La garden shed? Sempre più una moda
Camaleontiche le casette da giardino cambiano volto...cambiano pelle. Non rappresentano più solo lo spazio dell'uomo, ma anche luogo di relax e di condivisione della donna.
Le casette per il giardino sono in continua trasformazione. Non più casette per posizionarvi all'interno solo attrezzi da giardino o fertilizzanti, ma anche casette viste un po' come un rifugio, una "quiete dopo la tempesta", un posto per rilassarsi, chiacchierare, leggere e perchè no anche dipingere. La "garden shed" acquista così una nuova pelle diventando anche un ufficio-studio all'occorrenza. E non manca un gusto ed un interesse sempre più "femminile".
(Ecco un semplice esempio di "Garden Shed Chic").
Dal look tradizionale classico tali strutture si trasformano in casette eleganti con drappeggi esotici ed entusiasmanti, dove poter apporre un oggetto antico o ricordi recuperati da viaggi in terre lontane. Lo spirito che serpeggia è quello di personalizzare queste soluzioni che finiscono per diventare una sorta di continuum intelligente della propria abitazione. Realizzare una casetta da giardino del resto non costa in modo eccessivo dato che i materiali sono per lo più sostenibili e riciclabili. A testimoniare quanto la garden shed stia acquistando un suo posto ed un suo valore non secondario nell'architettura attuale, lo dimostra la nota manifestazione "National Shed Week", che ogni anno propone numerose soluzioni in gara: da casette-capanna, a casette-eco, da casette-giardinaggio a casette-pub. Tante le idee provenienti da geniali menti di diversi paesi. Ogni edizione del "National Shed Week" prende il via nel mese di luglio. Anche per questo anno chi ha progettato una casetta da giardino interessante può iscriversi al concorso. La possibilità terminerà nel mese di maggio. Per partecipare è fondamentale aggiungere la foto della garden shed e tutte le dovute informazioni (dal nome alla grandezza, dal materiale utilizzato per edificarla alla localizzazione). Sul sito ufficiale è presente il modulo di iscrizione da compilare.
L'anno scorso ad aggiudicarsi il premio "National Shed Week", dopo una competizione ferrata che ha visto in gara cira 2000 partecipanti, è stata la "Boat Roofed Shed": al posto del tetto è presente, come esprime il nome della casetta, una vera barca capovolta. Non manca un pannello solare. All'interno vi è anche una stufa a legna. La canna fumaria? E' un vecchio palo recuperato da un tendone da circo.

(Ecco la "Boat Roofed Shed" vincitrice del premio "National Shed Week").
Tutta l'opera è stata realizzata con materiali riciclati. Tra le curiosità: vi sono finestre di alluminio ricavate da una carovana del 1940 ed altri vetri presi da una antica casa colonica. Le pareti sono state innalzate con un mix di fango, argilla, canne e paglia. A realizzare la "Boat Roofed Shed" è stato Alex Holland del Machynlleth; a lui è andato il premio di 1.000 sterline.
La scrittrice Sally Coulthard, amante degli edifici e dei giardini in vecchio stile, nel suo fortunato libro dal titolo "Shed Chic" dichiara che "i capannoni non sono più strutture trascurate posizionate lontano dallo sguardo in fondo al giardino, anzi". I must sembrano essere questi: diffondere un senso di accoglienza e di benessere generale, utilizzare fiori e piante fuori e dentro la struttura anche come motivi decorativi. Fondamentale è poi il senso di praticità.
(Ecco un esempio di delicati decori floreali).
La garden shed è sempre più arredata con materiali di recupero. Il legno riciclato può, ad esempio, essere utilizzato per recinzioni, per vecchie porte, per pergole, archi e mensole. Sulla costa australiana nasce "Sheila's Shed": casette da giardino progettate in modo esclusivo per il tempo libero delle donne. Qui vengono affrontati laboratori pratici per utilizzare quelli che vengono definiti gli "strumenti di potere" come taglieri e carriole.
Autore
Dott.ssa Mariagrazia Poggiagliolmi





