In Cambogia un'ondata di idee eco-sostenibili
Anche nel territorio cambogiano arrivano numerosi progetti tutti eco-sostenibili per sfruttare in maniera positiva ed intelligente preziose risorse rinnovabili.
Sono numerosi gli eventi ed i concorsi che nascono con il fermo obiettivo di fare penetrare nel territorio della Cambogia l'idea della importanza di costruire eco-sostenibile. Tali manifestazioni, infatti, vagliano e selezionano ogni anno tutte quelle soluzioni che propongono progetti interessanti e per di più facilmente trasferibili. Si tratta di dare libero sfogo a strutture che possano realmente garantire case resistenti alle frequenti inondazioni in particolare ed alle calamità naturali in generale. Per di più si dà attenzione a case costruite per famiglie con basso reddito. Tra le altre importanti funzioni vi è anche quella che intende contrastare con forza il precedente metodo di costruzione realizzato sul territorio cambogiano, che in passato non ha in alcun modo tenuto conto dell'impatto sull'ambiente.
I concorsi promossi dalla "Building Trust International" sono banditi soprattutto con la nobile intenzione di riuscire a raccogliere necessari fondi e dare vita così a soluzioni efficienti per risolvere un importante problema di vivibilità.
Attualmente è in corso, ad esempio, il "Moved to care 2014", giunto quest'anno alla sua quinta edizione. Tra le manifestazioni passate, invece, vi è da sottolineare il "Cambodian Edilizia Sostenibile". La "Building Trust International" in collaborazione con "Karuna Cambogia", "Habitat for Humanity" e la società cambogiana degli Architetti (CSA) ha selezionato i disegni di case eco-sostenibili di professionisti del settore.
"Il concorso - si legge sul sito ufficiale - rappresenta una reale possibilità per fare la vera differenza e sfidare una serie di questioni che riguardano l'ambiente, le inondazioni, gli standard di vita e il processo di costruzione cambogiano".
Tra le idee proposte si evince l'attenzione per raccogliere la preziosa risorsa dell'acqua piovana con utili impianti. E non mancano progetti che introducono sistemi di riciclaggio, servizi igienici di compostaggio, roof garden, pannelli fotovoltaici, ventilazione trasversale.
Sempre su questo nobile progetto nel 2011 fu indetto il concorso internazionale "Scuola 4 Burma".
Cosa prevedeva la manifestazione?
La progettazione di una scuola modulare per rifugiati e per le comunità di migranti al confine tra Birmania e Thailandia. Al concorso hanno preso parte concorrenti provenienti da oltre 30 paesi. A vincere è stata la costruzione prefabbricata, altamente flessibile, di Amadeo Bennetta e Daniel LaRossa. Nell'aprile del 2012, invece è stato indetto un altro importante concorso internazionale "Home". Tale riconoscimento è nato per trovare la possibilità di realizzare case eco-sostenibili di piccole dimensioni per anziani o per senzatetto. Oltre 450 sono stati i candidati che si sono registrati al concorso "Home". I progetti proposti sono pervenuti da circa 50 città. La giuria ha votato alla fine, ad unanime consenso, il disegno di Levitt Bernstein. A colpire i giudicanti, è stato in modo particolare l'utilizzo intelligente che il designer ha pensato dello spazio.

L'idea di Levitt Bernstein?
Quella di trasformare tutti i garage in disuso in piccole case pop-up. Nello specifico l'architetto ha proposto di inserire strutture "temporanee" prefabbricate nei garage del quartiere londinese di Hackney. Queste soluzioni sono veloci da montare e possono essere abitate immediatamente. I componenti infatti sono smontabili e subito riutilizzabili.

(Ecco un chiaro esempio di interno della piccola, ma funzionale soluzione progettata dal designer Levitt Bernstein).
Autore
Dott.ssa Mariagrazia Poggiagliolmi



