Storia dell'abitazione: da Creta a Micene

Continua il breve viaggio nella storia dell'abitazione dell'uomo: dalle case cretesi, caratterizzate dal classico cortile centrale, fino alle abitazioni micenee e alla comparsa del mégaron.


Creta - A Creta, una volta abbandonato il periodo preistorico, si diffonde la realizzazione di abitazioni quadrangolari o rettangolari, che presentano una struttura molto semplice – un cortile centrale attorno al quale si aprono gli ambienti, che da esso ricevono la luce o direttamente o tramite finestre aperte sul cortile - e strutturate in modo tale da poter permettere facilmente l'aggiunta di nuovi locali in caso di necessità. La struttura delle abitazioni è piuttosto simile per tutti i ceti sociali. Le differenze tra le classi sono individuabili nella grandezza delle strutture e nel tipo di materiale utilizzato. Le case del popolo, a struttura rettangolare, hanno fondamenta in pietra tenera, muri di mattoni essiccati al sole o cotti, rivestimento argilloso, pavimento di lastre, ciottoli, cemento e terra battuta, soffitto in giunchi e canne coperte d'intonaco. Le case del ceto abbiente hanno anch'esse struttura rettangolare, sono realizzate in mattoni, pietra da taglio o legno e possono prevedere la presenza di più piani. In questo caso, per reggere il peso dei piani superiori, si fa ampio utilizzo di pilastri quadrangolari o colonne, uno degli elementi dominanti dell'architettura cretese. Le coperture spesso sono a terrazza, alla quale si accede mediante una scala. Anche i palazzi dei signori hanno pianta rettangolare, ma sono realizzati in calcare o pietra gessosa somigliante al marmo, con blocchi cementati con malta o a secco.

Micene - La civiltà Micenea prevede una struttura urbanistica particolare rispetto alle altre: il nucleo della città è il palazzo dove risiede la famiglia reale. Tutta la città, circondata da mura, è sviluppata su un'altura, che vede in cima il palazzo, mentre la popolazione è localizzata sulle pendici. In basso, in pianura, si trovano i poveri borghi contadini. Le case micenee riprendono i modelli delle abitazioni nordiche, che vengono trapiantate in un ambiente mediterraneo nonostante siano più adatte alle fredde condizioni climatiche d'origine: gli Achei, infatti, sono popoli ariani provenienti dalle valli dell'Indo, scesi in Grecia intorno al 2000 a.C. È a Micene che fa la sua comparsa una novità strutturale nelle abitazioni: il mégaron, una stanza rettangolare o quadrata di rappresentanza, all'interno della quale è localizzato il fuoco sacro, aperta in alto per permettere la fuoriuscita del fumo. Attorno al mégaron si aprono le altre stanze, piccole e indipendenti, alle quali si accede tramite il prodromos (cioè un'antisala). [1]

(in foto: ricostruzione grafica di un mégaron miceneo)

[1] Giuliana Bandinelli, Piccola Storia dell'abitazione in Europa, in La Ricerca, Enciclopedia monografica Loescher, Loescher Editore, Torino, 1965

Autore

Dott.ssa Serena Casu

A cura della Dott.ssa Serena Casu

Appassionata e attenta conoscitrice di tematiche ambientali, modalità costruttive alternative ed eco-compatibili, sistemi di costruzione ecologica e metodi alternativi per la produzione di energia.

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