Hyperbody: trasformare le stanze della propria casa con un click
La costruzione eccessiva è tra le cause del depauperamento del territorio. Tuttavia, sono ancora molte le persone che necessitano di una casa nuova. Ma perché realizzarne una le cui stanze spesso restano vuote? Meglio un unico ambiente che cambi secondo i bisogni. Questo è Hyperbody.
Si chiama Hyperbody il progetto ideato, dopo soli quattro mesi di ricerca, da un gruppo di studenti olandesi che frequentano l'Università Tecnica di Delft (Delft University of Technology) mirato a trovare soluzioni salvaspazio in un monolocale. Il principio di base seguito da Behiç Can Aldemir Jeroen, Lith Steph Kanters Sol e Kempen Izabela Slodka Maciej Wieczorkowski, questi i nomi dei tre studenti olandesi, è alquanto semplice: che cosa serve avere una casa grande se per gran parte del tempo, molte delle stanze rimangono vuote? Ad ispirare i tre studenti il fatto che, ad oggi, l'uomo ha costruito troppi edifici sul Pianeta Terra, ma allo stesso tempo necessita di altre strutture, spesso perché quelle esistenti non sono state conservate correttamente o sono state realizzate con strutture non più confortevoli. Senza dimenticare che sono ancora molte le persone che cercano un tetto sotto il quale vivere.

(Il prototipo di Hyperbody)
Il polipropilene: il segreto di Hyperbody
Hyperbody condensa tutto ciò di cui una persona ha bisogno per vivere in un'unica area. Non il monolocale da 4 metri quadrati che Renato Pozzetto in "Ragazzo di campagna", ma quasi.
Il gruppo di studio olandese ha studiato e dimostrato come sia possibile progettare un'abitazione che fornisca 100 metri quadrati di spazio abitale, in un appartamento grande la metà, cinquanta metri quadrati. E' Hyperbody, una struttura modulare che è possibile riorganizzare premendo semplicemente un pulsante.
Questo è possibile grazie alla flessibilità delle pareti che, scivolando lungo appositi binari scavati nel pavimento, modificano l'appartamento in poco tempo. Il movimento delle pareti è azionato grazie ad un motore presente al di sotto del pavimento: il motore si aziona premendo un pulsante su un telecomando oppure utilizzando un'App dedicata sul proprio smartphone, ma può essere anche avviato manualmente. Una volta avviato, delle ruote metalliche fanno scorrere le pareti che scivolano lungo i binari. "Pressando un materiale flessibile", spiegano gli studenti, "si crea una linea. Seguendo questa linea con una piccola ruota metallica, il materiale si scorre e si piega. Se però si tratta, come in questo caso di materiali più duri, è necessario un motore".

(Quando il motore viene avviato tramite App, schiacciando un pulsante oppure in modalità manuale, le pareti scorrono su dei veri e propri binari)
Il "trucco" più importante, però, risiede nel materiale con il quale sono realizzate le pareti di Hyperbody: il polipropilene, polimero termoplastico che può mostrare diversa tatticità e che quindi è abbastanza flessibile, ma allo stesso tempo molto resistente; tant'è vero che può resistere al peso di una persona adulta, come dimostrato dallo stesso gruppo di studenti durante una mostra espositiva di progetti scientifici.

(Il polipropilene oltre ad essere un materiale davvero flessibile è anche molto resistente e può sopportare il peso di una persona)
Una casa non arredata però serve a poche persone. Gli studenti olandesi hanno anche pensato a questo. Flettendosi, infatti, le pareti di Hyperbody non creano soltanto nuovi spazi da abitare, ma tutto ciò di cui gli abitanti della casa hanno bisogno. In totale, sono cinque gli oggetti a cui l'innovativa casa può dare origine: sedie, mensole, contenitori, scrivanie e naturalmente finestre o aperture di altro tipo.

(Flettendosi le pareti non solo danno origine a nuovi spazi abitabili, ma anche agli oggetti che servono per vivere dalle sedie a tavoli)
Quattro combinazioni possibili per altrettanti momenti della giornata differenti
Hyperbody, un appartamento definito dalla critica "pop-up", consente diverse configurazioni spaziali, personalizzabili in base alle esigenze. Sono quattro le possibilità possibili:
- configurazione per la notte: una stanza matrimoniale con piccoli tavoli, una stanza singola con scrivania e sedia, una camera per cambiarsi e fare la doccia;

- configurazione per il giorno: una cucina con tre sedie a bancone, una sala da pranzo con quattro posti, un soggiorno con due poltrone e piccolo tavolino e un'area studio;

- configurazione per pranzi numerosi:una sala da pranzo con otto posti ed un soggiorno con due poltrone e piccolo tavolino;

- configurazione per il dopo-pasti: una stanza singola con scrivania e sedia, un'area studio ed un soggiorno con due poltrone e piccolo tavolino.

Il gruppo di studenti olandesi ha costruito non soltanto una versione digitale dell'appartamento Pop-up, ma anche un prototipo in scala naturale. Questo il video di presentazione del progetto:
(Tutti contributi multimediali, fotografie e video, sono tratti da questo link)
Autore
Dott.ssa Giulia Scatolero



