Old Market Library: un vecchio mercato si trasforma in una biblioteca

Si chiama Old Market Library, la biblioteca di Bangkok ricavata da un mercato distrutto, negli anni novanta, da un incendio. Costruita interamente con materiali riciclati è la testimonianza di quanto l'architettura sostenibile può fare per le popolazioni in condizioni di vita difficili.


Architettura sostenibile significa anche recuperare vecchi caseggiati e ristrutturarli con materiali riciclati, riportandoli, così, a nuova vita, nel pieno rispetto dell'ambiente. È quanto accaduto a Bangkok, dove un vecchio mercato è divenuto una biblioteca pubblica per adulti e bambini.

Il progetto denominato "Old Market Library" è stato pensato e realizzato dallo studio TYIN tegnestue Architects, a cui fanno capo Andreas G. Gjertsen e Yashar Hanstad. Questa società è un'organizzazione no-profit, fondata da un gruppo di studenti della Facoltà di Scienze e Tecnologie di un'università norvegese. Ad oggi, sono circa sessanta le aziende impegnate a finanziare i progetti avviati da TYIN, tutti volti a offrire aiuto alle popolazioni disagiate mediante la bioedilizia. Opere, dunque, amiche non solo della natura ma anche dell'uomo.

Il cortile della Old Market Library

(Il cortile della Old Market Library. Fonte arkinetblog)

L'edificio preso in esame, negli anni novanta, fu completamente distrutto da un incendio e abbandonato a se stesso. L'arrivo dei giovani architetti norvegesi ha modificato, nel giro di soli tre mesi, questo stato di cose, donando alla comunità di Min Buri una struttura nella quale potersi dedicare alla lettura, all'interazione reciproca, alla socialità.

La sala interna

(La sala interna. Fonte arkinetblog)

Uno degli aspetti più importanti del lavoro svolto nella struttura è la scelta dei progettisti di impiegare materiali riciclati, allo scopo di abbattere i costi, creare un ambiente salutare e coinvolgere la popolazione locale nelle operazioni di ricerca e recupero delle materie prime e nell'edificazione. In questo modo, il progetto è diventato un'occasione per ricostituire l'identità collettiva degli abitanti e restituire loro un'identità perduta.

Il soppalco

(Il soppalco della biblioteca. Fonte arkinetblog)

In tal senso, quindi, gli scaffali per i libri sono stati ricavati da cassette di legno in disuso. Esse sono state levigate e ridipinte ognuna con un colore diverso. Questa scelta ha conferito all'ambiente una certa vivacità e un aspetto familiare, caldo. Le pareti, a loro volta, sono state rivestite con assi di legno recuperate. Le stesse travi hanno fornito, dove necessario, i sostegni alle mura, evitando interventi di consolidamento dell'edificio più invasivi, che avrebbero comportato un dispendio di soldi e di tempo.

L'ingresso della biblioteca

(L'ingresso della biblioteca. Fonte e-architect)

Gli architetti, inoltre, hanno tenuto conto del clima difficile della zona, caratterizzato da periodi di piogge torrenziali e inondazioni. Per questa ragione, le librerie sono messe ad un'altezza di 50 cm dal pavimento e il piano di calpestio è sopraelevato. Ciò ha consentito di realizzare un vero e proprio soppalco, accrescendo, di conseguenza, la grandezza della struttura, sfruttata anche in senso verticale. Una soluzione del genere ha reso la biblioteca fruibile in ogni periodo dell'anno, riparandola, inoltre, dall'erosione che l'acqua causerebbe.

La parte della biblioteca occupata dagli scaffali

(La sala della biblioteca occupata dagli scaffali. Fonte e-architect)

La struttura si compone, quindi, di diversi spazi:

  • una sala interna, delle dimensioni di 3x9 metri quadrati, disposta su due livelli: uno, più di passaggio e caotico, dove sono inseriti gli scaffali con i testi. Un altro, sul soppalco, più tranquillo e riparato, dedicato alla lettura e al riposo;
  • uno studio di grandezza ridotta;
  • un cortile sovrastato da un pergolato, indispensabile per schermare l'area dai violenti raggi solari.
Le cassette di legno trasformate in scaffali

(Le cassette di legno trasformate in scaffali. Fonte re-habitar)

 
L'allestimento interno è minimalista e si avvale, naturalmente, di componenti di arredo recuperati nei dintorni. Abbiamo, così, un divano a due posti, stole usate come poltrone, panche di legno, tappeti e cuscini disposti intorno a un tavolo.

 

Tutto l'ambiente risulta estremamente suggestivo e caratteristico, avvolto in un'atmosfera quasi magica, sospesa in una realtà a metà tra il futuro e il passato. Tradizione e modernità fuse insieme in una struttura che non può lasciare indifferenti.

Fonti
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Autore

Dott.ssa Elisabetta Rossi

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