Great Bamboo Wall: a Pechino, lo straordinario progetto Kengo Kuma

Sorge nella campagna di Pechino (Cina) la Great Bamboo Wall, residenza progettata dall'architetto Kengo Kuma. Realizzata in bambù e altri materiali naturali a differenza della Grande Muraglia non vuole "dividere", ma unire le culture, conservando le tradizioni dell'edilizia orientale.


Lo ha definito lui stesso, sul numero di ottobre 2014 di Green Building magazine, "il progetto più straordinario che finora ha disegnato. Si tratta del Great Bamboo Wall (la Grande Muraglia di bambù) realizzata a Pechino da Kengo Kuma, architetto giapponese con un forte approccio ecologico nel campo dell'edilizia.

L'architetto Kengo Kuma

 (Kengo Kuma è un archietetto giapponese che ha studiato alla Columbia University di New York, fondatore, nel 1990, dello studio Kengo Kuma & Associates)

Progettata, come spiega nella stessa intervista sopracitata, per "renderla in completa armonia con il paesaggio disegnata dalla Grande Muraglia, la Great Bamboo Wall sorge nella campagna che circonda Pechino ed è realizzata con numerosi materiali sostenibili: il bambù, naturalmente, ma anche la carta di riso, l'ardesia e il vetro. Proprio la scelta del bambù ancòra questa particolare casa alla tradizione costruttiva cinese e più in generale a quella orientale; il materiale riveste verticalmente l'intera costruzione, in particolare solai e pilastri, e crea un continuum con l'ambiente circostante "assecondando", come spiega l'architetto Kengo Kuma nell'articolo di Green Building magazine, "le condizioni imposte dalla natura".

 great bamboo wall

(Il bambù ricopre l'intera struttura di Kengo Kuma sia all'esterno che all'interno,

ma non è l'unico materiale naturale utilizzato: vi sono anche l'ardesia e la carta di riso)

Il bambù è stato scelto anche per il suo essere un "acciaio naturale": a renderlo paragonabile all'acciaio, infatti, è la sua resistenza e la sua leggerezza, con ottime proprietà meccaniche e con un elevato modulo di elasticità. Senza contare che il suo ciclo di crescita è rapidissimo (nel primo anno raggiunge già 15 metri di altezza) ed in grado di contrastare l'inquinamento atmosferico, dal momento che una piantagione riesce a catturare sino a 17 tonnellate di carbonio per ettaro l'anno (40 volte di più rispetto ad un bosco tradizionale della medesima estensione).

Ma c'è un motivo anche simbolico dietro la decisione di usare il bambù come rivestimento principale: la Grande Muraglia cinese, infatti, fu realizzata in pietra per dividere due mondi, quello della civiltà e quello dei "selvaggi", in particolare dei mongoli; il bambù, invece, consente il passaggio della luce e dell'aria e quindi rappresenta anche una connessione tra i due mondi, che idealmente potrebbero essere anche la Cina ed il Giappone. Insomma, la Great Bamboo Wall vuole essere il simbolo dell'interscambio culturale e sottolinearne l'importanza.

La casa è composta da diversi spazi residenziali che si articolano attorno a una stanza-fulcro, il cosiddetto "bamboo lounge", un'isola d'acqua che ricorda un giardino zen, in linea con la tradizione cinese-giapponese; esso è collegato alla zona giorno e alla zona notte attraverso due piccole passerelle in pietra. Attorno al "bamboo lounge" sorgono le stanze, come la cucina, il bagno, il magazzino e le stanze da letto. La struttura dunque è a pianta quadrata

Great Bamboo Wall

(Il cuore della Great Bamboo Wall è il Bamboo Lounge una vasca d'acqua in stile giardino zen collegata alla zona giorno e notte tramite due passerelle di pietra)

 

Occorre aggiungere, inoltre, che la caratteristica più importante di questa struttura, risiede non tanto nella lavorazione dei materiali, quanto nella loro disposizione; ad esempio, in corrispondenza delle aperture, come finestre e porte, le aste di bambù diventano elementi scorrevoli, anche frangisole. Naturalmente questo non vuol dire che la lavorazione non sia importante: infatti, il bambù è stato trattato prima di essere utilizzato al fine di essere protetto da tarli e muffe. Il sistema utilizzato è un antico metodo nipponico che consiste in un rapido riscaldamento, sino a 270° C, della superficie laterale della canna; questo riscaldamento provoca l'emissione di una resina che forma una pellicola protettiva, poi ricoperto d'olio.

Ma il bambù, come si diceva non è l'unico materiale naturale usato. Uno fra questi è la carta di riso, tipico elemento dell'edilizia orientale, utilizzata per il rivestimento delle pareti interne. Per la pavimentazione, invece, sono state usate lastre di ardesia locale di colore scuro. Il vetro,  temperato, infine, è stato utilizzato specialmente per le porte che separano una stanza dall'altra.

great bamboo wall

(La Great Bamboo Wall sorge nella campagna di Pechino ed è stata realizzata con materiali naturali per non contrastare con l'ambiente circostante)

Autore

Dott.ssa Giulia Scatolero

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