Il bambù: un insospettabile materiale per costruzioni eco-sostenibili

Anche in occidente, il bambù non è più solo una pianta decorativa.


Difficilmente, solo qualche tempo fa, avrei potuto immaginare che i miei sei bambù potessero essere tranquillamente utilizzati per costruire una casa, un palazzo e non una capanna come qualcuno potrebbe pensare. Nel mio caso, visto il numero esiguo del bambù a disposizione, forse si potrebbe realizzare una casa per far giocare i bambini o una moderna ed eco-sostenibile cuccia per cani.

cuccia in bambù

(Esempio di cuccia per cane realizzata in bambù)

Questa pianta ha un legno cavo e leggero, appartiene alla famiglie delle Graminacee, ed è stata definita acciaio vegetale grazie alla sua straordinaria resistenza meccanica sia alla compressione che alla trazione. Per questa ragione è un materiale che ha sempre avuto un'ampia applicazione nel corso dei secoli soprattuto in Oriente. Basti pensare che già ai tempi di Marco Polo era utilizzato sia per fare tubature che corde robuste utilizzate soprattutto per realizzare ponti sospesi. Adesso con il bambù si realizzano dalle stuoie, alla stoffa, ai telai per le biciclette, ai farmaci, ai filtri per acqua e aria… Questa molteplicità di contesti d'uso ha fortemente stimolato l'interesse per questo materiale e accelerato la ricerca per la sua applicazione in edilizia a livello internazionale.

INBAR

INBAR è l'acronimo di International Network for Bamboo And Rattan, una organizzazione non governativa nata nel 1997, che ha ripreso la tradizione dell'uso del bambù per la costruzione di abitazioni tipica di alcune regioni del pianeta: Asia, America Latina e Africa. INBAR ha l'obiettivo di sviluppare e promuovere soluzioni innovative miranti alla sostenibilità ambientali con l'impiego di bambù e rattan sia nei paesi che lo hanno abbandonato a favore del cemento sia in quei paesi estranei a tale tradizione

In base alla loro attuale esperienza e a quella passata, i membri di questa associazione sostengono che il bambù è davvero un materiale da costruzione estremamente interessante, perché è:

  • più resistente di qualsiasi essenza vegetale
  • più leggero del cemento armato e dell'acciaio 
  • flessibile
  • adattabile
  • esteticamente variegato 
  • ecosostenibile.

ANALISI DELLE CARATTERISTICHE DEL BAMBÙ

Prima di tutto appartenendo alla famiglia delle graminaceae, il bambù, cresce molto rapidamente, sino a circa 60 cm in sole 24 ore. È una pianta che si adatta a diverse condizioni atmosferiche. Il culmo (fusto) viene tagliato e lavorato con grande facilità, generalmente all'età di 3 o 4 anni di vita della pianta. Inoltre con questo aumento di 10-30% di biomassa annuale rispetto al 2-5% per gli alberi, il bambù è in grado di produrre sino a 20 volte più legname rispetto al numero di alberi di una stessa area. È un materiale che, grazie alla natura fibrosa dei suoi tessuti, presenta un'eccezionale resistenza, sia in trazione che in compressione maggiore rispetto legno, maggiore in trazione rispetto a quella dell'acciaio, maggiore in compressione a quella del calcestruzzo. Può essere quindi utilizzato sia per definire la struttura dell'abitazione, sia per le rifiniture. Essendo un legno vuoto è anche estremamente leggero e flessibile, adattandosi molto bene ai diversi impieghi ed è possibile tagliarlo anche solo con un coltello. Inoltre dato che ce ne sono davvero di tante tipologie, ci sono circa 1300 specie catalogate, tutte esteticamente diverse, è in grado di soddisfare i gusti estetici dei soggetti più esigenti sulle scelte di design. Inoltre la coltivazione di bambù non prevede l'impiego di fertilizzanti e quindi mantengono intatte le condizioni naturali del suolo.

