Soft House in speciale tessuto fotovoltaico

Soft House è un ambiente estremamente fluido, flessibile, dinamico e aperto. E' un ambiente che si adatta alle esigenze dei suoi abitanti e del sole ma, soprattutto e in grado di soddisfare il proprio bisogno energetico grazie a dei semplici tendaggi.


Soft House è una delle nuove meraviglie del mondo del design e della tecnologia. Si tratta di un prefabbricato in legno concepito e sviluppato secondo i principi della bioarchitettura ma la cosa sorprendente sta nella applicazione tessutale di alcuni elementi interni.

Soft House_Sheila Kennedy e team di ricerca KVA MATx

Dal punto di vista formale, la Soft House si presenta come un prisma dalla pianta rettangolare e un sviluppo regolare in altezza per due piani fuori terra. Le partizioni verticali esterne sono cave, nel senso la casa ha un perimetro vetrato intervallato solamente da pochi elementi lineari in legno. Il basamento e la copertura sono anch'essi in legno.

L'interno si presenta molto spazioso e luminoso con un camminamento verso i bordi. Alcune delle pareti esterne e la copertura hanno dei sottili film di plastica opacizzata per regolarne l'ingresso della luce.

La copertura è un elemento molto particolare all'interno del prototipo. Sempre per enfatizzare questa caratteristica generale di trasparenza, il tetto è piano e composto da una griglia con vuoti quadrati in legno. La copertura è inoltre aggettante verso l'ingresso, in modo tale da creare un piccolo portico antistante, e presenta una piccola inclinazione. Al centro della copertura si presenta una convessità molto evidente con al centro un buco, quasi come se ci fosse un enorme lucernaio. Questa zona è molto importante perché è esattamente da questo punto che si vengono a calare le tende, altro elemento importantissimo del progetto, se non il fondante.

Soft House_Sheila Kennedy e team di ricerca KVA MATx

(Soft House_Sheila Kennedy e team di ricerca KVA MATx)

Soft House_Sheila Kennedy e team di ricerca KVA MATx

Il tessuto forma dei tendaggi che vanno a scendere fino a terra e sono posizionati anche verso il portico e in una delle pareti più lunghe, posizionate su binari per ottimizzarne la posizione all'interno della casa. In modo particolare, la tenda ha un sistema retrattile verso il soffitto. Le tende hanno la funzione di essere divisori dell'ambiente, in quanto non esistono pareti fisse.

L'interno della Soft House è quindi estremamente flessibile e versatile, si configura come un ambiente fluido e dinamico, in grado di poter cambiare sia in base alle esigenze del fruitore che allo spostarsi del sole.

La particolarità di questa tenda sta nella tipologia di materiale con il quale è composta, ovvero la nanotecnologia OPV (Organic Photrovoltaics): questo è in grado di produrre energia catturando i raggi del sole. Il comportamento, infatti, è assolutamente identico a quelle delle comuni celle fotovoltaiche ma il risultato della ricerca tecnologica che permette a questo materiale di assumere la forma di un tessuto ha letteralmente dell'inverosimile.

La progettazione della Soft House è stata merito della designer americana Sheila Kennedy insieme al suo team di ricerca KVA MATx. Il progetto ha, quindi dell'inimmaginabile e il prototipo della Soft House può essere attualmente ammirato all'interno di uno spazio espositivo ad esso dedicato del celebre Vitra Design Museum.

Soft House_Sheila Kennedy e team di ricerca KVA MATx

(Soft House_Sheila Kennedy e team di ricerca KVA MATx)

http://www.kvarch.net/

Le tende sono in grado di assorbire l'energia solare per mezzo di nanotubi intrecciati come il filato e di trasformarla in energia elettrica per una produzione altissima, che si aggira intorno ai 16 mila kiloWatt/ora. Nel dettaglio della tecnologia di questi tendaggi, essi sono composti da un materiale molto particolare, detto, appunto, OPV (Organic Photrovoltaics). Con questo acronimo si intende una determinata tecnologia detta sia cella solare organica che di plastica. Infatti, per la sua strutturazione interna viene sfruttato un materiale polimerico che utilizza l'elettronica organica, un campo molto particolare della scienza dei materiali.

Tessuto composto dalla nanotecnologia OPV

(Tessuto composto dalla nanotecnologia OPV)

Questa scienza si occupa della progettazione e dell'applicazione di particolari catene polimeriche o composti organici che mostrano una determinata proprietà elettrica, ovvero la conducibilità. Tradizionalmente i materiali ad alta conduzione sono i metalli, argento, oro e rame in particolare, ma la differenza con questi polimeri organici scelti sta proprio nel loro basso costo di utilizzazione e trasformazione applicativa.

La caratteristica principale dei polimeri organici, che, appunto, gli permette di sviluppare un'alta conducibilità, è il loro alto grado di assorbimento ottico e, quindi, luminoso. In questo senso è iniziata la sperimentazione, proprio perché con la tecnologia OPV si possono ottenere grandi quantità di luce assorbita con piccole porzioni di materiali.

Dal punto di vista degli svantaggi, i polimeri organici si presentano con una bassa efficienza e una bassa resistenza rispetto alle celle fotovoltaiche inorganiche.

Comunque sia, grazie alla ricerca e alla sperimentazione di questa nuovissima tecnologia, è stato possibile progettare e realizzare un'abitazione in grado di autoalimentare in maniera autonoma tutti i dispositivi elettrici al proprio interno, come, ad esempio, gli elettrodomestici e la rete di illuminazione, oltre a creare un ambiente altamente fluido e versatile, caratteristico dell'uso dei tendaggi.

Autore

Dott.ssa Chiarina Tagliaferri

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