Soft House e la perfetta integrazione fra architettura e tecnologia

Soft House è un prefabbricato semplice multipiano integra al suo interno numerose tecnologie innovative, come i frangisole in tessuto che generano energia, l'illuminazione LED e tutti materiali naturali.


La Soft House di Sheila Kennedy è un prototipo di abitazione costruito ad Amburgo in occasione dell'importantissimo concorso l‘International Building Exhibition (IBA). Proprio grazie a questa spinta, Sheila Kennedy ha avuto modo di avanzare la sua proposta che più che essere una bellezza architettonica senza tempo e senza pari, ha una filosofia incredibile alle spalle.

Soft House_Amburgo_Sheila Kennedy

(Soft House_Amburgo_Sheila Kennedy)

I principi ispiratori del progetto hanno trovato una esatta corrispondenza all'interno del prefabbricato. Sheila Kennedy è docente del MIT e team leader dello studio KVA Matxe ha un repertorio di progetti e un corredo metodologico e applicativo non indifferente.

Dal suo punto di vista, non si deve più considerare l'architettura e l'ingegneria infrastrutturale come materie fine a se stesse, nate e vissute, nelle loro molteplici forme e sviluppi, ma bisogne sempre relazionarle alle nuove tecnologie in via di sviluppo. Il dato importante, secondo il suo pensiero, è il saper coniugare queste discipline, cercando sempre e comunque di mettere in risalto tutta quelle serie di tecnologie e sistemi che riescono a salvaguardare l'ambiente, solo così l'ambiente costruito può ritrovarsi al passo con la società che cambia e con le sue esigenze. Sheila Kennedy, insieme al suo team di ricerca, parla di una vera transizione. Nel fare ciò, ha anche organizzato dei laboratori di sperimentazione e prototipazione nella città di Boston che si appoggiano al suo studio.

Con transizione, quindi, Sheila Kennedy intende quel processo, quel passaggio, di fondamentale importanza che l'architettura deve compiere nell'integrare i tradizionali materiali e sistemi costruttivi con le cosiddette "funzionalità intelligenti", come, ad esempio, il fotovoltaico o l'illuminazione a LED. Sheila Kennedy spiega questo concetto dicendo che è necessario "abolire abolito la categorizzazione disciplinare tra tecnologia e architettura, creando un nuovo modello di pratica. Abbiamo bisogno di raggiungere la massima creatività e la flessibilità per scoprire fin dove ci possono portare i nuovi materiali. Le applicazioni più interessanti per i nuovi materiali sono quelle che lavorano a differenti livelli, una volta raggiunto questo obiettivo, saremo in grado di inserirci nel mercato, rivoluzionando l'architettura sostenibile".

Soft House_Amburgo_Sheila Kennedy

(Soft House_Amburgo_Sheila Kennedy)

Soft House_Amburgo_Sheila Kennedy

La Soft House è un chiaro esempio applicativo di questi sani principi. Si tratta di un prefabbricato molto semplice, dalla forma prismatica multipiano e con pianta rettangolare. La Soft House integra al suo interno tutta serie di processi e tecnologie a risparmio energetico, a cominciare dalla sua più importante caratteristica, ovvero la facciata.

Questa si compone da una serie di frangisole molto particolari perché composti da tessuti dinamici connessi a celle fotovoltaiche. Questi tessuti sarebbero in grado di accumulare l'energia solare grazie alla loro speciale filatura, composta da nanotubi fittamente intrecciati. Si tratta di una nuova sperimentazione, chiamata nanotecnologia OPV (Organic Photrovoltaics). Con questo acronimo si intende una determinata tecnologia detta sia cella solare organica che di plastica. Infatti, per la sua strutturazione interna viene sfruttato un materiale polimerico che utilizza l'elettronica organica. Questo speciale tessuto è già stato utilizzato da Sheila Kennedy in un altro prototipo di Soft House.

Le tende, nel caso del prefabbricato di Amburgo, hanno due ruoli: sono in grado di accumulare energia solare e trasformarla in energia elettrica, soddisfacendo il fabbisogno energetico dell'edificio, e fungono da vere schermature solari per regolare la temperatura interna dell'ambiente domestico. Le strutture che sorreggono i tessuti sono, infatti, state progettate come dei ceri e propri inseguitori solari, che riescono a muoversi in corrispondenza dell'inclinazione dei raggi, per riuscire ad accumulare il maggior quantitativo di energia e per essere in grado di fornire la giusta ombra laddove fosse necessario.

Altre tecnologie verdi applicate all'interno, sono il sistema di illuminazione a LED e l'utilizzo di materiali naturali. Infatti, la Soft House è stata costruita tramite una struttura autoportante in legno leggero che va a sostituire la classica muratura o il cemento armato. All'interno, invece, i divisori e tutte le partizioni verticali sempre in legno sono stati progettati come elementi mobili in grado di conferire un'altissima flessibilità adattabile ai gusti e alle esigenze del fruitore.

Soft House_Amburgo_Sheila Kennedy
Autore

Dott.ssa Chiarina Tagliaferri

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