Ristrutturazione dei trulli: si sperimenta la calce di canapa

Canapa e calce impiegati per la prima volta nella ristrutturazione di beni culturali come i Trulli. Incredibili le qualità di questo materiale naturale, la canapa: elimina l'umidità, non inquina e riduce i costi. A supportare il progetto Assocanapa, promotore di iniziative simili in Puglia.


La riqualifica del territorio italiano in termini ecologici e sostenibili prosegue attraverso diversi progetti che coinvolgono non soltanto edifici di nuova creazione ma anche la riconversione o ristrutturazione di quelli presenti. La società, sempre più sensibile al problema ambientale, si adegua e tanbto le aziende quanto gli specialistici nei diversi settori, collegati alla green economy, si ingegnano nella scoperta e realizzazione di idee innovative e all'avanguardia.

Protagonista è questa volta la Puglia, dove i principi della bioedilizia sono applicati su edifici di grande interesse culturale, economico e turistico: i trulli, beni culturali tutelati e dichiarati Patrimonio mondiale dell'umanità dall' UNESCO.  Il progetto è sperimentale e potrebbe aprire le porte per  interventi simili su territorio nazionale. 

 

Trulli, Puglia(Trulli, Puglia - Credit Foto, fotografo: Pot Noodle)

 

In Valle d'Itria, infatti, si è dato avvio alla restaurazione di un gruppo di trulli, costruzioni in pietra a secco a forma conica, con le pareti esterne bianche. In particolare, sono interessati quelli collocati tra Locorotondo, in provincia di Bari, e Cisternino, in provincia di Brindisi. Appoggiato da Assocanapa, associazione denominata Coordinamento Nazionale per la Canapicoltura, e seguito da Jorgen Hempel, ingegnere svizzero, un team di esperti appartenenti a diversi settori, edili e ambientali,  ha iniziato quest'opera con grande cura e attenzione proprio per il suo valore intrinseco.

 

Trulli, Cisternino, Puglia(Trulli, Cisternino, Puglia - Credit Foto: Yellow.Cat)

 

L'operazione è eseguita da un'azienda privata, impiegando materiali biologici, come la calce e la canapa. Quest'ultima sembra essere ottima non soltanto nel settore edile, ma anche negli interventi di bonifica delle aree inquinate grazie alla sua capacità di assorbimento dell'anidride carbonica (CO2) e il rilascio dell'ossigeno.

Il materiale utilizzato è una miscela costituita da canapulo (separato dalla fibra), calce idratata, acqua e un mix di minerali utili a legare la calce con la canapa. Il canapulo, detto anche "legno di canapa", assorbe i liquidi più della paglia (12 volte superiore) e del truciolo di legno (3,5 volte superiore). Questo conglomerato ha moltissime qualità. È un ottimo isolante termico e acustico. Permette la traspirazione dell'umidità dai muri, allontanando quindi il rischio di condensazione negli interstizi, causa principale del deterioramento dei materiali. La canapa presente, inoltre, trattiene una certa quantità di acqua, tale da consentire ai muri di ridurre e mantenere costante l'umidità all'interno dell'abitazione. Altra caratteristica importante è l'essere totalmente riciclabile, poiché il muro di calce e canapa si può reimpastare facilmente una volta sgretolato e riutilizzarlo oppure lasciarlo decomporre naturalmente  con un impatto pari a zero.

 

calce e canapulo(Calce e canapuloi - Credit Foto: Viral Green)

 

La capana è un materiale prezioso, poiché è utilizzato non solo nella bioedilizia, ma anche nel settore alimentare e tessile. Come spiega Andrea Carletti, referente regionale di AssoCanapa in Puglia, durante la crescita, questa pianta cattura la CO2 presente nell'aria. In questi 4-5 mesi rilascia ossigeno e cattura carbonio. Riesce a produrre la stessa quantità di biomassa prodotta da un albero in circa 4 anni.
Utilizzare il truciolato di canapa significa da una lato non restituire il carbonio all'atmosfera e dall'altro avere un materiale da costruzione con impronta di carbonio negativa.
La canapa entra per la prima volta nell'edilizia green attraverso una tecnica innovativa di ristrutturazione, che potrebbe essere migliore rispetto ai metodi tradizionali.

 

Parco Naturale Saline di Punta della Contessa(Parco delle Saline di Punta della Contessa - Credit Foto: reise-nach-apulien)

 

Nella regione vi sono stati diversi interventi.  AssoCanapa ha già promosso la coltivazione di canapa a Taranto, in un terreno contaminato dalla diossina dell'Ilva. Vi sono stati interventi anche a Brindisi, dove una cerimonia ha inaugurato la semina di 27 ettari in un'area, interna al Parco delle Saline di Punta della Contessa, bisognosa di bonifica.

Questo materiale, quindi, sembra risolvere molti problemi legati alla restaurazione di beni culturali, come i trulli.  I risultati sembrano dare molte soddisfazioni. Grandi sono i vantaggi : resa superiore,  rispetto per l'ambiente e costi contenuti

 

Fonti:
Eco report
Assocanapa

Foto copertina :Pot Noodle 

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Autore

Dott.ssa Silvia Pasquariello

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