Tabula: musica e natura si fondono insieme nel nuovo centro culturale estone

Tabula è il progetto dello studio Nieto Sobejano Arquitectos, vincitore del contest Estonia's Arvo Pärt Centre. Esso consiste nella realizzazione di un nuovo centro culturale a Laulasmaa, una penisola occupata da una pineta. L'edificio unisce in sé innovazione e tutela del patrimonio ambientale.


Viene dallo studio Nieto Sobejano Arquitectos, il progetto vincitore del contest Estonia's Arvo Pärt Centre, relativo alla costruzione di un nuovo centro culturale dedicato al compositore estone e pensato per ospitare un archivio del suo lavoro, oltre che per promuovere il patrimonio musicale nazionale. Disponibile per visitatori, curiosi, ricercatori e appassionati sarà edificato in Laulasmaa, in una penisola occupata da una fitta pineta, a 35 km da Tallinn.

L'opera, denominata "Tabula", ha prevalso sulle venti proposte arrivate in finale. La giuria è rimasta affascinata dall'idea visionaria, essenziale e futuristica del team Nieto Sobejano. Essa si compone di una sequenza di spazi pubblici e privati, collegati gli uni agli altri, sotto un unico tetto. Le zone saranno suddivise tra gli archivi della fondazione, la biblioteca, i laboratori, gli uffici, gli spazi espositivi e un auditorium dove organizzare conferenze, meeting, spettacoli e concerti.

La torre di osservazione del centro(La torre di osservazione del centro culturale)

Il progetto, nel pieno rispetto del territorio circostante e del patrimonio naturalistico là presente, non comporterà l'abbattimento di neanche un albero. L'intera struttura, infatti, ha una pianta pentagonale, organizzata in spazi e cortili, incastonati perfettamente all'ambiente. Gli arbusti entreranno così a far parte della costruzione, grazie al tetto "forato" che conterrà, nelle aree all'aperto, i pini del sito.

La filosofia alla base del centro culturale trae ispirazione dalla musica di Pärt, dalla sua capacità, hanno dichiarato i progettisti, di "suscitare forti emozioni negli ascoltatori, attraverso le commutazioni, le trasformazioni di pochi e semplici suoni". Dunque, come le sue composizioni musicali riflettono un tema in un altro, loro hanno concepito l'edificio con geometrie e dimensioni variabili. Interpretare in chiave architettonica le composizioni di Pärt ha voluto anche dire, per l'équipe, cercare un equilibrio tra le note e le suggestioni del paesaggio estone.

Panoramica esterna del centro(Panoramica esterna del centro culturale )

La copertura, composta da alluminio opaco, si svilupperà in una serie di salite e discese sopra una foresta di colonne sottili e convergerà in una torre di osservazione, sempre di forma pentagonale, con una vista suggestiva sul mare.

Sebbene il centro della struttura debba essere rappresentato dall'archivio del musicista estone, gli architetti hanno elaborato uno spazio privo di gerarchie, nel quale i diversi ambienti scivolano e si susseguono gli uni negli altri, comprendendo anche una sala per la lettura e lo studio. I visitatori potranno decidere se visitare un'esposizione, fare una passeggiata nel bosco o assistere ad un concerto.

Visione dall'alto del centro(Visione dall'alto del centro culturale)

Lo spazio interno avrà un paio di pareti lunghe e curve, in legno, preposte a separare le zone private dell'edificio. L'archivio e la biblioteca si troveranno nel cuore del centro culturale e saranno collegate ai laboratori e agli uffici. L'auditorium, invece, è studiato per essere una stanza "flessibile", ovvero adatta ad ospitare una varietà di manifestazioni, non solo musicali. Nel foyer si potranno organizzare delle mostre e da esso si accederà al bar affacciato sul paesaggio. In questo modo, si verrà a creare una stretta relazione con l'esterno. La foresta darà la sensazione di abbracciare l'edificio.

L'interno del centro culturale(L'interno del centro culturale)

Nella scelta dei materiali gli architetti perseguono la volontà di conferire alla struttura un'atmosfera raccolta e intima. Quindi, largo spazio a pareti e soffitti di legno bianco e a una pavimentazione lastricata, capace di interagire con la luce naturale filtrata dai cortili. Questo, insieme alle facciate composte da ampie vetrate, conferirà agli spazi una grande luminosità e un senso di apertura, di ariosità.

Tabula sarà, quindi, un centro culturale in diretta connessione con l'arte e la natura.

Fonte
Dezeen magazine
Nieto Sobejano Arquitectos

Foto
Dezeen magazine

Autore

Dott.ssa Elisabetta Rossi

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