Israele lancia il primo contest di architettura eco-sostenibile

Il primo contest è lanciato dal Keren Kayemeth LeIsrael (Kkl) ("Fondo Nazionale Ebraico") e dal Consiglio israeliano per il Green Building. Sono attesi numerosi progetti eco-sostenibili. Spazio a professionisti ed a studenti.


Israele continua a pensare in modo fortemente sostenibile ed è per questo che è stata lanciata la possibilità di prendere parte al primo concorso di architettura eco-compatibile, organizzato dal Keren Kayemeth LeIsrael (Kkl) - ("Fondo Nazionale Ebraico") e dal Consiglio israeliano per il Green Building. Lo scopo del premio è quello non solo di riuscire a diffondere una nuova mentalità green nell'opinione pubblica, ma anche quella di trovare architetti e professionisti del settore pronti ad ideare nuovi progetti legati all'eco-friendly.

"L'impatto che la realizzazione di un edificio può avere sull'ambiente è davvero enorme ed a volte si rivela drammatica. Ecco perchè la costruzione eco-friendly è diventata un tema essenziale nel promuovere uno stile di vita verde in Israele", ha detto la dottoressa Orr Karassin membro del consiglio di "Sviluppo sostenibile" del Kkl, nonchè presidente di giuria del premio.

Cosa rappresenta il  "Keren Kayemeth LeIsrael"?

Si tratta di un'organizzazione no-profit fondata nel 1901. "Tutto è iniziato con un sogno" - spiegano i membri -.  Tra le sfide principali del Kkl vi è quella di cercare di perseverare l'acqua, bene prezioso a rischo. C'è anche da sottolineare che l'organizzazione da quando è nata fino ad oggi si è preoccupata di piantare ben 250 milioni di alberi, di costruire oltre 210 bacini e dighe, di sviluppare oltre 250.000 ettari di terreno, creando più di 1.000 parchi, e tra le altre cose, ha inteso educare gli studenti di tutto il mondo non solo sulla cultura circoscritta ad Israele, ma soprattutto ha voluto divulgare l'importanza dell' ambiente che ci circonda.

E' con questo spirito positivo e costruttivo, che nasce il primo "contest", che si rivolge a due fasce: da una parte ai designer già con esperienza e dall'altra a giovani studenti. Tutti coloro che intendono partecipare al concorso lo possono fare entro e non oltre il 10 luglio. E' questa infatti la data ultima per iscriversi. A conclusione del premio green due saranno i vincitori.

Quale la ricompensa?

Vedere i loro progetti realizzati concretamente e messi in bella mostra, così da essere studiati ed apprezzati dal pubblico. I nomi dei vincitori del concorso verranno conosciuti solo nel mese di settembre, in occasione di una cerimonia formale. Il presidente Efi Stenzler del "Kkl" ha spiegato alla stampa come grazie a questo concorso "sarà possibile dimostrare al pubblico che edifici eco-sostenibili creeranno innanzitutto un ambiente sano ed andranno a sviluppare una qualità della vita migliore".

Da parte sua l'amministratore delegato del Consiglio israeliano per il Green Building, Hila Beinish, ha affermanto: "Grazie alla collaborazione con Kkl, il premio con tema sulla bioedilizia in Israele avrà una grande risonanza e vi sarà la capacità di avanzare a livello nazionale. Israele è un crocevia cruciale nel campo della progettazione e dello sviluppo. L'intenzione è quella di costruire nei prossimi anni migliaia di unità abitative in risposta alla forte domanda. Questo è un momento opportuno per introdurre il campo della bioedilizia a livello globale ".

Nella rosa dei giudici del contest figurano: architetti, progettisti, dirigenti, oltre ad un funzionario del ministero Protezione Ambientale e ad un rappresentante dello "Standards Institute". "Tutti i progetti saranno esaminati in forma anonima per essere quanto più neutrali possibile - ha dichiarato Galit Shiff, coordinatore del Consiglio israeliano Green Building".

E' da sottolineare come Israele sia da ascriversi tra i paesi con la mente open verso le energie rinnovabili. Basti pensare al progetto lanciato per realizzare una stazione di energia solare di 121 megawatt.

L'obiettivo?

Quello di riuscire, a produrre, entro il 2020, il 10% per cento della sua energia rifacendosi direttamente a fonti rinnovabili. Tale centrale solare si dice che avrà la capacità di alimentare circa 40.000 case. La sua posizione? Sarà nel deserto del Negev, vicino al Kibbutz Ashalim a sud della città di Be'er Sheva.

Autore

Dott.ssa Mariagrazia Poggiagliolmi

Visualizza l'elenco dei principali articoli