RHU: la casa prefabbricata ecosostenibile per i rifugiati

L'IKEA Foundation e l'UNHCR (United Nations High Commissioner for Refugees) hanno progettato e realizzato RHU, una casa prefabbricata per i rifugiati e gli sfollati di tutto il mondo. Costruita con criteri di sostenibilità, si adatta a qualsiasi tipo di terreno e di clima.


Migliorare le condizioni di vita dei rifugiati e semplificare le operazioni di soccorso delle popolazioni colpite da calamità naturali, quali terremoti e inondazioni. Sono questi gli obiettivi del progetto avviato dalla IKEA Foundation e dall'UNHCR (United Nations High Commissioner for Refugees), inerente la realizzazione di abitazioni prefabbricate, trasportabili ovunque ed ecosostenibili.

Le strutture, chiamate RHU (Refugee Housing Unit), sono destinate a sostituire le tende tradizionali e rispetto ad esse, risultano molto più grandi. Infatti, hanno una dimensione di 18 metri quadrati. I loro ideatori le hanno studiate con il preciso intento di assicurare agli occupanti un buon comfort abitativo. La pianificazione dei prefabbricati segue, inoltre, le direttive edilizie europee e il design scelto ricorda la forma di una classica casa.

Un campo profughi RHU(Il campo profughi con le abitazioni RHU)

Scendendo nel dettaglio della costruzione, essa è costituita da quattro parti assemblabili: la struttura portante, i pannelli, ossia le pareti, la rete ombra e un impianto fotovoltaico, collegato a una lampada a LED interna. Il fatto che tutti questi elementi siano separati ma concepiti per essere montati direttamente sul sito scelto, rende il loro trasporto alquanto semplice. In proposito, ognuno è inserito in una scatola e la messa in opera del tutto richiede appena mezza giornata di lavoro. Ciò significa che in caso di intervento in zone devastate da cataclismi, i soccorritori possono offrire alle persone un riparo caldo e sicuro in tempi rapidi. Il peso totale dell'edificio è di 98 kg.

I componenti RHU(I componenti dell'abitazione prefabbricata)

Per quanto riguarda i componenti, la struttura portante in acciaio, un telaio RHU Frame, è modulare e può essere ingrandita a piacimento, in base alle esigenze. Viene impiegata con i pannelli RHU, con teli di plastica o con altri materiali a chilometro zero. La decisione di avvalersi di materie prime locali, deriva sia dalla necessità di accelerare le operazioni di costruzione, sia dalla volontà di limitare l'impatto ambientale. È risaputo, infatti, che utilizzare prodotti del luogo riduce le emissioni di anidride carbonica e di conseguenza ostacola l'inquinamento.

L'esterno della casa(L'esterno delle abitazioni prefabbricate)

Il rifugio è adatto per essere montato ovunque. Asfalto, ghiaia, sabbia, argilla, terreni regolari o accidentati, ogni superficie è adeguata alle sue fondamenta. Quindi, la struttura è ideale per qualsiasi tipo di luogo e situazione. La base si ancora sul suolo senza che siano effettuati scavi e la sua altezza è regolabile. La costruzione, infine, sebbene sia leggera, risulta molto resistente e sicura e la sua durata complessiva è stimata intorno ai tre anni.

L'interno di una casa RHU(L'interno di una casa RHU)

La rete ombra posta sul tetto funge da vera e propria copertura, indispensabile per assicurare la tenuta termica dell'edificio. In proposito, nella fase diurna riflette il 70% della luce del sole e mantiene l'ambiente interno fresco. Durante la notte, invece, tale schermatura impedisce che vi siano perdite di calore. Questa caratteristica si rivela importante soprattutto nelle zone a clima rigido e in generale nel corso dell'inverno. Gli ospiti potranno così avere una temperatura ideale in qualsiasi periodo dell'anno.

Il sistema fotovoltaico, come detto sopra, è composto da un pannello e da una lampada a LED portatile. Inoltre, è dotato di una batteria ricaricabile e di una presa USB, alla quale è possibile collegare i dispositivi elettronici, come gli smarthphone, per caricarli. L'impianto viene inserito sul rivestimento o nella rete ombra.

Fase di montaggio della casa(La fase di montaggio di una casa RHU)

Per Heggenes, amministratore delegato della IKEA Foundation, ha sottolineato l'impegno del gruppo nella ricerca di soluzioni volte a migliorare la vita quotidiana delle famiglie povere che hanno subito la perdita della propria casa. Johan Karlsson, responsabile del progetto, a sua volta, ha affermato che gli ottimi risultati ottenuti fino ad ora sono frutto "di una collaborazione vincente tra partner pubblici e privati". In tal senso, l'IKEA Foundation provvede al finanziamento e alla gestione delle operazioni, mentre l'UNHCR si occupa del know-how e delle attività sul luogo.

Dall'avvio del progetto le case costruite, al momento, sono tredici e si trovano nel campo profughi di Kobe. La speranza dei responsabili è quella di poterle portare presto in altre parti del mondo, aiutando altre persone ad avere vita meno dura grazie alla possibilità di un tetto sulla testa.

Fonti
Architettura ecosostenibile
Ikeafoundation
eco-business

Foto
worlddesignimpact

Autore

Dott.ssa Elisabetta Rossi

Visualizza l'elenco dei principali articoli