Weaving Home: la tenda solare in tessuto per i rifugiati
L'architetta giordano-canadese Abeer Seikaly ha progettato la Weaving Home, una tenda in tessuto in grado di sfruttare le energie rinnovabili e di resistere alle più diverse condizioni atmosferiche. L?idea costituisce una soluzione ottimale per i rifugiati sparsi nel mondo.
La storia dell'uomo è caratterizzata, fin dall'inizio, dalla mobilità. Ovvero, dalla tendenza a spostarsi da un luogo all'altro, alla ricerca di terre dove insediarsi e abitare. Ciò ha portato alla scoperta di aree inesplorate e alla nascita di nuove comunità tra persone di provenienza diversa.
Quest'abitudine allo spostamento è proseguita anche in epoca moderna e negli ultimi anni, a causa dei cambiamenti climatici, dei disastri naturali e delle guerre ha finito con l'accentuarsi. Milioni di persone sono state costrette ad abbandonare il proprio paese, le loro case, le tradizioni, per andare a vivere altrove ma questo altrove spesso non consente di avere un'abitazione o anche un semplice riparo temporaneo. Senza contare che in alcune zone le difficili condizioni atmosferiche o il terreno particolarmente accidentato, rendono impossibile la costruzione di edifici solidi e duraturi.
(La tenda solare si adatta a ogni tipo di clima)
Allo scopo di ovviare a tali complesse situazioni, l'architetta giordano-canadese Abeer Seikaly, ha voluto offrire una soluzione, un'alternativa in grado di andare incontro alle esigenze degli oltre quaranta milioni di sfollati sparsi nel mondo alla ricerca di un tetto, di un posto sicuro nel quale stabilirsi. Un rifugio, dunque, da considerare una "casa".
Il progetto della cosiddetta Weaving Home riguarda la realizzazione di una tenda solare in tessuto, adatta sia ai climi più rigidi che a quelli più caldi. Costituita da uno scheletro pieghevole di una stoffa particolare, elimina completamente la distinzione tra struttura e tessuto.
(Nei climi freddi si può compattare la tenda, evitando dispersioni di calore)
La tenda, di forma circolare, si può compattare con le basse temperature, per mantenere caldo l'ambiente interno, e si può aprire in estate evitando il surriscaldamento dello stesso. Il tessuto impiegato trae spunto per la flessibilità dalla pelle dei serpenti, mentre per il tipo d'intreccio dalle tecniche tradizionali utilizzate nella creazione dei cesti.
Il rifugio temporaneo, inoltre, è stato concepito per sfruttare al meglio le energie rinnovabili, in particolare la luce solare dalla quale deriva l'elettricità necessaria alle attività degli occupanti. La pelle esterna, quindi, assorbe l'energia del sole e la converte in elettricità. Quest'ultima è impiegata per scaldare l'acqua e per alimentare la luce artificiale durante le ore notturne. La pelle interna, invece, fornisce tasche per lo stoccaggio dell'energia.
(L'interno della tenda è luminoso e confortevole)
In cima alla Weaving Home vi è un serbatoio contente acqua che permette alle persone di farsi docce veloci. La struttura è anche dotata di un impianto per la raccolta dell'acqua piovana, destinata agli usi domestici e al riscaldamento della struttura. Un sistema di drenaggio evita che l'interno si allaghi, in caso di abbondanti temporali.
Il design della tenda è intelligente e studiato per consentire la corretta circolazione dell'aria e l'ingresso della luce naturale. Ma l'aspetto più importante del progetto della Seikaly è il fatto che questo rifugio pieghevole e trasportabile ovunque, offre ai rifugiati di ogni parte del mondo, l'opportunità di usufruire di una parvenza di casa, di disporre di un luogo sicuro in cui mettere le proprie radici e recuperare il senso di familiarità perduto.
(La luce solare alimenta l'illuminazione artificiale)
L'innovativo progetto della Weaving Home, in virtù delle sue peculiarità e innovazioni, che portano a trasformare le tende in un efficace surrogato di abitazione, è stato finalista nel 2012 al LEXUS DESIGN AWARD, una competizione organizzata da Designboom in collaborazione con Lexus.
(Il progetto della tenda solare)
Laureatasi in Architettura e Belle Arti nel 2002, presso la Rhode Island School of Design, Abeer Seikaly ha concentrato i suoi studi e i suoi interessi professionali nel campo del design tessile, dell'architettura in generale, della moda e dell'arte. Possiede, dunque, una formazione interdisciplinare che le ha permesso di dare vita ad opere in cui un'accurata documentazione, la raccolta e l'archiviazione delle informazioni costituiscono la base del lavoro. I suoi edifici sono "racconti di vita", "memorie visive" della storia di un popolo, di una nazione o del singolo individuo. La sua architettura realizza, quindi, una perfetta fusione tra tradizione, modernità e arte.
Fonti
Architettura ecosostenibile
Designboom
Trueactivist
Abeerseikaly
Foto
Designboom
Autore
Dott.ssa Elisabetta Rossi



