Realizzata nel Regno Unito la casa anfibia che galleggia in caso di inondazione
La prima casa anfibia del Regno Unito è stata progettata dallo studio Baca Architects per far fronte agli effetti del cambiamento climatico. In caso di inondazione l'innalzamento dell'livello dell'acqua sarà sfruttato per innescare il galleggiamento e portare la casa in assetto di sicurezza.
Lo studio londinese Baca Architects, già specializzato in architetture acquatiche e waterfront (termine che indica in modo generico le zone di terraferma a contatto con l'acqua), sta ultimando la realizzazione di un progetto che potrebbe concretamente limitare i danni alle abitazioni situate in zone a rischio di inondazione. Il principio che ha guidato i lavoro degli architetti è la necessità di affrontare la difficile convivenza tra terraferma e acqua in maniere innovative, riconoscendo che nello scontro con le forze della natura l'uomo non può limitarsi a costruire sistemi di contenimento sempre più efficaci. Per questo motivo diverse soluzioni sono state prese in considerazione, tra cui una struttura interamente galleggiante e una casa su palafitta, ma entrambe sono state scartate in favore di un design anfibio.

Una prospettiva esterna di Formosa così come appare nel progetto. La casa è stata pensata in funzione della sua prossimità alla riva del fiume Tamigi.
Il lato vincente del progetto anfibio consiste nel fatto che la casa mantiene l'apparenza e le funzionalità di un edificio normale. La struttura, che esteriormente appare tradizionale, è alloggiata in una sorta di bacino di carenaggio allagabile in cui l'acqua è libera di fluire in caso di piena per poi defluire concordemente all'abbassamento del livello del fiume. All'interno del bacino è collocata la casa vera e propria, le cui fondamenta sono rivestite da uno strato di cemento impermeabile. In questo modo il basamento assolve funzioni del tutto simili alla chiglia di una nave. Quattro supporti verticali in acciaio fungono da guide, permettendo alla casa di scorrere verticalmente all'occorrenza; evitando così movimenti inconsulti che potrebbero danneggiare la struttura.

Lo spaccato della villa e del giardino mette in evidenza il bacino in cui sono collocate le fondamenta e il piano interrato. Inoltre è visibile la struttura a terrazze del giardino, il "paesaggio intuitivo" che rende l'aspetto naturale parte integrante del design.
Il sistema trae ispirazione dai grandi bacini portuali e funziona secondo il principio di Archimede: se infatti un corpo immerso in un fluido riceve una spinta dal basso verso l'alto pari al peso del volume di fluido spostato,per galleggiare la casa deve occupare lo stesso volume dell'acqua che sposta, ma con un peso minore; semplicemente, quando il livello del fiume si innalzerà, l'acqua penetrerà nel bacino innescando il galleggiamento. Il giardino sul lato della riva è stato inoltre terrazzato per servire da sistema di allerta: quando le prime due terrazze saranno sommerse dall'acqua, i residenti saranno immediatamente informati che la casa dovrebbe aver già iniziato ad innalzarsi. Gli architetti lo chiamano paesaggio intuitivo, un sistema di preallarme visivo che rende l'elemento acquatico parte integrante del progetto.
Il video mostra come l'innalzamento della villa avvenga in modo uniforme, senza causare disagi agli abitanti. La casa non si oppone all'acqua, ma la sfrutta per raggiungere una posizione di sicurezza.
Per venire incontro alla particolare conformazione dell'edificio i servizi sono stati connessi tramite un sistema chiamato "elephant cabling" (cablatura elefante), un cavo flessibile che conduce corrente elettrica, acqua potabile e scarichi, adattandosi all'assetto variabile che la casa assume durante le fasi di galleggiamento. Per motivi di sicurezza, invece, non è stato previsto alcun impianto a gas.

Operai al lavoro nel bacino di carenaggio. Ben visibili i supporti verticali in acciaio che fungono da guide durante il sollevamento della struttura.
Il progetto Formosa è manifestazione della filosofia che gli architetti dello studio Baca definiscono "vivere con l'acqua". In un mondo in cui la prospettiva del riscaldamento globale e dell'innalzamento degli oceani si fa sempre più concreta, infatti, l'uomo non può più limitarsi alla costruzione di barriere di contenimento, ma deve iniziare a pensare i propri spazi abitativi proprio in relazione con l'acqua. I sistemi difensivi non di contenimento proposti da Baca prevedono un design nato per accogliere i fenomeni di inondazione invece di respingerli, la chiave di questa metodologia è il pensare all'acqua come ad una risorsa in grado di migliorare il nostro modo di pianificare gli spazi abitativi. Se l'automobile fino ad ora è stato l'elemento chiave per la pianificazione urbanistica, la previsione del cambiamento climatico dovrebbe spingerci a considerare proprio l'acqua come il perno della prossima rivoluzione delle città.

La villetta monofamiliare è situata nel Buckinghamshire, su una piccola isola al centro Tamigi e i committenti hanno scelto di rivolgersi allo studio londinese proprio in virtù del progetto di ricerca che Baca ha già intrapreso in collaborazione con il Dipartimento per l'Ambiente britannico: The LifE Project, ovvero "iniziative di lungo periodo per ambienti a rischio di inondazione".
Autore
Dott.ssa Delfina Sangiorgi



