Una casa eco-sostenibile realizzata con meno di 200 euro. Possibile?
Materiali naturali e materiali riciclati per la Cob House. Una casa realizzata sfruttando la terra: risorsa gratuito, sempre reperibile ed a costo zero.
In tempo di crisi economica come prendereste la notizia se qualcuno vi prospettasse la possibilità di realizzare una casa con meno di 200 euro? Potreste ridere pensando che si tratti certamente o di una enorme bugia oppure di una bella presa in giro che rimanderebbe ad una affermazione ironica del tipo: "guarda c'è un ciuccio che vola"! Eppure c'è chi realmente ha progettato ed anche costruito una casa con tale irrisoria cifra. Una ecologica soluzione che oggi è conosciuta con il nome di "Cob House". Laddove il termine "cob" sta ad indicare in lingua inglese ("bauge" in lingua francese), un sistema che utilizza la terra cruda come materiale di costruzione.
Ma chi è stato l'ideatore di questa soluzione eco-sostenibile?

(Una meravigliosa immagine della "Cob House" di Michael Buck. Si possono osservare le assi del pavimento ricavate da una barca abbandonata. Mentre sul soffitto spiccano le travi di pioppo).
Si chiama Michael Buck ed è un insegnante di educazione artistica ormai in pensione. L'abitazione che ha messo su, punto per punto, dettaglio per dettaglio, con tutti materiali naturali e riciclati, si trova nel suo giardino privato a Wolvercote,(Oxford). Michael Buck per concretizzare il suo piano si è riallacciato ad una tecnica molto antica di costruzione che fonde insieme elementi come la sabbia, l'argilla, la paglia, l'acqua e la terra.
Oggi sono nati dei corsi per spiegare ed attuare nel concreto il "sistema cob". E così scopriamo la preziosa risorsa della terra: un materiale assolutamente naturale, a portata di mano, e soprattutto gratuito. Tale terra deve essere priva di sostanza organica e ricca di argilla, in modo che possa rivelarsi appiccicosa (se bagnata), dura (una volta asciutta). L'impasto che creiamo con la terra va a costituire il "riempimento della muratura e delle pareti". Per capire se la terra che adoperiamo è buona si possono fare anche delle piccole prove. Se la terra, una volta lavorata e seccata, creerà crepe e tenderà a sbriciolarsi, vuol dire che non è quella giusta per edificare.
E così che Michael Buck ha innalzato le mura della sua piccola casa bio dalla superficie di soli 30 metri quadrati. L' impasto lavorato con la terra fungerebbe, a detta sempre del costruttore, anche da isolamento termico.
Ma quale è stato il vero start per il professore Michael Buck?
"Ho iniziato - ha spiegato l'insegnante - con un cerchio di pietre fissate su un terreno solido. Le pietre originariamente provenivano dalle rovine di un vicino monastero, ma avevano trascorso gli ultimi cento anni nel muro di un mio vicino. E 'stato bello - ha scherzato - sapere che le mie fondamenta erano in qualche modo state sante! Il mio vicino, che non aveva più bisogno di quelle pietre, è stato ben felice di scambiarle per un arco di nocciolo che avevo fatto".
(Una enorme massa di legna. Michael Buck ha introdotto nella sua Cob House anche una piccola stufa a legna per riscaldarsi ulteriormente).
All'interno della"Cob House" figurano: una cucina, una zona pranzo ed una zona con letto a castello. Ovviamente per 30 metri quadri doveva entrarci l'essenziale. Il bagno, invece, è stato sistemato fuori la casetta. Questo funziona come "compost toilet": le feci vengono raccolte e trasformate per essere utilizzate come concime organico, attraverso una digestione aerobica.
La struttura ha travi di pioppo. Il pavimento, invece, è stato realizzato con tante assi prese da una barca ormai abbandonata da tempo. Le pareti edificate anche con pannocchie, sono state tinteggiate con il gesso e con resina vegetale. Michael Buck ha dichiarato più volte il suo chiaro disegno, e cioè quello di dimostrare a tutti che è possibile dare vita ad una casa, seppur piccola avendo a disposizione pochi soldi.
"Ho deciso di costruire questa casetta ispirato da Madre Natura. Ho avuto bisogno solo della terra per realizzarla. Viviamo - ha sottolineato - in una società dove ci stressiamo passando le nostre vite a pagare mutui". Quella di Michael Buck rappresenta in qualche modo un genuino ritorno alle cose semplici. Il suo pensiero si dimostra ben lontano dalla tecnologia che avanza e che a volte distrugge invece di migliorare l'esistenza. La paglia adoperata, soprattutto per la copertura del tetto, è stata riciclata direttamente dai suoi terreni.
Tra le curiosità: le finestre della soluzione eco-sostenibile sono state costruite servendosi di vecchi parabrezza di autocarri. Altre finestre sono state trovate nel villaggio di Nord Aston. Un altro dato che Michael Buck ha intelligentemente tenuto in conto prima di mettere mano al suo progetto è stato il territorio. Ha, infatti, pensato bene di posizionare la struttura vicino ad una fonte per poter adoperare l'acqua.
Nella "Cob House" è assente l'energia elettrica e per dare luce vengono sfruttate le candele. Ad affittare la struttura è stato in seguito un pastore. A quanto equivale la spesa mensile? A razioni di latte, visto che l'inquilino ha una fattoria nelle vicinanze. Con una accurata manutenzione - ha più volte affermato Michael Buck - questa struttura potrebbe rimanere in piedi per sempre. Diversamente se lasciata nell'abbandono totale".
Il sistema di costruzione "cob" attualmente è molto diffuso in Francia ed in Inghilterra. Ma in Italia, facendo una ricerca, veniamo a conoscenza che tale tecnica non è affatto assente. Anzi, ultimamente tale sistema di costruzione si sta sempre più diffondendo. E non solo per costruire case, ma anche semplicemente per realizzare un forno. Per lavorare la terra cruda? Occorrono mani e piedi.
Autore
Dott.ssa Mariagrazia Poggiagliolmi



