St Jerome's Centre: l'orfanotrofio di terra e legno riciclato
Il britannico Orkidstudio ha realizzato, in Kenya, l'orfanotrofio St Jerome's Centre avvalendosi della tecnica delle Earthbags, ossia il metodo edilizio che prevede l'utilizzo di sacchi di terra al posto dei mattoni tradizionali. Un esempio di struttura sostenibile e low cost.
Terra e legno riciclato. Sono questi gli elementi fondamentali del nuovo orfanotrofio costruito a Kikuyu, nella periferia di Nakuru, in Kenya. Una costruzione in decisa controtendenza rispetto al resto degli edifici locali e ai tradizionali centri di accoglienza per bambini diffusi nel territorio africano.
L'opera, denominata St Jerome's Centre, è stata progettata dal team del britannico Orkidstudio e realizzata con l'aiuto delle donne e degli uomini della comunità e di un gruppo di studenti rappresentanti gli istituti scolastici del Regno Unito. I residenti sono stati trattati con i medesimi diritti, un evento assolutamente nuovo in simili zone.

(L'esterno della struttura durante la costruzione)
A differenza delle altre abitazioni in pietra e cemento, per la maggioranza abbandonate in uno stato di incompiutezza a causa della mancanza di fondi, l'orfanotrofio St Jerome è stato costruito con il metodo Earthbags, ideato dall'architetto iraniano Nader Khalili e consistente nell'utilizzare sacchi di terra cruda al posto dei tradizionali mattoni. Nello specifico, dunque, nel St Jerome's Centre sono stati confezionati sacchi con la terra locale (costituita per il 20% da argilla). Le pareti così formate assorbono il calore del sole e mantengono la temperatura interna ottimale persino nelle notti più gelide.

(Il retro dell'edificio)
Il St Jerome's Centre si distingue, però, anche dai classici orfanotrofi africani per l'organizzazione degli spazi. Di solito, nei centri di accoglienza locali i bambini dormono in grosse camerate e hanno a disposizione pochissime zone dove socializzare e giocare. Nel fabbricato dell'Orkidstudio questa situazione è stata radicalmente modificata. Vi sono ampie aree dedicate alle attività ricreative e i piccoli ospiti alloggiano, a gruppi di quattro, in stanze ampie e accoglienti. La sensazione è quella di trovarsi in una vera e propria casa, con spazi privati e collettivi. All'esterno, si trovano altrettante zone in cui i ragazzini possono giocare, rilassarsi e confrontarsi.

(La parete con le porte finestre)
Per quanto riguarda il rivestimento della struttura, l'equipe ha deciso di ricorrere al legno riciclato, proveniente dalla lavorazione dell'impiallacciato. Questo materiale ricopre le mura esterne e interne, i soffitti e i pavimenti. Anche alcuni componenti di arredo sono in legno. Più nello specifico, gli ambienti, dalle sale ricreative, alle camere, si presentano arredati in modo semplice e lineare. Alcune pareti, per vivacizzare le stanze, sono dipinte con colori pastello. In tal modo, l'orfanotrofio ha un aspetto familiare e caldo.

(Uno dei corridoi dell'orfanotrofio)
Sempre nell'ottica della sostenibilità, il fabbricato è dotato di finestre disposte in punti strategici che consentono l'ingresso della luce naturale e il corretto e costante ricambio dell'aria, favorito anche da alcune fessure lasciate lungo le pareti anteriori. Alcune aperture sono porte finestre, dalle quali gli ospiti possono accedere direttamente nel cortile.

(Una delle sale ricreative)
Un sistema di raccolta delle acque piovane integrato alla rete idrica locale, consente all'orfanotrofio di disporre di acqua corrente pulita e di risparmiarla.

(Una stanza della struttura)
Per gli architetti dell'Orkidstudio, realizzare il St Jerome's Centre è stato fantastico, un progetto che li ha riempiti di entusiasmo e che si sposa perfettamente alla loro filosofia di aiutare, attraverso programmi solidali, i bambini e le comunità dei paesi in via di sviluppo. Migliorare le condizioni di vita di queste zone è, infatti, il monito delle iniziative portate avanti dall'equipe. Inoltre, coinvolgere i residenti nei lavori di costruzione contribuisce a creare competenze locali e a stimolare, di conseguenza, lo sviluppo economico del territorio.
Fonti
Greenme
Architettura ecosostenibile
Archdaily
Foto
Orkidstudio
Autore
Dott.ssa Elisabetta Rossi



