Tiny Houses Techdwell: un progetto per le famiglie disagiate e i senza tetto
A Portland, in Oregon, sta per essere avviata la costruzione di 25 unità abitative prefabbricate, destinate alle famiglie a basso reddito e ai senza tetto. Le case, realizzate con criteri di sostenibilità, sono autosufficienti energeticamente.
Piccole, pratiche, semplici da assemblare e soprattutto economiche e sostenibili. Sono queste le caratteristiche principali delle Tiny Houses Techdwell, pronte per essere realizzate a Portland, nell'Oregon, e a dare ospitalità alle famiglie più disagiate e ai senza fissa dimora. Un progetto importante che punta a risolvere uno tra i più gravi problemi della comunità.
Le ricerche fatte negli ultimi anni, infatti, hanno stimato la presenza di circa 100 milioni di persone senza casa sparse nel mondo, un dato aggravato dalla crisi economica e dai disastri naturali, purtroppo in rapida ascesa. Nello specifico, solo negli Stati Uniti la cifra si aggira intorno ai 2-3 milioni e spesso l'accesso a una casa sicura e permanente è impedito dal reddito familiare troppo basso o, nei casi peggiori, dall'assenza di un guadagno per mancanza di lavoro.
(La facciata frontale della micro casa. Fonte fastcoexist)
Alla luce di questo, il progetto varato in Oregon rappresenta una svolta importante che potrebbe portare un notevole miglioramento nella vita delle persone in difficoltà, offrendo loro un luogo accogliente e low cost. Le unità abitative previste, per ora, sono venticinque e saranno distribuite in un terreno di proprietà pubblica. Nel loro insieme costituiranno un esempio di Micro Community che comprenderà una serie di servizi a disposizione di tutti, tra i quali lavanderie e amministrazioni.
Ogni singola struttura avrà una dimensione di 17 metri quadrati e sebbene lo spazio sia poco, è distribuito e organizzato in modo intelligente. L'interno, infatti, ha una zona giorno con angolo cottura dotato di una cucina incassata nel muro; una zona notte, con letto e armadio e un bagno. Anche il resto dell'arredamento è componibile e a incastro, per sfruttare al massimo la larghezza e la lunghezza dell'abitazione. Per risparmiare spazio, inoltre, il bagno condivide un lavandino con la cucina. Il soffitto è inclinato. La casa può ospitare al massimo due persone e l'affitto si aggirerà intorno ai 250 – 350 dollari al mese.
(Il rendering della micro community. Fonte fastcoexist)
Le novità di queste Tiny Houses, però, sono altre e riguardano la decisione di costruirle secondo criteri di sostenibilità. In proposito, i materiali scelti sono riciclati, riciclabili ed ecofriendly. L'elettricità e il riscaldamento sono forniti rispettivamente dagli impianti fotovoltaici e solari installati nelle abitazioni. In aggiunta, vi è un sistema per la raccolta dell'acqua piovana e la depurazione delle acque grigie. I servizi igienici sono composting toilet, che permettono di gestire i rifiuti umani in maniera del tutto naturale.
Questo genere d'interventi e di accorgimenti rende le unità abitative off grid, ossia, staccate dalla rete elettrica e idrica pubblica, con un ulteriore risparmio economico per i locatari. Inoltre, le ampie finestre donano agli interni una grande luminosità, utile per favorire lo sfruttamento della luce naturale e abbassare i consumi energetici.
(Rendering della cucina incassata nella parete. Fonte fastcoexist)
Le Tiny Houses Techdwell sono interamente prefabbricate e i loro pannelli hanno un'ottima tenuta ignifuga e un'ottima resistenza agli uragani. L'assemblaggio avviene direttamente sul posto e le fondazioni non necessitano di nessun sito di preparazione. Il sistema impiegato permette di montare le abitazioni su qualsiasi tipologia di suolo, anche in quelli più difficili e dissestati, senza rinunciare alla stabilità della struttura. I tempi, quindi, sono molto ristretti. La realizzazione di una Tiny House avviene nel giro di due, massimo quattro giorni.
In relazione a quanto esposto, si può affermare, per usare le parole di Micheal Withney uno dei responsabili dell'iniziativa, che "queste case non sono necessariamente un progetto per i senza tetto ma piuttosto un progetto per la prevenzione di una simile problematica". Offrire alle persone con redditi bassi l'opportunità di vivere in una di queste micro case, significa salvarle dalla morsa economica e da un probabile futuro in strada.
(La zona giorno con l'angolo cottura. Fonte oregonlive)
Non solo, un altro aspetto importante da sottolineare riguarda la destinazione degli affitti. I soldi incassati saranno reinvestiti in parte all'interno della piccola comunità per provvedere alla sua manutenzione e al suo miglioramento. La parte restante, invece, servirà ad avviare la realizzazione di un'altra Micro Community. Quindi, il progetto non è solo sostenibile ma anche replicabile in autonomia.
Fonti
Greenme
static.squarespace
microcommunityconcepts
lifeedited
time
Autore
Dott.ssa Elisabetta Rossi



