Il mattone alla birra è l'innovativo materiale per la bioedilizia inventato in Portogallo
Il polistirene è un materiale la cui produzione crea molta anidride carbonica. Per questo motivo, la bio-edilizia sta cercando soluzioni alternative. Nel settore dei laterizi una via di fuga c'è: il mattone alla birra.
Costruire un mattone utilizzando gli scarti che si ottengono durante la produzione della birra. Questa la sensazionale scoperta messa a punto da un pool di ricercatori del Politecnico di Tomar, in Portogallo. Materiali fondamenti per ottenere questo laterizio biologico sono, quindi, il malto d'orzo e la semola di granoturco, che uniti alla pasta d'argilla sono in grado di dare vita ad un mattone ad alta resa.

(Per realizzare l'innovativo mattone servono, oltre alla pasta d'argilla, il malto d'orzo e la semola di granoturco)
Meno polistirene, meno tasse
Qual è quindi il materiale inquinante che non viene utilizzato, perché sostituito? Il polistirene, polimero sintetico che se da una parte è in grado di aumentare l'efficienza dei mattoni in termini di capacità termoisolante, dall'altra parte causa, durante la sua produzione, un'elevata emissione di anidride carbonica nell'atmosfera. Un problema non di poco conto se si pensa che l'Unione Europea ha inasprito la normativa in materia, innalzando notevolmente la tassazione per le aziende che producono il polistirene. Obiettivo, il raggiungimento del Piano 20-20-20, rappresentante l'obiettivo europeo per il post Kyoto:
- consumi di fonti primarie ridotti del 20%;
- emissioni di gas climalteranti, ridotte del 20%;
- aumento al 20% della quota di fonti rinnovabili nella copertura dei consumi finali.
Come realizzare i mattoni alla birra
Per realizzare questo ingegnoso mattone, occorre utilizzare gli involucri esterni del malto d'orzo e della semola di granoturco, i quali sono in grado di aumentare la porosità del mattone. La percentuale di utilizzo nella realizzazione del laterizio - rispetto alle altre materie prime quali appunto la pasta d'argilla, ma anche l'acqua - è piuttosto bassa, pari al 5%. Dopo aver unito il 5% di malto d'orzo e semola di granoturco, il miscuglio viene asciugato a una temperatura di 105° C e poi viene cotto lentamente a 900-1000° C. Il risultato è un mattone che ha un ottimo grado di asciugatura, resistenza, densità, porosità, assorbimento dell'acqua e conducibilità termica. Il 5% sembrerebbe una quantità piccola, eppure, è sufficiente per assicurare un isolamento termico pari al 28%. Attualmente, le granelle esterne di malto d'orzo e granoturco sono destinate nella migliore delle ipotesi agli allevamenti, che le usano come nutrimento per gli animali, ma nella peggiore delle ipotesi, finiscono in discarica.
L'unico aspetto negativo è l'odore
C'è però uno svantaggio nel realizzare questi bio-mattoni: lo sgradevole odore che scaturisce durante il ciclo di produzione ed in particolare quando, creandosi l'impasto, ci aggiunge acqua e si rendono i grani umidi; questi infatti, a contatto con l'acqua, fermentano e, detta in parole semplici, puzzano. Tuttavia, i ricercatori del Politecnico portoghese, José Gamelas, Joaquim Silva, Fernando Rocha e Ana Velosa, guidati dai professori Eduardo Ferraz e João Coroado, assicurano che il cattivo odore sparisce a prodotto finito, ma alcune aziende si sono viste costrette ad interrompere la produzione perché gli operai non riuscivano a continuare a lavorare. Per la loro produzione, quindi, è consigliato l'utilizzo di mascherine.
Ma gli utilizzi possibili della birra e degli scarti di produzione sono davvero tanti
Utilizzare gli scarti della birra, comunque, non è una novità. Già nel 2013, un birrificio dell'Alaska, l'Alaskan Brewing Company, aveva ideato un sistema alternativo per coprire praticamente l'intero fabbisogno energetico dei propri stabilimenti: avvalendosi di una lauta sovvenzione (pari a 450mila dollari) del Dipartimento americano per l'Agricoltura e l'energia rurale nell'ambito del programma Reap, ha costruito una caldaia a vapore che si alimenta con i prodotti di scarto che si creano durante la produzione della birra. Ma anche della birra avanzata può diventare utile: può essere usata per lucidare i gioielli, per allontanare le lumache dai propri orti, ma anche per smacchiare i propri capi o sfoggiare capelli voluminosi e lucidi. Insomma, la birra e i prodotti con cui si produce sono riciclabili al 100%.
Autore
Dott.ssa Giulia Scatolero



