Landesgartenschau Exhibition Hall: un esempio di tecnologia robotica e materiali sostenibili
Il Landesgartenschau Exhibition Hall è un padiglione in legno ideato dal team di ricerca dell'Università di Stoccarda, costruito con un'innovativa tecnologia robotica.
L'Università di Stoccarda ha varato un progetto denominato "Robotics in Timber Construction", inerente la realizzazione di strutture sostenibili mediante l'ausilio di una tecnologia robotica. Un modo innovativo di concepire la lavorazione e l'assemblaggio di materie prime naturali.
Nel caso preso in esame, la sperimentazione ha visto protagonista uno dei materiali più ecologici, pratici e salubri esistenti: il legno. La costruzione, nello specifico, riguarda un padiglione, che ricorda nella sua forma, quella di un riccio di mare o, se vogliamo correre di più con la fantasia, quella di un animale in posizione di riposo.
L'opera, chiamata Landesgartenschau Exhibition Hall, mostra la vasta gamma di possibilità offerte dall'integrazione di design, simulazioni e procedimenti edilizi volti a impiegare strumentazioni all'avanguardia e fonti rinnovabili. In particolare, l'edificio ha suscitato l'interesse di esperti e appassionati per il modo in cui è stato prodotto. I progettisti, infatti, si sono avvalsi di robot per lo svolgimento di tutte le operazioni riguardanti la creazione degli elementi compositivi.
(Il padiglione visto dall'esterno)
Il progetto ha coinvolto, oltre l'Università di Stoccarda, anche l'Institute for Computational Design, l'Institute of Building Structures and Structural Design, l'Institute of Engineering Geodesy e il Mullerblaustein Holzbau GmbH. Il team di ricerca è stato guidato dall'idea che l'applicazione di un metodo di lavoro tecnologico, offra maggiori garanzie di avere una struttura dalle perfomance elevate.
(La forma del padiglione ricorda quella di un riccio di mare)
Sono tre gli elementi distintivi del "Robotics in Timber Construction". Ovvero:
- una progettazione computazionale: essa consiste nella possibilità di indicare, durante la fase di pianificazione dei lavori, le peculiarità e i parametri dei materiali impiegati. Ciò significa, in altre parole, che il progetto non è semplicemente disegnato ma viene effettuata una vera e propria simulazione dei lavori, volta a fornire agli architetti informazioni precise sulla valenza dell'idea stessa, correggendo, prima di iniziare la messa in opera, eventuali difetti;
- una progettazione biomimetica: questo aspetto riguarda la replicazione in architettura di strutture presenti in natura. Nel caso del Landesgartenschau Exhibition Hall abbiamo la ripresa dello scheletro del riccio di mare. Quest'ultimo consta di parti di carbonato di calcio, incastrate tra di loro lungo i bordi. Ebbene, il padiglione ricalca tale morfologia, componendosi di lastre inserite le une nelle altre, con una tecnica a incastro;
- una produzione robotica: le piastre utilizzate sono formate da legno di faggio e costruite con procedimenti totalmente automatizzati. La medesima tecnologia ha prefabbricato lo strato isolante e impermeabile degli elementi, in tutto 243. Questo processo ha consentito, inoltre, di creare le 7600 articolazioni, che sfruttando l'incastro tra le lastre, garantiscono la stabilità e la solidità dell'edificio. Le connessioni sono state ottenute da una macchina a sette assi, ideale per conformarsi ad articolate geometrie.
(L'ingresso del padiglione)
Il tempo di fabbricazione delle singole parti ha richiesto solo tre settimane di lavoro, un vantaggio notevole derivato dall'impiego di questa tecnologia robotica. In aggiunta a tale caratteristica, vi è l'estrema precisione del lavoro, le stime dicono che lo scarto quadratico medio è di appena 0,86 mm, inferiore rispetto a quello di edifici in legno, ottenuti con i metodi tradizionali. Inoltre, a lavori ultimati, i progettisti valuteranno l'andamento e la resa del fabbricato nel lungo periodo, riproducendolo, più volte, in chiave tridimensionale.
(L'interno del padiglione)
L'innovazione del Landesgartenschau Exhibition Hall risiede anche nel fatto che le stesse lastre di faggio non fungono soltanto da pareti interne ed esterne ma anche da struttura portante. Nonostante questo, risultano molto leggere. Il loro spessore, infatti, è di soli 50 mm. Ciò è reso possibile dalla solida architettura del fabbricato, che scarica in modo efficace le sollecitazioni, sviluppate in prossimità dei bordi, sulle articolazioni.
(Il padiglione ha una forma convessa)
All'interno, il padiglione si compone di due aree:
- l'ingresso, collocato nella parte più bassa;
- la zona dedicata alle esposizioni sita, invece, nella parte più alta della struttura, avente un'altezza di circa 6 metri. Qui, troviamo un'ampia parete a vetri, affacciata direttamente sul paesaggio circostante.
Dunque, i turisti accedono nell'edificio attraverso il lato inferiore e, seguendo il restringimento del "guscio", accedono allo spazio principale, molto ampio e luminoso. Curioso è l'effetto creato dalle lastre di faggio sulle mura interne, in quanto trasmettono l'idea di una sorta di "carta da parati", o meglio, di stoffa.
(Il parco dove si trova il padiglione)
Il Landesgartenschau Exhibition Hall, con la sua forma convessa e curvilinea, occupa una superficie complessiva di 125 metri quadrati e si trova inserito in un ambiente lussureggiante, circondato da alberi e fiori variopinti.
Fonte
Architettura sostenibile
Dezeen Magazine
Domus web
Foto
Designboom
Autore
Dott.ssa Elisabetta Rossi



