Nuova conquista nel campo del restauro: il laser
Nuova frontiera per la conservazione del patrimonio culturale grazie all'intervento di Salvatore Siano e della nuova tecnologia laser ad infrarossi. Grazie ad essa oggi è possibile intervenire anche su opere pittoriche e piccole aree senza l'impiego di agenti chimici e solventi. Il restauro si fa più sicuro, preciso ed ecosostenibile.
Conservare il patrimonio culturale è fondamentale poiché esso rappresenta una risorsa umana ed fattore di crescita sociale oltre che economico. Artisti e ricercatori sono sempre stati interessati alla sua cura e ai mezzi più idonei per attuarla. Storia dell'arte e storia del restauro vanno così di pari passo.
Svariati fattori possono esser causa di deterioramento delle opere d'arte dal tempo agli agenti atmosferici, ma posso insorgere anche problemi dovuti a trattamenti di conservazione del passato che oggi potrebbero apparire addirittura bizzarri, come ad esempio l'utilizzo di vino e spugne fatte di pane impiegate nei secoli XVII e XVIII per intervenire e ripristinare la Cappella Sistina.

(Cappella Sistina - Credit Foto: Flickr/Danie van der Merwe)
Se gli interventi attuati in passato costituivano dei palliativi, oggi si sono compiute delle rivoluzioni nell'ambito del restauro grazie alle conoscenze scientifiche. Si stanno trovando modi sempre più innovativi per pulire e proteggere il nostro patrimonio culturale. Uno degli obiettivi generali è quello di ripristinare l'opera com'era cercando di tradurre lo sguardo dell'autore, processo non facile e oggetto di non poche controversie. Altra meta fondamentale è restaurare evitando trattamenti con solventi e sostanze chimiche nocive sia ai restauratori sia alle opere. Quest'ultimo aspetto è molto importante specie se si valuta il fatto che molte operazioni non avvengono in laboratorio, ma anche in piccoli spazi mal ventilati. Il nuovo approccio è quindi quello orientato verso la sicurezza, la sostenibilità e l'impatto ambientale ridotto al minimo.
La tecnica del laser, detta ablazione, è stata una vera e propria conquista: si possono rimuovere depositi superficiali con brevi sequenze laser. Impiegata per la prima volta nel 1970, è servita per pulire "dalla crosta nera" edifici e sculture in marmo. Verso la metà del 1990 si è passati alla pietra e altri materiali, quali i bronzi dorati e gli affreschi. La svolta, però, si ha con Salvatore Siano, fisico e ricercatore pressol'Istituto di fisica applicata 'Nello Carrara' (Ifac) del Cnr di Sesto Fiorentini (Firenze), che ha messo a punto un metodo dove sono usati impulsi brevi, micro al nanosecondo di durata.
«La tecnica, solitamente, sfrutta il repentino innalzamento di temperatura indotto dal laser in prossimità della superficie irraggiata, con un conseguente effetto fotomeccanico che produce la frantumazione e rimozione degli strati indesiderati»,ha spiegato Siano.

(Loggia della Mercanzia a Siena, restauro con il sistema laser - Credit Foto: Spie)
Attraverso dei dispositivi palmari portatili i trattamenti sono effettuati su una superficie bagnata per evitare il surriscaldamento. Riscaldando ed espandendo la superficie, le onde di pressione staccano il materiale in superficie. Selezionando attentamente i criteri degli impulsi energetici, il laser rimuove le incrostazioni e sporcizia lasciando illeso il materiale sottostante.
«Alla base di questo metodo di restauro vi sono vari processi, cosiddetti ablativi, che dipendono dal tipo di laser impiegato, dai parametri d'irraggiamento e dalla stratigrafia materica irraggiata – ha continuato Siano - L'ablazione è largamente utilizzata nel restauro di opere lapidee, bronzi dorati e dipinti murali, ma occorre ricordare che manufatti della stessa tipologia presentano solitamente problematiche conservative differenziate, che non permettono generalizzazioni».

(I rilievi in bronzo dorato della Porta del Paradiso sono state pulite con tecnologia laser a infrarossi
© Salvatore Siano - Credit Foto: Chemistryworld)
Tanti i vantaggi derivanti dal suo utilizzo: la selettività, il controllo, la precisione, l'assenza di effetti e la possibilità di iterazione. Non si impiegano sostanze estranee ai materiali costitutivi dell'opera e questo rende tutto anche più prevedibile. Gli agenti chimici, infatti, possono azionare delle reazioni nel tempo a distanza persino di uno o due anni.
Numerose le opere che hanno trovato nuova vita grazie ai trattamenti laser. Nel 2001 il laser è stato impiegato da Siano e il suo team per la Porta Paradiso, i pannelli in bronzo dorato di Lorenzo Ghiberti del Battistero di San Giovanni (Firenze). Questo capolavoro, considerato punto di partenza del Rinascimento, è costituito da 40 rilievi dorati raffiguranti scene dell'Antico Testamento. Come ha spiegato Siano, l'uso di una lunghezza d'onda d'infrarossi rende la rimozione molto sicura, senza alcun rischio di danneggiare la pellicola d'oro. Il lavoro sulla Porta Paradiso è stato il più importante poiché, ha detto il ricercatore, «Questa è stata la prima volta che un capolavoro ben noto è stato trattato con la pulizia laser»

(Porta Paradiso, Lorenzo Ghiberti, Battistero di San Giovanni
- Credit Foto: Wikimedia commons/Ricardo André Frantz (User:Tetraktys))
Si è passati, poi, a trattare gli affreschi sino a giungere alla rimozione di vecchie vernici e per il restauro dei dipinti. Successivamente si è arrivati a trattare anche gli affreschi e uno degli esempio più interessanti è stato il restauro delle catacombe di Santa Tecla (Roma) nel 2009/10. Si sta, inoltre, trasformando la tecnica laser per la rimozione di vecchie vernici e per il restauro dei dipinti. Un esempio è il ripristino del ritratto femminile dell'artista futurista Giacomo Balla (1871-1958).
Siano stima che il sistema laser è regolarmente impiegato per sculture, bronzi e affreschi nelle oltre 400 istituzioni di conservazione europee. Per il futuro Siano, che stima l'impiego regolare del sistema laser per sculture, bronzi e affreschi nelle oltre 400 istituzioni di conservazione europee, auspica una interazione più sistematica tra ricerca, istituzioni di tutela e industria al fine di promuovere la competitività tecnologica e la messa in opera di buone pratiche di fruizione e valorizzazione. C'è ancora molto lavoro d afre sia sul fronte scientifico che gestionale.
Fonti:
Almanacco CNR / RSC
Per gentile concessione di Salvatore Siano , Istituto di fisica applicata "Nello Carrara"
Foto Copertina: Santa Maria della Scala © Salvatore Siano / News BBC
Autore
Dott.ssa Silvia Pasquariello