La conoscenza minuziosa delle caratteristiche delle diverse specie di bambù è fondamentale per individuare quello più adatto e resistente. Ad esempio, se si vuole eliminare il pericolo degli attacchi di funghi ed insetti, a partire dall'età della pianta, dai successivi trattamenti per l'essicazione e per la protezione, attraverso l'immersione in acqua o sabbia, o l'essiccazione col fumo, tutti metodi interamente naturali si riesce a fare la scelta giusta. Non dimentichiamo, inoltre, la sua funzione ecosostenibile che ai più potrebbe apparire inimmaginabile. INBAR ritiene, infatti, che sia in grado di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, perché:

  • assorbe l'anidride carbonica
  • riduce la deforestazione
  • protegge i bacini idrici
  • è in grado di isolare gli ambienti in condizioni meteorologiche estreme
  • fornisce a basso costo un materiale per la bioedilizia e le infrastrutture
  • fornisce biocarburanti più puliti

Inoltre la diffusione del bambù presso le popolazioni più povere, consente sia la presenza di colture utilizzate a livello locale per la realizzazione di strutture per fronteggiare l'emergenza abitativa sia per l'installazione di strutture per la sua lavorazione e finalizzazione.

abitazione povera

(Fase di costruzione di un'abitazione in bambù)

Ci sono però delle criticità legate proprio alle sue caratteristiche fisiche, alla sua struttura che ne impediscono l'utilizzo nella falegnameria tradizionale: il culmo non può essere sezionato o interrotto e le unioni sono possibili solamente attuando particolari e precisi accorgimenti che sono diversi dalle tecniche di falegnameria. Ci sono due tecniche per le unioni dei fusti: la tecnica colombiana che si basa sullo studio e lo sviluppo di fissaggi secondo nodi, anche complessi, insieme con altri materiali e connessioni puntuali. La tecnica asiatica, invece, prevede l'utilizzo solamente di fissaggi per legatura, in modo da non indebolire il bambù tramite forature. Sebbene sia un prodotto naturale ed ecologico, che rappresenta una valida alternativa in ambito edilizio, ci sono ancora molti passi avanti da fare per la messa a punto dei metodi e dei processi di laminatura per renderli maggiormente sostenibili e a basso impatto ambientale. 

E se questo aspetto può essere velocemente risolto, più difficile sarà raggiungere e sostenere la sostenibilità nella sua diffusione su larga scala nel breve e medio termine. Attualmente non essendoci piantagioni commerciali diffuse per la produzione di bambù in Europa e negli USA, questo proviene essenzialmente da Cina, India, Vietnam e America Latina con alti costi di trasporto che incidono negativamente e pesantemente, per ora, sull'effettiva ecosostenibilità di questo materiale naturale. Sebbene poi il costo di realizzazione di un'abitazione realizzata con questo materiale sia circa 1/3 di quello che si spende per una casa costruita con tecniche tradizionali.

 

Green school Bhali

(Bhali, Green School)

SITUAZIONE ITALIA

In Italia al momento l'utilizzo del bambù in architettura non è così diffuso. Esso attrae l'attenzione di designer e architetti come materiale per rifiniture e mobili. Nel nostro paese come in molti altri c'è un diffuso pregiudizio secondo cui i "materiali naturali non sono affidabili". Per sfatarlo Thomas Allocca, uno dei fondatori della Wooden Architecture, ha messo in piedi un progetto sperimentale chiamato Madake Italian Network (madtake è un tipo di bambù gigante diffuso in Giappone).

Si tratta di un sistema di progetti con l'obiettivo di stimolare l'uso e la promozione del bambù nel territorio nazionale, e che mira alla realizzazione di bambuseti (da legno, da germogli, da foglie, da polpa) sia per la produzione di strutture, oggetti e mobili, sia per la salvaguardia ed il contenimento di fenomeni idrogeologici che comporterebbero rischi di frane, allagamento, alluvioni ed erosione del suolo. Un progetto interessante, ma non il solo che ha cominciato a mettere radici nel nostro paese e  che sicuramente sono d'aiuto per conoscere meglio pregi e difetti di questa pianta e capire quindi come utilizzarla al meglio.

Autore

Dott.ssa Laura Giovannetti

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