La casa del futuro? E' giapponese e si chiama Meme
Potrebbe essere Meme la casa-soluzione del nostro futuro? Tra le sue caratteristiche: nessun pavimento e nessun sistema di illuminazione elettrica.
Avete mai immaginato di vivere in una casa senza pavimento e senza alcun sistema di illuminazione elettrica installato? Forse proprio no. Ed in effetti sembra una irragionevole proposta. Eppure c'è chi si è spinto oltre ed ha pensato di progettare una soluzione proprio con queste caratteristiche.
A costruire quella che viene definita la "casa del nostro futuro" è stato l'architetto giapponese Kengo Kuma, classe 1954, originario di Yokohama (prefettura di Kanagawa). Ancora una volta, dunque, la terra d'Oriente batte incessante il passo per quanto riguarda l'apertura verso l'eco-sostenibile e verso l'innovazione.
Il progetto si chiama "Même Meadows Experimental House" e si propone come una avvincente casa sperimentale e smontabile. E' una struttura realizzata in legno, in fibra di vetro e con materiali riciclati. Si tratta di un altro coraggioso tentativo per aprire la mente e diffondere sempre più il concetto di un nuovo modo di costruire le case e viverle.
Ma dove è stata realizzata Même?
Nella provincia di Hokkaido grazie anche al supporto del laboratorio Tomonari Yashiro dell'Istituto di Scienze Industriali dell'università di Tokio. A sponsorizzarla è stata la "Fondazione LIXIL JS". L'obiettivo specifico di Même è anche quello di poter studiare alcune possibili risposte di progettazione per fare fronte al clima rigido di Hokkaido, abbattendo i costi. Una bella sfida che non poteva non infuocare una interessante ed accesa querelle fra più parti del mondo.

(Ecco un gruppo di operai al lavoro per realizzare con attenzione il soffitto di Même. La casa sperimentale, smontabile ed eco-sostenibile).
Ma cosa significa il termine Même? Romanticamente viene tradotto come "luogo dove le primavere prorompono". La struttura si trova in un enorme ex ranch in Taikicho, Hokkaido. E' lo stesso Kengo Kuma a rivelare che questo progetto trae ispirazione dalle tipiche case "chise" degli Ainu, gli indigeni di Hokkaido. La casa "chise" sta per "casa in erba" in quanto il rivestimento esterno è costituito da erba e bambù, due elementi che contribuiscono a mantenere il comfort termico degli interni. Même viene definita anche "case della terra", perché il suo camino è ricavato direttamente nel terreno ed il pavimento è formato da stuoie che si trovano a diretto contatto con il terreno. All'interno di Même vi sono: un riscaldamento a pavimento geotermico, un sistema di stoccaggio del calore, oltre ad una doppia pelle bianca traslucida che copre le pareti e il soffitto e garantisce un perfetto isolamento termico.

(Ecco l'interno del progetto "Meme" con il suo bel camino).
"Nell'ideare la casa - dichiara l'architetto giapponese - mi sono chiesto: è possibile creare un interno luminoso, utilizzando pareti e coperture traslucide? Il telaio della struttura portante è stato realizzato in legno di larice locale ed è stato avvolto da un rivestimento in poliestere. La parte interna è costituita da una membrana in fibra di vetro. Tra questi due strati abbiamo inserito - continua - un isolante, il poliestere, ottenuto riciclando bottiglie di plastica. Nessun sistema di illuminazione elettrica è stato istallato questo perchè Même offre la possibilità di seguire i ritmi naturali della vita: ci si sveglia con il sole e si va a a dormire con il tramonto.

(Ecco la preparazione e la costruzione reale della facciata di "Même Meadows Experimental House" dell'architetto giapponese Kengo Kuma).
"La luce - sottolinea Kengo Kuma - è l'elemento più importante che esiste in natura. Quando disegno una casa penso attentamente come si potrebbe giocare con la luce e come questa potrebbe essere catturata nella struttura. Ho voluto con Même - ribatte - progettare un ambiente luminoso che regalasse la sensazione di trovarsi fuori un campo aperto e così essere baciati continuamente dal sole".
Alla base di Même come anche delle altre creazioni di Kuma c'è l'importanza di valorizzare i materiali naturali, l'invecchiamento del legno, e di ripensare il collegamento di architettura per l'umanità.
Autore
Dott.ssa Mariagrazia Poggiagliolmi



