EDIMARE: il nuovo isolante naturale al 100%
L'azienda italiana Edilana ha realizzato un nuovo tipo di isolante naturale al 100%, derivante dall'unione di posidonia marina e di lana di pecora sarda. Le sue caratteristiche lo rendono adatto sia per i climi rigidi che per quelli caldi.
Si chiama EDIMARE ed è il nuovo prodotto per la bioedilizia, di matrice tutta italiana, naturale al 100%, ottenuto dalla combinazione della posidonia marina e della lana di pecora sarda. Entrambe queste materie prime provengono da eccedenze e il risultato che si ha dalla loro miscelazione è un isolante di ultima generazione che assicura una tenuta termica ottimale per le abitazioni.
EDIMARE è realizzato, nello specifico, dalla Edilana, l'azienda italiana che ha rivoluzionato il concetto di bioedilizia, riuscendo a produrre pannelli coibentanti a base di pura lana vergine. I suoi materiali, nel corso degli anni, hanno dimostrato di essere estremamente efficienti e di poter offrire prestazioni energetiche notevoli. In linea di massima, le stime dicono che i prodotti hanno un'efficienza maggiore del 20% rispetto a quella avuta di solito da coperture di legno o formate da composti diversi. Addirittura, nel caso preso in esame qui, la percentuale arriva a toccare il 30% quando l'isolante è usato nella costruzione di tetti ad alta efficienza termica.
(La posidonia marina spiaggiata. Fonte anthropogen)
Dunque, questo nuovo "cappotto", battezzato e brevettato con il nome di "lana di mare", deriva in primis, come già indicato all'inizio, dalla posidonia marina. Quest'ultima è una pianta acquatica, facilmente identificabile in quanto durante le stagioni più fredde tende ad ammassarsi sul bagnasciuga in forma sferica. La sua presenza nei litorali è la testimonianza di un mare pulito e non inquinato e non va mai rimossa poiché protegge le coste dall'erosione.
Tuttavia quando si raccoglie in eccesso lungo le fasce costiere diventa un problema di carattere ambientale. Simili accumuli, infatti, possono danneggiare l'ecosistema del luogo. In virtù di questo, i comuni si trovano costretti a gestire la situazione e a smaltire, a proprie spese, la posidonia diventata un rifiuto.
(La posidonia marina accumulata lungo un litorale. Fonte anthropogen)
È a questo punto che Edilana interviene prendendo la pianta marina e trasportandola presso la propria sede. Qui, viene trasferita nei laboratori, sottoposta a un ciclo di trattamenti e, una volta pronta, unita alla lana di pecora proveniente, nella fattispecie, dai residui delle tosature. Entrambe le materie, dunque, acquistano nuova vita e si tramutano in qualcosa di diverso, per l'appunto, nell'innovativo isolante.
Il progetto EDIMARE porta un'ulteriore miglioramento nell'ambito edile, da sempre responsabile di un impatto ambientale non indifferente sul territorio. L'input originario dello stesso si deve alle varie segnalazioni dei comuni costieri, che più volte hanno manifestato le difficoltà di smaltimento della pianta, trovandosi a dover fronteggiare anche episodi di intasamento del sistema fognario. Attualmente, la raccolta degli eccessi di posidonia avviene solo in ambito regionale ma in realtà Edilana sarebbe perfettamente in grado di lavorare i rifiuti della biomassa marina di tutti quei Comuni dell'area mediterranea obbligati a risolvere il problema del surplus di posidonia spiaggiata.
(Esempio di posidonia raccolta. Fonte gizmag)
Altri Paesi europei si sono concentrati nell'ideare modi per utilizzare questa alga ma solo Edilana è riuscita a conseguire risultati incredibili grazie alla miscelazione della pianta acquatica con la lana di pecora. Lo scopo dell'azienda italiana è stato quello di creare un prodotto a vasto raggio di azione, ovvero adatto a qualsiasi tipo di clima, da quello più rigido, a quello più afoso.
Il loro isolante, quindi, assicura una protezione contro il freddo e contro il caldo, garantendo agli edifici in cui viene impiegato una tenuta termica ideale in ogni periodo dell'anno. Ciò consente un grande risparmio energetico e accresce le performance di qualsiasi struttura, in particolare di quelle passive.
Fonti
Rinnovabili.it
Ambiente.tiscali
Edilana
Autore
Dott.ssa Elisabetta Rossi



