Focus on: Architettura Organica

L'Architettura Organica ha come principio fondamentale il rapporto uomo-natura come un "tutt'uno", simbiosi dall'interno all'esterno e viceversa. Il rispetto dei suoi principi sarebbe d'aiuto all'ambiente e alla sua tutela.


Parlando di sostenibilità ambientale, misure preventive per diminuire l'inquinamento atmosferico oppure integrazione architettonica per favorire l'uso di tecnologie verdi si può sicuramente portare l'esempio di un genere di progettazione nata negli anni '30, ovvero l'Architettura Organica.

Mies van der Rohe_Farnsworth House

(Mies van der Rohe_Farnsworth House)

Questo esempio, almeno al giorno d'oggi, potrebbe risolvere una gran parte dei problemi sul rapporto fra l'uomo, o meglio il costruito, e la natura. Il principio fondante di questo filone sta nel pensare all'architettura come "una cosa unica", inseparabile e imprescindibile all'esterno. In questo senso tutto quello che le appartiene, ovvero, l'arredo interno, le partizioni, l'ambiente generale, i materiali o quant'altro, non devono essere considerati isolati dal loro contesto, dal luogo in cui una costruzione di qualunque genere o tipologia va ad inserirsi.

Alvar Aalto_Villa Mairea

(Alvar Aalto_Villa Mairea)

Inizialmente, l'architettura organica va a contrapporsi al vicino razionalismo e i suoi principali esponenti erano Alvar Aalto, Mies van der Rohe, Louis Sullivan e molti altri ma il vero capostipite del movimento è l'americano Frank Loyd Wright che ne ha precisato le linee guida, nove per la precisione, che converrebbe conoscere in maniere esauriente.

In modo molto semplice, il primo principio si rifà alla "parentela dell'edificio col suolo". Dalle parole di Wright, questo principio parte direttamente dalla volontà di produrre un genere di architettura che si rifà all'uomo, come la sua vera scala. Le linee orizzontali e aereodinamiche si integravano molto meglio nella natura e le tecnologie dovevano essere semplici e umili strumenti per una migliore integrazione e per comprendere meglio "la natura della Natura".

Il secondo principio è il "decentramento" e questo si riferisce alla qualità del luogo. In un periodo di forte espansione urbanistica, il rischio che si stava maggiormente correndo era quello di sopprimere la qualità in favore della quantità, perciò uno spostamento, un'estensione più equilibrata nella e nei confronti della natura avrebbe ravvivato il piacere di vivere.

Frank Lloyd Wright_Fallingwater House

(Frank Lloyd Wright_Fallingwater House)

Il terzo principio, meno intuitivo, è "il carattere è fattore intrinseco", nel senso ogni edificio dovrebbe esplicitare la sua funzione. Questo migliora la qualità dell'architettura che subito chiarisce la sua presenza sia nell'ambiente urbano che nei confronti dell'uomo, il quale stabilisce rapporti umani molto più precisi anche con la natura attraverso l'uso di materiali e approcci mirati.

Il quarto principio parla di "snellezza più continuità". La qualità della snellezza si deve al nuovo utilizzo dell'acciaio come materiale da costruzione che permette la tensione negli edifici, un loro distendersi nella natura che diventa poi un vero e proprio protendersi dall'interno verso l'esterno, una continuità vera con la natura, attraverso un profuso utilizzo del vetro.

Frank Lloyd Wright_Robbie House

(Frank Lloyd Wright_Robbie House)

Il quinto principio è un' "interpretazione della terza dimensione" e questo sta a significare che la profondità doveva iniziare ad essere interpretata come un vero e proprio peso, uno spessore. Questo principio si rifà molto al precedente perché una più grande considerazione della stereometria dell'edificio permette di meglio collegarla anche alla necessità della luce, in quantità tale da permettere un continuo scambio fra interno ed esterno.

Il sesto principio è detto semplicemente dello "spazio". Grazie alle nuove tecnologie del vetro e dell'acciaio, si rinnova una freschezza che va ben oltre le spesse murature e he può più facilmente esprimersi e collegarsi con la natura circostante.

Frank Lloyd Wright_Guggenheim Museum

(Frank Lloyd Wright_Guggenheim Museum)

Similmente, il settimo è la "forma", che, in questo caso, predilige la sottigliezza delle partizioni o la continuità delle facciate. Qui una considerazione importante, perché nasce il vero principio dell'Architettura Organica vera e propria, dove edificio e natura sono un tutt'uno.

L'ottavo è invece "la copertura e il suo umano significato". Questo è semplice, perché l'architettura avvicinandosi progressivamente alla natura ne assume anche i suoi significati semiotici, dove un'abitazione non è soltanto un tetto ma anche un riparo, per il corpo e lo spirito. Qui la casa diventa un'opera d'arte, nata dallo strettissimo rapporto con le esigenze e i gusti del cliente.

Infine l'ultimo principio "materiali", che ovviamente da riferimento ad un accurato utilizzo di fonti naturali o quantomeno rispettose dell'ambiente.

Autore

Dott.ssa Chiarina Tagliaferri

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