Una villetta mono familiare in bamboo: l'ha costruita un architetto svizzero nelle Filippine
E' realizzata dalla sede filippina di uno studio di architettura svizzero, l'Atelier Sacha Cotture. Per la sua realizzazione è stato utilizzato il bambù, molto comune in queste zone, ma anche altri materiali naturali alternativi come la corteccia di cocco o il "capiz".
Una villa mono-familiare rivestita di bambù. E' quanto fatto a Parañaque, nelle Filippine, a testimonianza di come questa pianta sia davvero destinata a diventare un materiale importante per la bio-edilizia. Tant'è vero che il padiglione vietnamita dell'Expo 2015 sarà costruito interamente proprio in bambù.
Nelle filippine da sempre si utilizza il bambù: prima lo si faceva per la realizzazione di manufatti quali cestini, suppellettili per la casa ed altra oggettistica. Negli ultimi anni, però, viene impiegato anche in bio-edilizia perché è un materiale dal basso costo, che cresce in grandi quantità e rapidamente, ma soprattutto dura nel tempo e resiste, oltre ad essere ovviamente eco-compatibile. A proporre il suo utilizzo nella villa mono-familiare di Manila è la sede filippina di uno studio di architettura Svizzero, l'Atelier Sacha Cotture. Tra i criteri generali con i quali questo team opera, c'è sicuramente quello della compatibilità con il territorio: un'edilizia intelligente che rispetta il contesto, la cultura, le tradizioni e la storia del luogo. E, infatti, il bambù, nel quartiere residenziale dove è stato impiegato, si integra perfettamente con l'ambiente circostante.

(Nelle Filippine una villa mono-familiare è stata rivestita con il bambù, materiale naturale molto comune nella zona)
I pali di bambù sono stati qui utilizzati per realizzare il rivestimento della facciata della villa e per coprire il muro di cinta: posto al centro della villa c'è un grande cortile e questi pali di bambù servono per assicurare agli inquilini della casa privacy e sicurezza. Tale struttura è perfettamente in linea con la tradizione e la storia del luogo: durante il periodo coloniale spagnolo, infatti, tutte le case erano costruite attorno ad un cortile o giardino privato. I pali di bambù sono posizionati verticalmente, gli uni attaccati agli altri quasi come se fossero un'unica cosa; si trasformano così in una superficie uniforme e compatta, alternandosi, nel caso della villa, alle finestre e alle porte e nel caso del muro di cinta, ai portoni.
(I pali di bambù sono disposti in posizione verticale gli uni attaccati agli altri e formano una superficie compatta adatta per preservare la propria privacy)
Il bambù impiegato deriva direttamente da piantagioni locali: nelle Filippine, infatti, le coltivazioni sono numerose ed estese, tant'è vero che esistono ben 55 specie di questa pianta arbustiva molto vigorosa e sempreverde. Naturalmente per resistere a muffe e parassiti, prima di essere installato, il bambù è stato trattato con vernici naturali; questo, inoltre, non solo lo hanno arricchito dal punto di vista estetico, rendendolo più luminoso, ma hanno anche aumentato la sua capacità di resistenza a urti, impatti e condizioni atmosferiche.
Nella villa dell'Atelier Sacha Cotture il bambù non è però usato soltanto all'esterno, ma anche come elemento decorativo all'interno dell'abitazione. Pali di bambù, ad esempio, formano un muro di protezione di una scala, dividendo così anche gli ambienti, mentre altri coprono quasi disordinatamente una finestra creando un motivo decorativo ed assicurando comunque vista e privacy.

(I pali di bambù sono utilizzati anche all'interno della casa come elemento decorativo o come separé)
Il bambù non è l'unico materiale naturale utilizzato in questa villa mono-familiare. Lo studio di architettura, infatti, ha scelto anche un locale granito chiamato Araal, ma noto anche con il nome di Philippine Teppei Stone. Esso viene estratto nel Sud delle Filippine ed è perfetto per decorare gli interni delle abitazioni; si presenta molto duro, ma anche sgretolabile.
Altri materiali locali usati sono: il mogano, scelto per le finestre, armadi e letti; le pietre utilizzate nel bagno e le soggiorno che derivano dalla vicina isola di Romblon; la corteccia di cocco, scelta per rivestire la parete principale della camera da letto matrimoniale; il "capiz", tipica specie di ostrica che se lavorata può essere utilizzata per la realizzazione di lampade e lampadari, proprio come in questo caso.

(Oltre al bambù sono stati utilizzati altri materiali naturali come il "capiz" per la realizzazione dei lampadari, ma anche la corteccia di cocco)
Se si aggiunge poi il fatto che la struttura è dotata di pannelli solari che permettono la produzione di gran parte dell'energia necessaria per vivere, questa villa mono-familiare è per davvero una casa dei sogni.
Autore
Dott.ssa Giulia Scatolero



