-industriale, costruite in tutto o in parte prima del 1945.

Il GBC Quartieri

Il protocollo di certificazione GBC Quartieri, ideato su modello del sistema di certificazione LEED for Neighborhood Development, è stato pensato sia per le aree di nuova edificazione, sia per le aree già esistenti per le quali sono previsti interventi di riqualificazione. A differenza degli altri modelli di certificazione, questo protocollo non mira a valutare i singoli edifici ma gli interi quartieri. Affinché si possa ottenere la certificazione è necessario che l'area interessata presenti almeno due edifici e che sia dotata di infrastrutture, residenti e servizi raggiungibili a piedi. Pur non trattandosi di uno strumento di pianificazione, il protocollo si presenta come un utile strumento per la promozione, l'incentivazione e la riqualificazione delle aree urbane secondo i parametri di sostenibilità, prediligendo gli interventi di riqualificazione di quartieri già esistenti al fine di limitare l'ulteriore consumo di suolo. 

Autore

Dott.ssa Serena Casu

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